Zone Teatrali Libere

Zone Teatrali Libere – un esperimento di produzione indipendente a Roma
Graziano Graziani (a cura di)
[Editoria&Spettacolo – 2010]

ZTL-pro è un progetto che tra il 2008 e il 2010 ha sperimentato forme di produzione inedite a Roma e nel Lazio, dedicate alla scena contemporanea del territorio. Le esperienze a contatto del territorio dei cinque operatori che compongono la rete ZTL – zone teatrali libere (Angelo Mai, Rialto, Santasangre / Kollatino Underground, Teatro Furio Camillo, Triangolo Scaleno Teatro) sono state alla base di una direzione artistica plurale, che ha portato alla realizzazione di 14 spettacoli e al sostegno per altre 3 compagnie nell’arco delle prime tre edizioni di ZTL-pro.
In questo volume sono raccolti dieci saggi, una sorta di “diari di bordo” delle prime due stagioni, stilati da critici e studiosi che hanno affiancato le compagnie e hanno seguito l’evolversi del loro lavoro.
Autori dei saggi raccolti nel volume: Antonio Audino, Roberto Ciancarelli, Maria Pia D’Orazi, Massimo Marino, Andrea Nanni, Lorenzo Pavolini, Andrea Porcheddu, Attilio Scarpellini, Mariateresa Surianello.

Produzioni e coproduzioni:

  • 2008: Andrea Cosentino – Alessandra Cristiani – Habillé d’Eau – Immobile Paziente – MK – Muta Imago
  • 2009: Daria Deflorian e Antonio Tagliarini – La Casa d’Argilla / Lisa Ferlazzo Natoli – Non Company / Alessandro Pintus – Tony Clifton Circus
  • 2010: Gruppo Nanou – Alessandro Langiu – Setteteste – Zeitgeist

Sostegni:

  • MAddAI – Malebolge / Lucia Calamaro – ZDDNTR

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Hanno scritto su Zone Teatrali Libere

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da «La resistenza del teatro indipendente» di Simone Nebbia
apparso su Teatro e Critica – 28 aprile 2011

Resistenti, a partire dal nome. Chiamarsi ZTL-pro in questa città chiusa al traffico delle idee, asfissiata dalla concentrazione inquinata dei fumi di conservazione, tenuta in garage col perenne divieto di circolare, è davvero un’opera di straordinario rilievo sociale oltre che culturale: in soli tre anni di esistenza le Zone Teatrali Libere sono state il bacino produttivo romano con maggiore capacità promotrice e creatrice, di percorsi e connessioni artistiche, hanno dato residenza all’arte e irrigato un ambiente – quello della ricerca – in continuo rischio di desertificazione, soprattutto in territorio dove non esiste un vero tessuto culturale, ma in cui “la cultura si consuma”, come afferma Graziano Graziani nel preziosissimo libro Zone Teatrali Libere, edito da Editoria & Spettacolo, che contiene dieci racconti critici, diari di bordo di quest’esperienza artistica. […]

[link: http://www.teatroecritica.net/2011/04/la-resistenza-del-teatro-indipendente-torna-in-scena-il-progetto-2011-di-ztl-pro/]

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da «Alterità teatrali» di Sergio Lo Gatto
apparso su Krapp’s Last Post – 26 aprile 2010

Editoria&Spettacolo ha appena pubblicato un interessante libro dal titolo “Zone Teatrali Libere – un esperimento di produzione indipendente a Roma”. Graziano Graziani, curatore della pubblicazione, scrive nell’introduzione: “A dispetto di una scena teatrale vivace, estremamente ricca sia per quantità che per qualità, la capitale non dispone di un vero e proprio centro di produzione dedicato alla scena contemporanea. Perché a Roma non esiste un vero tessuto culturale. La cultura la si consuma, come una merce. […] C’è chi ha definito il “teatro indipendente romano” […] una sorta di movimento. Forse di un movimento non ha l’agilità né la compattezza, ma con tutta probabilità questo magma è qualcosa che somiglia molto a quel “tessuto culturale” di cui istituzioni e politiche culturali hanno creduto di poter fare a meno”.
Nel libro di Graziani si parla di alcune compagnie che, grazie a un buon lavoro di rete, a un giusto affiancamento da parte di critici e operatori, sono state in condizioni di produrre davvero qualcosa, di girare la chiave, di versare concime in un terreno fertile di per sé. L’intervista che proponiamo oggi è un ulteriore sguardo a questa realtà, una stretta di mano a certe energie che hanno cominciato a girare grazie al sostegno sotterraneo di realtà locali come centri sociali (Rialto Santambrogio, Strike, Agelo Mai etc.) e che, ora che sembra l’attenzione al nuovo teatro stia finalmente aprendo qualche timpano, non hanno alcuna intenzione di smettere di farlo. […]

[link: http://www.klpteatro.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1415:consorzio-ubusettete-video-intervista&catid=video&Itemid=69]

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da «Note da un Orient Café poco suggestivo» di Simone Pacini
apparso su Krapp’s Last Post – 27 marzo 2010

[…] A rievocare la giovane e vitale storia del progetto [Ztl] è adesso un volume, pubblicato da Editoria & Spettacolo e curato da Graziano Graziani, che ne ripercorre con accuratezza di dati e riflessioni le tappe fondamentali. Gli interventi critici a supporto degli spettacoli prodotti sono, fra gli altri, di Antonio Audino, Andrea Porcheddu e Massimo Marino. Un volume che sottolinea, se ancora ce ne fosse bisogno, quanto nella capitale l’attività teatrale contemporanea, artistica ma anche di critica “militante” sia in questi anni vivace.

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[link: http://www.klpteatro.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1365:viaggio-per-orient-cafe-langiu-recensione&catid=92:2010&Itemid=140]

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