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«Perduto Pinocchio» di Virginio Liberti

perduto pinocchio - taddei libertiUn uomo solo, sdraiato malamente su un divano, con la barba lunga e uno zuccotto di lana in testa, apre la scena di «Perduto Pinocchio», spettacolo che dà inizio alla stagione 2014 del Teatro Studio di Scandicci. Ricorda in tutto e per tutto un clochard, ma come capiamo subito l’uomo è in realtà chiuso in una stanza, rinchiuso potremmo dire, autoreclusosi per mettere una rete di protezione tra sé e il mondo esterno. Quest’uomo (Tommaso Taddei) presenta tutti i segni della depressione, dell’ossessione per il passato. Che Pinocchio è mai questo? È il Pinocchio immaginato da Virginio Liberti, regista e autore del testo. Non più il burattino scanzonato, ma l’uomo adulto, il frutto della trasformazione di Pinocchio in bambino vero – così come lo avevamo lasciato alla fine della fiaba di Collodi – e della sua crescita e maturità. Ma che maturità può mai avere chi ha lasciato la “fiaba” per la vita reale? Chi parlava con gli animali e aveva come mamma putativa nientemeno che una fata? Pinocchio è un reietto, un emarginato. Quando era piccolo e raccontava le sue avventure mirabolanti gli dicevano che aveva tanta fantasia; quando è cresciuto, che aveva dei problemi; quando è divenuto adulto, che era pazzo. Chi, tra i sani di mente, potrebbe cianciare con tranquillità di mostri marini e gatti parlanti senza essere preso per un mitomane? Così – sembra suggerire Liberti – prima che il mondo lo recluda, Pinocchio reclude il mondo fuori da casa sua. In questa scelta drammaturgica che apre il Pinocchio Perduto le implicazioni sono molteplici e suggestive. Pinocchio, il burattino che diceva le bugie e per questo gli si allungava il naso, sembra scegliere un estremo atto di “verità”: piuttosto che negare sé stesso, la sua infanzia e la sua fiaba, sceglie di negare il mondo. In molti al suo posto preferirebbero l’uniformità, e dopo anni passati a raccontarsi che la memoria fa brutti scherzi, avrebbero finito per credere davvero di essersi inventati tutto. Continua a leggere «Perduto Pinocchio» di Virginio Liberti

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