Pantagruel – CAMMINANTI

SCONFINAMENTI D’ESTATE [RADIO 3 RAI]

Pantagruel 2016 - Camminanti
(ph dal sito del programma)

Puntata del 31/07/2016

Cammini e camminanti con i compagni di viaggio Leonardo Delogu, attore, danzatore e ideatore di tanti progetti di cammino legati all’esplorazione del corpo nello spazio e alla ricerca di un  paesaggio che ha in sé i segni e i movimenti del disastro e della rinascita; Giovanni Cattabriga / Wu Ming 2 che ci parla dei suoi viaggi a piedi per la difesa del diritto al paesaggio e alla viandanza  ( Il sentiero luminoso, Ediciclo); Federico Bomba ci racconta “Artwalks” la nuova nuova app per scoprire il patrimonio  delle Marche, presto disponibile per altri luoghi d’Italia; la risposta culturale a Pokemon-go. Continua a leggere Pantagruel – CAMMINANTI

Pantagruel – ISOLE

SCONFINAMENTI D’ESTATE [RADIO 3 RAI]

Pantagruel 2016 - Isole
(ph dal sito del programma)

Puntata del 30/07/2016

In  questa puntata sconfiniamo nelle isole italiane:  da quella di Montecristo da cui parte il progetto video- teatrale di Manuela Cherubini, a quella dell’Asinara che Andrea Cosentino racconta nel suo spettacolo L’asino albino, alle 51 isole italiane in cui hanno soggiornato molti personaggi famosi che Ambrogio Borsani ci descrive  nel suo libro Avventure di piccole terre, a L’ultima isola sospesa tra noi e l’Africa, Pantelleria, protagonista del romanzo di Giosuè Calaciura, a quelle desertiche del Mediterraneo fotografate e raccontate dal collettivo Desertmed. Ma anche Venezia dove incontriamo Toni Servillo, uno dei maestri della 44^ edizione  della Biennale Teatro. Continua a leggere Pantagruel – ISOLE

Oltre i cancelli. I cinquecento anni del ghetto di Venezia [pt. 5]

TRE SOLDI – RAI RADIO 3

ponte di rialto - venezia

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Puntata n°5

La storia del Ghetto si interseca con quella drammatica della Shoah. Oggi, a partire dalla direzione del Museo Ebraico di Venezia, sono in molti a interrogarsi se sia giusto che la storia della comunità si riduca solo al ricordo di quel momento luttuoso, o se invece la memoria possa essere l’innesco per guardare al presente e al futuro. Continua a leggere Oltre i cancelli. I cinquecento anni del ghetto di Venezia [pt. 5]

Oltre i cancelli. I cinquecento anni del ghetto di Venezia [pt. 4]

TRE SOLDI – RAI RADIO 3

ghetto venezia 4

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Puntata n°4

La storia del Ghetto, oltre al tema della segregazione, contiene dentro di sé una storia di contaminazione culturale. La presenza degli ebrei influenzerà molto la storia di venezia, sia per l’attività di prestito di denaro che emancipa la Serenissiama dai monti di pietà della Chiesa cattolica, sia nel campo della stampa, dell’editoria, della medicina. Tutti settori di  sviluppo commerciale e culturale, a testimonianza che le idee circolano a prescindere dalla volontà dei governi. Continua a leggere Oltre i cancelli. I cinquecento anni del ghetto di Venezia [pt. 4]

Oltre i cancelli. I cinquecento anni del ghetto di Venezia [pt. 3]

TRE SOLDI – RAI RADIO 3

ghetto venezia 3

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Puntata n°3

Nel Cinquecento viene coniata buona parte del lessico politico che utilizziamo ancora oggi. Venezia stessa si propone in quegli anni come esempio di “buon governo”. Anche la storia del Ghetto, che per certi aspetti è una storia di segregazione, allo stesso tempo risponde all’idea di progettazione urbanistica secondo i criteri dell’epoca. Arditamente abbiamo accostato questa storia ad un altro anniversario, l’uscita dell’Utopia di Thomas Moore data alle stampe proprio 500 anni fa. Cosa c’entra? Forse poco, o forse ogni utopia a contatto con la realtà cambia di segno, a seconda del punto di vista di chi la progetta e di quello di chi la subisce. Continua a leggere Oltre i cancelli. I cinquecento anni del ghetto di Venezia [pt. 3]

Oltre i cancelli. I cinquecento anni del ghetto di Venezia [pt. 2]

TRE SOLDI – RAI RADIO 3

Ghetto Venezia 2 – Shylock Orson Welles

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Puntata n°2

La storia del Ghetto è anche la storia dei personaggi che lo hanno abitato. Forse però l’ebreo veneziano più famoso al mondo non è mai esistito. Parliamo di Shylock, l’antagonista de «Il Mercante di Venezia». Con Shaul Bassi, docente di letteratura inglese, compiamo una passeggiata shakespeariana in un anno che registra anche i quattrocento anni dalla morte del Bardo.  Continua a leggere Oltre i cancelli. I cinquecento anni del ghetto di Venezia [pt. 2]

Oltre i cancelli. I cinquecento anni del ghetto di Venezia [pt. 1]

TRE SOLDI – RAI RADIO 3

Ghetto Venezia 1

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Puntata n°1

Nel 1516 un accordo tra la Serenissima e gli ebrei di varia nazionalità che commerciavano a Venezia stabilì che questi potevano insediarsi in città, in una zona delimitata e chiusa di notte da guardiani cristiani. Nasceva così il ghetto ebraico più antico della storia. Oggi, nel 2016, una serie di iniziative culturali ricordano quell’evento. Continua a leggere Oltre i cancelli. I cinquecento anni del ghetto di Venezia [pt. 1]

Due donne che ballano

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Sembrerebbe l’effetto della crisi economica ad aver portato una giovane donna che di mestiere fa l’insegnante a lavorare come domestica nella casa di un’anziana e scorbutica signora, con la quale non fa che discutere, pungersi, battibeccare.  E invece sullo sfondo di «Due donne che ballano», storia in apparenza quotidiana e ordinaria, c’è quell’abisso di solitudine e di vuoto di senso che tanta gente affronta nella propria vita, senza eroismi ma senza nemmeno saper cedere alla rassegnazione. Le prima nasconde un lutto che la tiene lontana dal mondo, la seconda fa i conti con gli ultimi anni della sua vita in cui non è riuscita a mantenere salde relazioni umani.

Josep Maria Benet I Jornet – uno dei maestri del teatro catalano – disegna in questo testo una coppia magistrale del teatro odierno, due figure femminili che detestandosi in realtà si tengono in vita. Perché per quanto possiamo isolarci dal mondo abbiamo comunque bisogno di un punto di riferimento che non lasci in balia della sensazione di galleggiare nel vuoto. Meglio sputare fuori la propria rabbia, meglio confessarsi ad un quasi-sconosciuto le parti più oscure e detestabili di sé.

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L’essere vivente più vicino a Dio. «Laika» di Celestini è uno spettacolo che parla coi fantasmi: i nostri

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C’è chi lo conosce come volto della tv e chi come uno tra i massimi esponenti della narrazione a teatro, chi ha letto i suoi libri e chi lo ha seguito nel suo cinema poco ortodosso. Ma Ascanio Celestini è molto di più di un artista eclettico. Quando è comparso sulla scena teatrale, oltre quindici anni fa, ha fatto piazza pulita delle vecchie forme di racconto teatrale, tanto è che perfino improprio accostarlo a quel genere lì. Ascanio è un affabulatore, un tessitore di storie che come nessun altro riesce a tenere assieme la critica sociale e il fantastico, l’ambizione di riscatto e l’iperbole comica, animando con la nuda parola un teatro che in realtà è densamente popolato di voci e personaggi.

“In fondo quello che faccio è mettere a libro paga i miei fantasmi”, ha detto una volta in conversazione pubblica che abbiamo fatto al Teatro Quarticciolo di Roma, ed è proprio quella la forza del suo teatro: dare voce a quei fantasmi che la voce non ce l’hanno più. O la cui voce non sappiamo più ascoltare. Continua a leggere L’essere vivente più vicino a Dio. «Laika» di Celestini è uno spettacolo che parla coi fantasmi: i nostri

Sopra di me il diluvio: il fantasma della contemporaneità per Enzo Cosimi

Enzo Cosimi - Sopra di me il diluvio

Si apre su un paesaggio metafisico, la scena di Sopra di me il diluvio, ma la coreografia che abita la scena è tutto fuorché astratta. La danzatrice Paola Lattanzi, figura fortissima ed esile, dolce ed inquietante, incarna in modo visibile le contraddizioni del nostro presente, l’incertezza, l’angoscia, l’isolamento, realizzando una performance di rara potenza. Al centro della riflessione di Enzo Cosimi, uno dei maggiori coreografi della danza contemporanea italiana, c’è il rapporto doloroso tra l’Uomo e la Natura, proposto come un viaggio sensoriale, fisico, profondamente umano. Nella scena, quasi vuota, gli unici oggetti presenti creano un forte contrasto: mucchi di ossa e uno schermo televisivo, modernità e arcaicità, che assieme ci raccontano di un mondo ferale avvolto in un’oscurità che evoca, a tratti, la violenza della guerra. Emerge dal piccolo schermo, e poi da imponenti proiezioni, il riferimento al continente africano, su cui si affaccia lo sguardo grazie ai video realizzati da Stefano Galanti. «Un’Africa urlata, violata – la definisce lo stesso Cosimi – che nonostante i massacri senza fine a cui è sottoposta da sempre riesce a restituirci una visione di speranza».

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