Er Corvaccio

I SONETTI DER CORVACCIO
di Graziano Graziani
[La Camera Verde – 2011]

A Roma ce sta ’n detto che sse usa  
da di’ pe’ ddi’ a quarcuno che è infingardo:  
“Sei ’na lapide!”, che vòr di’ bbuciardo,
perché der vero ’a lapide ciabbusa.

«I Sonetti der Corvaccio» è una raccolta di 108 sonetti romaneschi scritti tra il 1995 il 1996 e successivamente rivisti e corretti, che costituiscono un poema ambientato in un cimitero. Il Corvaccio è il custode di questo luogo che, rivolgendosi direttamente al lettore, lo invita a compiere con lui un viaggio tra le tombe e tra le storie delle persone che vi sono seppellite. Sono i morti stessi che, di sonetto in sonetto, prendono la parola e raccontano la loro storia, mentre di capitolo in capitolo il Corvaccio introduce i vari settori del camposanto, dalle lapidi ai fornetti, dalla fossa comune al forno per la cremazione. Ne esce una sorta di Spoon River dialettale, dove però al centro c’è Roma e le tipologie umane che la hanno animata, i loro modi di dire e di vedere il mondo.

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«I sonetti der Corvaccio» su E-Theatre

Lettura dell’autore, con accompagnamento musicale di Simone Nebba – in scena al Colosseo Nuovo Teatro e in streaming su E-Theatre il 7 febbraio 2012.

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«I sonetti der Corvaccio» su Radio Onda Rossa

Lettura dell’autore, con accompagnamento musicale di Simone Nebba – in onda martedì 20 dicembre 2011, nell’ambito della trasmissione Radio Teatro, diretta da Federico Raponi. [http://www.scarphrec.org/visionari/lisonettidercorvaccio.mp3]

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Hanno scritto su ER CORVACCIO

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«I Sonetti der Corvaccio» di Vincenzo Sparagna
apparso su Frigidaire – 19 maggio 2012

Er Corvaccio è, nella finzione letteraria di Graziani, un vecchio becchino del Verano e i suoi sonetti sono una specie di piccola Spoon River in romanesco. I Sonetti sono un libretto che si legge d’un fiato, come un unico racconto, pur essendo ogni poesia autonoma e rigorosissima nella metrica e nella rima. Vi compaiono, nella luce spettrale del post mortem, ma senza mai perdere la forza ironica del loro essere romani, una folla di personaggi. E’ un viaggio guidato nella Roma popolare, sarcastica, rassegnata, arrogante. Grazie alla precisione dei versi e al rigore stilistico, il giovane (ma già maturo) autore riesce a non cadere mai nel macchiettismo o nella retorica malinconica. E poi c’è da considerare il grande piacere di leggere finalmente dei versi costruiti con maestria nel mare magnum di pseudopoesie intimiste e vuote che affollano i quaderni di tanti giovani. Qui ogni compiacimento gratuito è assente. Vi si sente il respiro profondo della ricerca. Anche le rime più svelte risultano necessarie. A riprova che la cosa più difficile per chi vuole scrivere è raggiungere la semplicità, che è condizione della bellezza, ma cosa del tutto diversa dall’immediatezza banale.

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LETTURE:

  • Teatro Valle Occupato – 12 settembre 2011
  • Riunione di Condominio – 2 novembre 2011
  • La Camera Verde – 15 dicembre 2011
  • Radio Onda Rossa – 20 dicembre 2011
  • Colosseo Nuovo Teatro – 7 febbraio 2012
  • Teatro Valle Occupato / Salvaciclisti – 18 aprile 2012
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