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Presentat’ arm’. Il cartellone di Teatri di Vetro 2008

Giunto alla sua seconda edizione, il festival diretto da Triangolo Scaleno Teatro si confronta con un panorama in parte trasformato proprio dalla sua stessa comparsa. Continua a leggere Presentat’ arm’. Il cartellone di Teatri di Vetro 2008

Palazzi d’inverno e festival d’estate

Ma che vuol dire davvero “indipendente”? La domanda serpeggiava quasi beffarda tra i convenuti a «Indipendenz Dei 2», secondo incontro della nascente rete di spazi e festival della penisola dedicati alla scena indipendente (appunto…), che si è svolto lo scorso 15 dicembre al Palladium di Roma. Come la prima volta a Napoli – “riunione d’ottobre” su impulso del DAMM – l’incontro si è verificato in concomitanza con un evento istituzionale: il Festival Teatro Italia prima, il progetto Scenari Indipendenti della Provincia di Roma poi. Ecco, allora indipendente non vuol dire necessariamente “antagonista”, visto che in questo ventaglio di realtà da Milano a Catania ce ne sono diverse che campano a vario titolo grazie ai finanziamenti pubblici. Di cosa stiamo parlando, allora? Magari delle nuove avanguardie della scena che, armi in pugno, si preparano alla presa del palazzo d’Inverno? Continua a leggere Palazzi d’inverno e festival d’estate

Sotto il vulcano

Nel 1996 una performance situazionista fu al centro di un caso giudiziario. L’estate prima, una serie di persone si erano date appuntamento sul 30 notturno, l’autobus che attraversa la città di Roma, cominciando una sessione di performance sonore e di canti che venivano trasmesse in diretta sull’emittente cittadina Radio Città Futura, all’interno della trasmissione “Luther Blissett”. Sul Bus Neoista salì pure un carabiniere in borghese, che interruppe la festa sparando due colpi in aria. Alla successiva richiesta di identificazione da parte delle forze dell’ordine, i fermati dichiararono tutti di chiamarsi Luther Blissett. Dieci anni più tardi, all’interno della Notte Bianca romana, viene allestita una festa itinerante su un autobus di linea,dove si può ballare contemporaneamente spostandosi da una parte all’altra della città. Stesso involucro per due approcci all’arte fortemente differenti. Continua a leggere Sotto il vulcano

Il tempo dell’elaborazione e quello dell’azione

Il convegno che metteva a confronto le istituzioni con il territorio, attorno alla domanda «quali politiche culturali per la scena contemporanea»?, era forse uno degli incontri più attesi. Non solo per l’ovvia questione della distribuzione delle risorse pubbliche, strumento di sopravvivenza per molta della fragile vitalità rappresentata in questa fiera – alcune delle realtà presenti al convegno, infatti, percepiscono con alterne fortune finanziamenti per il loro lavoro. Ma perché sembrava l’occasione perfetta per confrontarsi su un’altra questione, volendo ancora più sostanziale: la difficoltà della politica di leggere le dinamiche della produzione culturale contemporanea e la difficoltà conseguente, per gli artisti e gli operatori, di entrare in contatto non sporadico con essa.
L’occasione è stata centrata solo fino a un certo punto. Ma andiamo con ordine.
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La centralità del margine

In uno spettacolo di qualche tempo fa, il teatro indipendente veniva definito provocatoriamente come il surrogato contemporaneo delle chiacchiere da bar. La battuta ironizzava sulla dimensione asfittica in cui chi si muove nella scena indipendente, priva di sovvenzioni e di strutture ufficiali dedicate, è costretto a condurre il proprio lavoro. Il festival Teatri di Vetro, con la sua formula fieristica, mira a dare non solo visibilità, ma anche spendibilità a questa scena che, per certi versi, è davvero “sommersa”. Ma quando due giorni fa è stato reso pubblico il programma, la sensazione che dava affondare il naso nel calendario, più che claustrofobica, era di piacevole smarrimento. Perché la pluralità dei linguaggi e dei modi anche radicalmente diversi di intendere la scena era immediatamente evidente. Una scena sommersa non è necessariamente una scena “giovane”, ma piuttosto invisibile, per lo meno ai circuiti istituzionali. La direzione artistica di questo festival lo ha ribadito più volte, chiarendo di volersi smarcare da un concetto scivoloso come quello di “nuova generazione”. Anche perché la comunità degli artisti che ha risposto al bando-appello di Triangolo Scaleno ha età differenti e, soprattutto, è composta da professionisti. Ecco allora spuntare un nome “storico” come quello di Marco Solari, che chiuderà la manifestazione assieme al duo Costanzo/Rustioni (già attori della compagnia di Barberio Corsetti), in scena con il loro spettacolo dedicato al teatro di Rodrigo García, e a «L’Assoluzione» de L’archimandrita, inquietante dialogo sul processo Andreotti – due spettacoli che abbiamo già avuto modo di apprezzare l’anno scorso a Short Theatre. Continua a leggere La centralità del margine

AstraTeatri

È stata un successo, anche di pubblico, la tre giorni di teatri, danze, performance, cortometraggi e documentari che si è tenuta dal 9 all’11 ottobre all’Astra, l’ex cinema occupato dal maggio scorso. Il vecchio cinema di viale Jonio doveva essere trasformato in multisala, progetto lasciato a metà della realizzazione. Annessa alle sale c’è una palazzina di quattro piani che comprende appartamenti ed esercizi commerciali. Nel maggio di quest’anno Action [agenzia comunitaria diritti] ha occupato lo stabile, dando un tetto a molti migranti e italiani senza un alloggio. Negli esercizi commerciali, che danno sulla strada, è prevista la realizzazione di un poliambulatorio. Action [vedi Carta n°37] è stata oggetto di repressione proprio in questi giorni: alcuni attivisti hanno subito perquisizioni, tra questi Nunzio D’Erme, delegato di Veltroni per la democrazia partecipativa, che ha visto revocarsi la delega. La polemica si è in parte sgonfiata con il “superamento della delega ad personam” per la democrazia partecipata, e il riconoscimento di Action come interlocutore. Tuttavia l’Astra, di proprietà della Filmauro di De Laurentis, resta sotto minaccia di sgombero. Continua a leggere AstraTeatri