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Un clown contro la crisi. Conversazione con Leo Bassi

leo bassi - utopia“Il buffone più pericoloso di Spagna”: così anni fa è stato definito Leo Bassi. Ma forse oggi lo è dell’intera Europa. I poteri forti sono da sempre il bersaglio preferito dei suoi spettacoli corrosivi e “scorretti”. Per questo è naturale che nel suo ultimo lavoro Bassi se la prenda con la deriva economicista che sta spazzando via il pensiero umanista. Ma “Utopia” – che quest’anno ha fatto più volte tappa in Italia – è anche un inno al teatro e al suo potere di rigenerazione della società. E Leo Bassi ci ha raccontato perché.

In “Utopia” parli del rapporto tra teatro e utopia. Di che rapporto si tratta?

Il teatro è cambiato radicalmente negli ultimi cento anni. Per certi versi ha perso molto potere, ma ha anche acquisito nuove prerogative. Quello che ha perso è la sua centralità: prima il teatro era il luogo deputato alla “narrazione” di una società, non c’erano né cinema né televisione. Oggi il rapporto si è ribaltato, per questo assistiamo a spettacoli in cui, ad esempio, si porta a teatro l’attore televisivo. Il senso di una simile operazione è che il “personaggio famoso” è a pochi passi da te, lo vedi “dal vivo”: questo crea un evento. Oggi una grande fetta di pubblico va a teatro solo per vedere operazioni simili, per partecipare all’evento. Ma è una cosa da stupidi. Perché? Perché il teatro deve essere il luogo dell’utopia. Questo era il senso della sua centralità come luogo in cui una società di narra, si comprende e può così immaginarsi diversa, migliore. Continua a leggere Un clown contro la crisi. Conversazione con Leo Bassi

L’isola delle Rose. Storia della piccola atlantide

Isola delle roseEntro cinque anni l’intero patrimonio librario mondiale sarà disponibile on-line. La dichiarazione degli esperti, ripresa dai giornali, paragonava Internet alla Biblioteca universale descritta da Borges: forse non avrà le medesime sale esagonali, ma la vertigine che provocherà sarà la stessa.
Nel frattempo, però, la rete riesce a recuperare storie dimenticate da tempo, come quella dell’Isola delle Rose, una piattaforma artificiale costruita nel mar Adriatico, a largo delle coste riminesi, che tentò di dichiarare l’indipendenza dallo stato italiano. Accadeva quarant’anni fa e se n’era persa la memoria. Finché l’interesse di alcuni internauti non ha permesso all’isola e alla sua storia di vivere una nuova vita. Virtuale.
L’idea di costruire un’isola al di fuori delle acque territoriali italiane venne all’ingegner Giorgio Rosa, ideatore del progetto e futuro capo di stato della micronazione, caratterizzata da un’esistenza piuttosto breve: 55 giorni. Continua a leggere L’isola delle Rose. Storia della piccola atlantide