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Il mondiale che non c’è

Viva 2009«Una nazione non è una nazione se non ha una propria birra e una compagnia aerea. Aiuta avere una squadra di calcio o qualche arma nucleare, ma alla fin fine ciò conta veramente è avere una birra». Ad affermarlo è Frank Zappa, nella sua autobiografia. Se l’equazione una birra una nazione fosse valida, un paese come il Belgio, già in crisi di coesione nazionale, avrebbe forse qualche problema in più. Il calcio invece, tra i meccanismi identitari, è certamente quello più popolare – e gli italiani, che ogni domenica sfogano il loro campanilismo attaccandosi alle pay-tv, lo sanno bene.
Anche se manca ancora un anno ai mondiali del Sudafrica, e gli europei ce li siamo lasciati alle spalle, gli appassionati del pallone quest’estate avranno una sorpresa: dal 22 al 28 giugno si svolgerà la terza edizione della Viva World Cup. Di che coppa si tratta? È la competizione tra le nazioni non riconosciute, che non possono quindi accedere al campionato della Fifa. La organizza la NF-Board, che sta per “new federations board” – ma c’è chi ufficiosamente svolge l’acronimo come Non-Fifa board. L’edizione 2009 sarà disputata a Verona e in alcune città della Lombardia. Cioè in Italia? Non esattamente; la nazione ospitante di questa edizione è la Padania. Continua a leggere Il mondiale che non c’è

Tour de Bois. Intervista ad Andrea Satta

Nel mese di luglio Andrea Satta, il cantante dei Têtes des Bois, ha lasciato a casa il microfono per vestire i panni del giornalista sportivo. Fedele allo spirito di Avanti Pop, che ha animato le ultime imprese del gruppo, è salito sul pulmino con una carovana di amici ed è andato a seguire il Tour de France come inviato del manifesto. «L’idea è venuta a Gianni Mura – racconta Andrea – Con lui stavamo pensando di scrivere un disco sulle biciclette. Gianni al Tour de France ci va dal 1967, mentre io non c’ero mai stato prima. Come si fa recuperare tutta quella esperienza? Parti e vai al Tour, mi ha detto lui, fai quello che sai fare: sai scrivere, e allora scrivi. Così, d’accordo col manifesto, abbiamo cominciato questa avventura, un po’ giornalismo, un po’ narrazione, e un po’ viaggio, come nello spirito di Avanti Pop». Continua a leggere Tour de Bois. Intervista ad Andrea Satta

«Ezln vs Inter». Accade in Chiapas

«A un anno di distanza la situazione è ancora tesa, forse anche più di prima. Ma nonostante questo i piani per l’autonomia vanno avanti». Fabio Bianchi è appena tornato dal Chiapas, dove era stato lo scorso anno per il gemellaggio tra il comune di Campobasso e alcune delle municipalità autonome zapatiste. Quest’anno ci è tornato con la carovana promossa da Cantieri sociali e Giovani comunisti, a cui hanno partecipato l’Abruzzo social forum, Less, la Rete di sostegno al Chiapas ribelle e «ScanZiamo le scorie», ma anche tanti altri a titolo personale. Oltre, ovviamente, ai rappresentati dei municipi di Pescara e Roma V, venuti per il gemellaggio con i municipi di San Andrés Sakamch’en de los pobres e di Olga Isabel. Continua a leggere «Ezln vs Inter». Accade in Chiapas

«Ezln vs Inter». Come nasce una strana partita

ezln-vs-interIl fischio dell’arbitro spezza il silenzio. Adriano batte il calcio d’inizio. Il pallone, per questioni di sportività e perché l’ha chiesto il subcomandante Marcos [«i nostri sono tutti bucati», ha scritto], l’hanno fornito gli ospiti. Dopo un paio di passaggi e qualche palleggio acrobatico [giusto per far vedere chi è il professionista], i nerazzurri si vedono sfilare il pallone da un calciatore incappucciato. Beh, non è proprio un cappuccio, ma un passamontagna. Il calciatore passa ad un altro giocatore, anche lui con il passamontagna, che lancia lungo a un terzo mascherato. Marcare «a uomo» è una vera impresa. E mentre i giocatori dell’Inter restano immobili in preda al dubbio, il giocatore con il passamontagna scatta in avanti, entra in area, dribbla Zanetti e Cordoba e… Scena al rallentatore: il pallone è sospeso in aria, impegnato in una traiettoria improbabile, accompagnato da acclamazioni in uno strano idioma indigeno, e si va ad infilare giusto sotto al sette.
A bordo campo si sente un boato. Un giovane indigeno corre a scrivere il risultato su un cartellone, che fa le veci dell’insegna luminosa a cui siamo abituati negli stadi italiani: Selezione dell’Esercito zapatista di liberazione nazionale uno, Internazionale Fc zero. Replay sull’unica emittente ammessa alla partita, il Sistema Televisivo Intergalattico Zapatista. Ripresa si fa per dire, visto che – come dice Marcos – questa è «l’unica televisione che si legge». Continua a leggere «Ezln vs Inter». Come nasce una strana partita

Affari di Stadio

Dieci a zero. È questo il primo risultato dei campionati europei di calcio. Non stiamo parlando della «seleção» di Figo e compagni, ma del gigantismo architettonico [e dei suoi danni ambientali] che in Portogallo sembra diventato una fissazione nazionale. Dieci sono gli stadi nuovi o seminuovi che ospiteranno la fase finale del campionato, inaugurati quasi tutti tra l’estate e l’autunno dello scorso anno. Dieci stadi per otto città, Lisbona e Porto ne hanno due a testa, contro i sei dell’edizione 2000 in Belgio e Olanda.
A rigor di cronaca, va detto che solo in cinque casi si è trattato di costruire dal nulla, con l’«assist» della politica che ha fatto e disfatto i piani regolatori a piacimento. Altri cinque impianti hanno «soltanto» subito un consistente ammodernamento. Il tutto dentro un business gigantesco per un paese come il Portogallo, che nel 2003 ha toccato punte di disoccupazione del 7 per cento, mentre l’inflazione, dopo l’impennata per l’ingresso dell’euro, si è attestata attorno al 3 per cento. Continua a leggere Affari di Stadio