Archivi tag: Ulderico Pesce

La memoria clandestina

ulderico-pesceCon «Il triangolo degli schiavi» – in scena fino al 17 maggio al Teatro Orologio di Roma – Ulderico Pesce tocca alcuni dei temi a lui più cari: quelli della terra, del sud, del lavoro. Ma non si tratta di uno spettacolo sulla memoria del meridione; si tratta piuttosto di un lavoro sulla memoria negata. La vicenda di Ambrogio Morra si svolge, infatti, ai nostri giorni. A partire da Roma, dove è venuto per studiare ma è finito a fare il manovale, tra albanesi, africani e altra gente del sud; per arrivare a Orta Nova, in Puglia, da dove se n’era partito, e dove torna per toccare con mano un’altra realtà di sfruttati, di schiavi: i clandestini che lavorano nel triangolo d’oro della raccolta dei pomodori (la Capitanata), sulla cui condizione si fondano le ricchezze degli imprenditori agricoli. Continua a leggere La memoria clandestina

La classe operaia va in teatro. Intervista a Ulderico Pesce

ulderico-pesceDopo aver raccontato in giro per l’Italia rivolte bracciantili, storie di anarchici e di rifiuti nucleari, Ulderico Pesce ha debuttato in questi giorni al Piccolo Jovinelli di Roma con «FIATo sul collo», in scena fino al 21 dicembre. Lo spettacolo racconta della lotta sindacale degli operai dello stabilimento Fiat di Melfi, ed è uno degli eventi del centenario della Cgil. Ma visto che Ulderico è lucano come buona parte degli operai, la genesi di «FIATo sul collo» ha una storia ben più lunga della rivolta del 2004. Ce lo ha raccontato in una chiacchierata prima del debutto.
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Teste di popolo. Intervista ad Andrea Satta

avanti-pop“Il viaggio di Avanti Pop nasce da un sogno, che è quello di portare – grazie al nostro camion, che è un palco ambulante – la narrazione musicale, di parola e di immagini direttamente nei luoghi dove è avvenuta”. Andrea Satta, voce dei Têtes de Bois, è seduto nella sua casa di San Lorenzo, a Roma, e racconta quasi vedendoli quei luoghi che toccherà Avanti Pop, il nuovo progetto messo in piedi dal gruppo romano. Luoghi che sono stati il teatro di lotte importanti, di oggi e di ieri, per contadini ed operai. Si partirà il 18 giugno a Melfi, dove accanto ai Têtes di saranno Ulderico Pesce, Paola Turci e Staino. Perché in ogni tappa ci saranno tanti artisti ospiti, ogni narrazione mescolerà linguaggi artistici diversi, sotto la regia dei Têtes. “Noi saremo i bigliettai senza biglietto di questa corriera invisibile, che ha quattro ruote e un palco, ma poi i finestrini sono un po’ gli occhi della gente”, dice Andrea. Continua a leggere Teste di popolo. Intervista ad Andrea Satta

Scenari di sviluppo

di_modicaIn tempi di occupazione “quasi militare” dei mezzi di comunicazione di massa, dove la maggioranza delle informazioni che vengono passate risultano legate a questo o quell’interesse forte, un “luogo” nel quale è ancora possibile raccontare storie ed esprime opinioni fuori da quella logica, è il teatro. In risposta alle ingozzate di fiction e di realtà edulcorata che quasi monopolizzano grandi e piccoli schermi, si sta risvegliando l’interesse per generi come il film documentario o il teatro di racconto.
Un esempio di come il teatro si faccia “memoria del presente” ce lo ha dato Marco Paolini, che con i suoi spettacoli sul Vajont e su Porto Marghera ha messo in luce gli effetti che la politica di sviluppo industriale ha avuto sulla vita delle persone che vivono a ridosso di petrolchimici, complessi industriali o si trovano sulla strade delle “grandi opere” [come sta accadendo in questi giorni in Val di Susa]. Anche Beppe Grillo, in molti suoi spettacoli, ha raccontato i tanti modi in cui l’Italia si sta ammalando di sviluppo. Ma non sono casi isolati. Il tema dello sviluppo, è al centro del lavoro che diverse compagnie teatrali hanno svolto in questi anni a stretto contatto con il territorio.
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