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Lampedusa (3): La gestione degli arrivi e la violenza sulle donne. Intervista a Barbara Molinario dell’UNHCR

il cimitero delle barche

L’Unhcr – l’Alto commissariato per i rifigiati delle Nazioni Unite – è presente a Lampedusa dal 2006, nell’ambito di “Praesidum”. Questo termine latino dal sapore militare denomina un progetto multi-agenzia del ministero dell’interno italiano, al quale partecipano anche la Croce Rossa italiana, Save The Children e altre organizzazioni. Il progetto è stato voluto dal governo italiano per gestire l’arrivo dei migranti in Italia attraverso Lampedusa, dopo che i respingimenti di massa praticati nel 2005 avevano suscitato la protesta di tutte le associazioni umanitarie. L’obiettivo del governo era la gestione dei flussi di migranti. Barbara Molinaro, dell’Acnur, li definisce “flussi misti”, che nel gergo degli operatori significa la presenza, tra i migranti che arrivano in Italia, di persone che scappano da paesi in guerra, carestie o situazione di anarchia generalizzata – e che hanno diritto all’asilo – e quelli che definiscono “migranti economici”, cioè persone che vengono per lavorare. A queste persone l’Italia notifica il più delle volte un provvedimento di espulsione, e nel caso di paesi che hanno accordi bilaterali per favorire il rimpatrio – come Tunisia ed Egitto – questo provvedimento è praticamente automatico.
Barbara Molinario ci ha raccontato come si svolge il lavoro suo e dei suoi colleghi nell’ambito di “Praesidum”. «Il nostro lavoro principale è quello di informare chi arriva in Italia dei loro diritti, per poi occuparci delle richieste di asilo – spiega – Informiamo sul diritto e sulla procedura di richiesta». Continua a leggere Lampedusa (3): La gestione degli arrivi e la violenza sulle donne. Intervista a Barbara Molinario dell’UNHCR

UNHCR: l’Italia ha bisogno di un piano per l’esodo tunisino

Sono oltre 2000 le persone che si trovano nel centro di accoglienza di Lampedusa, una struttura che potrebbe accogliere al massimo 800 persone. La fuga dalla Tunisia dopo il crollo del regime di Ben Alì sta mettendo in allarme le autorità italiane ed europee, ma per il momento si tratta di un flusso migratorio che ha interessato circa 5000 persone in tutto. Secondo Laura Boldrini, portavoce dell’UNHCR – l’alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati – l’Italia è in grado di affrontare la situazione, se si decide ad affrontare una politica adeguata. “Per ora la situazione è tranquilla, abbiamo parlato con i migranti e tutti si stanno comportando al meglio – racconta per telefono da Lampedusa – Ma l’isola va decongestionata, perché ci sono troppe persone e la situazione potrebbe diventare esplosiva. Lo abbiamo ribadito al ministro dell’interno Maroni, che ci aveva dato la sua assicurazione; e invece la notizia di oggi è che i trasferimenti si sono bloccati”. Continua a leggere UNHCR: l’Italia ha bisogno di un piano per l’esodo tunisino