Archivi delle etichette: teatri di cintura

Il treno della drammaturgia

Da un po’ di tempo in qua nel teatro contemporaneo si parla con insistenza di “drammaturgia”. Dopo anni in cui il ruolo dell’autore, in teatro, è stato relegato “in fondo a destra, accanto all’uscita”, come diceva sarcasticamente Copeau, oggi invece la presenza del drammaturgo viene richiesta a gran voce. Un po’ per stare in linea con quanto avviene nel resto del mondo, un po’ per la rinnovata consapevolezza che una struttura drammaturgica è l’asse portante di qualunque spettacolo, sia esso o meno di parola. Di colpo “drammaturgia” è diventata la parola magica in grado di accendere interessi e persino di aprire porte. Ma siamo certi di intenderci davvero quando parliamo di “drammaturgia”?

L’Italia ha una carenza di attenzione verso la drammaturgia che non è casuale. Durante il secolo scorso, nel nostro paese si è condensata una forte e ricca tradizione di teatro di regia prima e di teatro di ricerca poi. In quei contesti il fulcro della creazione era il regista demiurgo o il collettivo artistico. Oggi la parabola del teatro di regia sembra giunta alla fine, mentre la ricerca attraversa una fase di profondo ripensamento di se stessa e dei propri linguaggi, nel tentativo di uscire dall’impasse di un linguaggio diventato “esoterico” e a volte sostanzialmente elitario. Tra le formule più convincenti, per battere nuove vie, c’è quella invocata più volte da un regista come Massimiliano Civica: un teatro popolare d’arte, in grado cioè di parlare a pubblici popolari ma rimanendo oggetto d’arte. Leggi il resto dell’articolo

Una Casa dei Teatri e tanti dubbi

Detta così, come l’ha raccontata brevemente il sindaco Alemanno durante la conferenza stampa di presentazione della stagione del Teatro Argentina, sembra la quadratura del cerchio. Ma in negativo. La Casa dei Teatri e della Drammaturgia che nascerà nel 2013 e metterà a sistema, sotto controllo diretto dell’amministrazione capitolina, i tre teatri cosiddetti “di cintura” (Quarticciolo, Torbella Monaca e Lido di Ostia, che della cintura ha fatto parte solo nominalmente), più le Scuderie della Casa dei Teatri, la biblioteca Elsa Morante e Villa Torlonia. Gli spazi saranno assegnati ad associazioni territoriali (cioè del municipio dove sorge la struttura?) tramite bando pubblico, ma le associazioni vincitrici gestiranno solo metà programmazione, 4 giorni su 7. I restanti giorni saranno programmati da un super-direttore, di nomina comunale.

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Periferie, va in scena l’incertezza. Il destino dei teatri di cintura di Roma

A estate inoltrata, quando solitamente le stagioni dei teatri pubblici sono completate da un pezzo, sui teatri di cintura regna l’incertezza. A luglio l’assessore alla cultura della Provincia di Roma Cecilia d’Elia ha inviato una lettera ai suoi omologhi di Comune e Regione per capire cosa accadrà allo scadere della convenzione triennale con cui i tre enti finanziano il progetto della cintura, che scade nel 2011. Al Comune, tuttavia, regna l’attendismo, con gravi ripercussioni sulla programmazione degli spazi.
La cintura dei teatri metropolitani, affidata al Teatro di Roma, comprende il Teatro di Tor Bella Monaca, il Teatro del Quarticciolo e il Teatro del Lido, quest’ultimo mai ufficialmente integrato nel progetto a causa del mancato trasferimento allo stabile cittadino. Alemanno, al suo insediamento, polemizzò con Veltroni sulla gestione del teatro di Ostia, affidato originariamente a Palaexpò. Di fatto, però, lo spazio è chiuso dall’inizio del suo mandato, cioè dal giugno del 2008. Le associazioni che lo hanno fondato, occupando lo stabile, lo hanno rioccupato dal febbraio del 2010 in attesa che qualcosa si sblocchi e il personale del teatro venga riassunto. Ma nulla si è mosso. Leggi il resto dell’articolo

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