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Riflessioni attorno alla “chiusura” del Teatro Palladium

Teatro PalladiumQuella del Teatro Palladium è in un certo senso una “tragedia” annunciata. L’estromissione, ad oggi, del Romaeuropa festival dalla gestione del teatro di Garbatella, di proprietà dell’Università di Roma Tre, era leggibile già da diverse settimane. Solo che gli assessorati competenti hanno preferito non affrontare direttamente il discorso. Dopo aver lasciato nell’incertezza la struttura, obbligata a cancellare la stagione in assenza di mezzi, la Regione Lazio ha sbandierato a suon di comunicati che una soluzione si era trovata: il Palladium sarà sede di un importante progetto di formazione. Quale, non si sa ancora.

Il 7 febbraio la Fondazione Romaeuropa ha convocato una conferenza stampa per comunicare la sua versione dei fatti, e raccontare i risultati raggiunti in dieci anni. Decine di migliaia di presenze, artisti internazionali del calibro di Peter Brook e Akram Khan, glorie nostrane come Barberio Corsetti, Emma Dante, Massimiliano Civica, gli Artefatti, l’apertura al teatro indipendente e di nuova generazione come Babilonia, Sotterraneo, Timpano, Calamaro, Fibre Parallele e tanti altri. Cifre impressionanti, nomi ragguardevoli. Ma, si potrebbe dire, non ce n’era bisogno. Non c’era bisogno di raccontarlo perché che Romaeuropa sia un’eccellenza cittadina e nazionale è evidente a tutti. In dieci anni è riuscita a conquistare un pubblico vario e vasto, legandolo a uno spazio peculiare come il Palladium, trasformando Garbatella in un tassello irrinunciabile della geografia dell’arte contemporanea a Roma. Continua a leggere Riflessioni attorno alla “chiusura” del Teatro Palladium

La scatola e il contenuto 2 – La stagione cancellata del Teatro Palladium

cancellata-stagione-palladiumIl Teatro Palladium annulla la stagione 2014 e lascia orfana Roma di un teatro che in un decennio ha portato sul palco della Garbatella nomi storici come Peter Brook, la ricerca italiana come Valdoca e Raffaello Sanzio e la nuova scena, dai Babilonia Teatri a Daniele Timpano. L’ha fatto con una coerenza rara, riuscendo cioè a disegnare un filo di pensiero e di programmazione prezioso e unico, in grado di tenere assieme questi mondi con coerenza.
È quindi più che doveroso indignarsi per questa chiusura, che ha il suo unico responsabile nella gestione miope e oramai autolesionista che le amministrazioni pubbliche stanno tenendo da diversi anni. Il Palladium cancella la stagione (leggi il comunicato) perché i contributi pubblici locali del 2014 non sono stati confermati. Non solo non si programma con un anno d’anticipo, come accade ad esempio in paesi come la Francia, ma addirittura non si sa se il teatro che dovrebbe esistere tra 10 giorni – tanto poco manca all’inizio del nuovo anno – può avere luogo o meno. Nel frattempo gli operatori si indebitano, esponendosi con le banche, come abbiamo visto di recente per il Teatro di Roma, apprendendo con apprensione che 150.000 euro all’anno di soldi pubblici se ne vanno in interessi bancari a causa della mala gestione degli stessi finanziamenti, erogati con insopportabile ritardo proprio da quel settore pubblico che chiede oggi rigore e moralizzazione nella spesa. Continua a leggere La scatola e il contenuto 2 – La stagione cancellata del Teatro Palladium

L’irrompere della materia viva. «Bestiale improvviso» dei Santasangre

L’ultimo lavoro del collettivo romano Santasangre, «Bestiale improvviso_sovrapposizione di stato» ha debuttato ieri, aprendo la stagione 2012 del Teatro Palladium dove sarà in scena fino a domenica 29 gennaio. Un titolo programmatico, poiché quest’ultima tappa del percorso intrapreso dalla compagnia nel 2009 è proprio la sovrapposizione tra le precedenti tappe, «Framerate 0» e «Bestiale improvviso», incentrati in modo radicalmente diverso sul mutamento di stato, il primo attraverso l’istallazione di un’enorme lastra di ghiaccio, il secondo costruito attorno al linguaggio coreografico. Ma, come dice il poeta Tonino Guerra, uno più uno non dà sempre due, a volte dà un “uno più grosso”, come quando le gocce d’acqua si uniscono per formarne una più grande. Un’alchimia che è riuscita ai Santasangre – che preferiscono però richiamarsi alla meccanica quantistica, dove lo stato di un sistema è definito dalla sovrapposizione di tutti i suoi stati possibili. Perché quest’ultima opera è riuscita a sintetizzare la potenza delle immagini dei primi due lavori risolvendone le parti che apparivano irrisolte. Continua a leggere L’irrompere della materia viva. «Bestiale improvviso» dei Santasangre