Archivi tag: Spara / Trova il tesoro / Ripeti

Epica, Etica e Pop – manovre di uscite dalla post-modernità tra letteratura e teatro

A fine novembre, al Kollatino di Roma, in occasione dell’ultimo appuntamento di Novo Critico, l’Accademia degli Artefatti ha presentato in lettura alcune scene tratte da «One Day», lo spettacolo di 24 ore che doveva debuttare nel 2008 al festival Romaeuropa ma che, a causa di problemi produttivi, non ha mai visto la luce. Nonostante non sia stato portato a termine, per il regista Fabrizio Arcuri «One Day» resta il miglior pezzo di teatro realizzato dalla sua compagnia, perché era “nato per testimoniare l’assoluta inadeguatezza del sistema” e coerentemente è stato “abortito per mano di questa inadeguatezza”. In effetti «One Day» aleggia come un fantasma sulla attuale situazione di dismissione di spazi e finanziamenti che sta minando il sistema teatrale italiano, perché ne è stato forse il primo concreto campanello d’allarme, e gode per tanto oggi di una luce quasi “mitica”. Continua a leggere Epica, Etica e Pop – manovre di uscite dalla post-modernità tra letteratura e teatro

Laggiù qualcuno non ci ama

L’Accademia degli Artefatti porta in scena in questi giorni (di recente al Palladium di Roma, dal 18 al 21 febbraio al Teatro del Tempo di Parma) una trance consistente dei 17 pezzi di Mark Ravehill «Spara / Trova il tesoro /Ripeti», tutti ispirati nel titolo a opere classiche della letteratura o del cinema occidentali, e tutte legate dal tema della lotta al terrore che tiene in scacco il mondo dal 2001. Tra gli otto testi portati in scena «Delitto e castigo» spicca per l’affondo che il drammaturgo inglese realizza in questa piéce a due, una discesa chirurgica nella spirale di sentimenti, parole d’ordine e luoghi comuni che hanno accompagnato l’invasione americana dell’Iraq. Fabrizio Croci e Caterina Silva sono chiusi in una struttura con una parete a vetri, una sala da interrogatorio, i loro volti sono costantemente ripresi e riproiettati, le loro voci registrate e amplificate. Continua a leggere Laggiù qualcuno non ci ama

Le macerie della mente

artefatti-birth-of-a-nationDopo la distruzione, la ricostruzione. Dopo la tempesta torna sempre il sereno. È questo l’assioma con cui il governo statunitense ha condotto il decennio di guerre che ha aperto il ventunesimo secolo. Dopo la guerra, la democrazia. Ma proprio come nella metafora climatica i due opposti fanno parte di un medesimo ciclo, di un unico processo, così distruzione e ricostruzione sono spesso parte di un unico business e – soprattutto – di una medesima weltanshaung.
Questo atteggiamento delle potenze occidentali è al centro di una piéce satirica dell’autore inglese Mark Ravenhill, tradotta e messa in scena dall’Accademia degli Artefatti [in scena il 28 a San Vito Romano]. «Birth of a nation» – che si rifà nel titolo al film di Griffith, una delle più famose pellicole dell’epoca del muto – fa parte di un’opera composta da 17 brevi piéce, tutte ispirate altri film, libri, poemi e testi teatrali (Odissea, Paradiso Perduto, Le Troiane, etc…), il cui filo conduttore è un riferimento esplicito alla guerra neocoloniale intrapresa dall’Occidente in Medio Oriente. Un viaggio nelle contraddizioni schizofreniche che sono alla base di quel modello che Europa e America continuano, con sempre maggior fatica, a contrabbandare come il migliore dei mondi possibili. Continua a leggere Le macerie della mente