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L’inciampo nella realtà

uno-e28093-tdaNel Teatro delle Apparizioni un ruolo centrale lo ha sempre rivestito la ricerca dello stupore. Non stiamo parlando del sensazionalismo, della ricerca dell’effetto, ma di quella sensazione epidermica che solletica il corpo quando ci si imbatte in qualcosa di bello ma totalmente inaspettato. Ecco, lo stupore che è centrale nella ricerca del Teatro delle Apparizioni ha a che vedere con la meraviglia. E la meraviglia è un’emozione immediatamente corporea, e quindi intimamente connessa al percorso che questa formazione romana ha intrapreso nel corso degli anni con il teatro sensoriale, segno distintivo dell’esordio e dei primi spettacoli del Teatro delle Apparizioni.
In anni più recenti lo sguardo della compagnia si è spostato verso il teatro ragazzi. Un’evoluzione in qualche modo naturale, che ha permesso di proseguire il percorso intrapreso attorno a questa esplorazione della meraviglia senza reiterare all’infinito le formule legate all’esplorazione sensoriale, contemporaneamente recuperando la frontalità della visione. Continua a leggere L’inciampo nella realtà

La danza dell’incontro che fa saltare gli schemi

«Il giocattolo con i fili»Il Teatro delle Apparizioni di Roma e il Teatro dei Sassi di Matera hanno presentato al pubblico il frutto della loro peculiare collaborazione, che vede l’esperienza di un gruppo storico della ricerca italiana fondersi con l’estro di una delle formazioni più riconoscibili del panorama contemporaneo più recente. «Il giocattolo con i fili» – che sarà di nuovo in scena ad Andria il 26 aprile – è indubbiamente figlio dell’esperimento che la formazione romana aveva presentato al pubblico al Rialto Santambrogio con il titolo «L’Omino di Carta», e successivamente al festival Teatri di Vetro con il titolo attuale. Continua a leggere La danza dell’incontro che fa saltare gli schemi

Danzare tirando i fili

Uscire dallo spettacolo serioso e dal forte impianto pittorico di Teatropersona, dove pure il teatro di figura ha la sua parte, ed imbattersi nell’istallazione del Teatro delle Apparizioni fa un certo effetto. Le atmosfere cambiano, tutto diventa soft e rilassante. C’è un tappeto alla giapponese steso nel foyer del teatro Palladium. Da un lato c’è il teatrino dove «il piccolo giocattolo con i fili», ovvero un burattino di carta, aspetta di venire animato. Posizionato su una colonna nera, questo strano incrocio tra la scatola teatrale e una tv domestica – grazie alle retro-proiezioni sul fondale – sembra quasi una visione totemica. Ma l’atmosfera che lo circonda è piuttosto “zen”. Un’accompagnatrice (Stefania Frasca) invita il pubblico a sedersi, mentre un traghettatore (Simone Faloppa) inizia la sua danza da dietro lo schermo, ombra-burattino che dà il via alla performance. Continua a leggere Danzare tirando i fili

«Gli occhi di Andersen» del Teatro delle Apparizioni

occhi_andersenUn gioco di ombre, caldo e logicamente sconnesso. È questo che ci propone Fabrizio Pallara nel suo «Gli occhi di Andersen – primo movimento», che dopo il progetto Andersen di giugno scorso – omaggio per il bicentenario dello scrittore danese – andato in scena tra Roma, Modena e Montepulciano, approda ora al teatro Furio Camillo. Uno sguardo furtivo nei sogni di un bambino che dorme. E sogna. Sogna la sirenetta, la piccola fiammiferaia, la principessa sul pisello. Sogna i personaggi delle favole di Andersen che si rincorrono in un carosello dai toni altalenanti, da quelli magici a quelli divertiti fino a quelli più angosciosi. Senza un vero filo conduttore, come sono davvero i sogni. Continua a leggere «Gli occhi di Andersen» del Teatro delle Apparizioni

«Le città invisibili» del Teatro delle Apparizioni

tda-cittaUn viaggio lungo, appassionante, conduce lo spettatore attraverso le città di Eufemia ed Armilla. Un viaggio ai confini di territori inesplorati, che rievocano echi letterari, ma allo stesso tempo aprono mondi inediti tutti da esplorare. Un viaggio in cui i confini si flettono e lasciano passare forme e visioni che prendono forza direttamente dall’inconscio. Un viaggio, dunque, come diceva Pessoa, in cui il viaggio è il viaggiatore stesso.
Questo è l’itinerario dei sensi che ci propone il Teatro delle Apparizioni nelle sue “Città invisibili”, ispirate all’opera di Italo Calvino (in questa versione in scena al Rialto di Roma le città sono soltanto due, Armilla ed Eufemia, ma lo spettacolo ne prevede sei). Come ci riesce? Riducendo al silenzio il più dittatoriale dei cinque sensi che posside l’odierno homo videns, la vista appunto. E facendo perdere così lo spettatore nell’intricato percorso che gli altri quattro sensi gli propongono. Sta a lui trovare la via, che non può che essere radicalmente personale. Continua a leggere «Le città invisibili» del Teatro delle Apparizioni