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Il Portogallo verso il sì all’aborto

Per la seconda volta in pochi anni il Portogallo torna alle urne per tentare di dare una spallata alla legge che vieta l’interruzione volontaria di gravidanza, con l’eccezione dell’aborto terapeutico in caso di pericolo di vita per la madre. Domenica 11 febbraio il referendum sull’aborto vedrà schierata una sinistra ricompattata sul sì (all’abrogazione della legge) a cui si aggiungono ampi strati della società civile non politicizzata. Il paese iberico, assieme alla cattolica Irlanda, resta l’ultimo membro dell’Unione europea con una legislazione che equipara l’interruzione volontaria di gravidanza a un crimine. Una norma di fatto disattesa. Dopo il caso eclatante delle “sette donne di Aveiro”, rinviate a giudizio per aborto clandestino quattro anni fa e assolte, la prassi giudiziaria portoghese tratta l’aborto come un crimine per cui non è prevista sanzione. Continua a leggere Il Portogallo verso il sì all’aborto

Shopping da Effelunga

feltrinelliPer cinquant’anni la «F» a mezzo rombo, che troneggia sulle librerie della casa editrice fondata da Giangiacomo Feltrinelli, è stata più che un marchio un simbolo. Il simbolo di un’appartenenza. La Feltrinelli è la casa editrice che pubblica i diari del Che, il suo fondatore passò negli anni Settanta dalla militanza alla clandestinità. Le librerie della catena erano garanzia di qualità, luoghi in cui perdersi tra best seller di rilevanza internazionale e piccole edizioni ignorate dal mercato. Chi spendeva alla Feltrinelli aveva l’impressione di investire meglio i propri soldi. Chi ci lavorava, di contribuire a un grande progetto culturale della sinistra italiana.
Eppure qualcosa è cambiato. Sabato 15 aprile, per la prima volta nella storia della Feltrinelli, i suoi lavoratori sono entrati in agitazione e hanno scioperato dalle 4 alle 8 ore in tutta Italia, con punte di adesione del 70 per cento. Continua a leggere Shopping da Effelunga

Giovani per forza. Intervista a Aldo Nove

aldo-nove-coverAldo Nove, scrittore, ha realizzato tra il 2004 e il 2005 una serie di interviste a giovani [e meno giovani] precari, pubblicate da Liberazione. Le ha poi raccolte in un libro uscito per Einaudi, intitolato “Mi chiamo Roberta, ho 40 anni, guadagno 250 euro al mese…”: una narrazione dell’Italia contemporanea a dir poco preoccupante. Ne abbiamo parlato con lui.

Hai scelto appositamente storie quotidiane. Perché?

Volevo che fossero rappresentative di un’italianità media. Credo che sia molto più spaventoso prendere atto di una situazione estrema nella normalità che non andare a prendere casi disperati. Quando sono andato da Ferrara, a “8 e ½”, c’era un europarlamentare della Lega che ha sparato i soliti luoghi comuni: sono quelli che non hanno voglia di alzarsi al mattino. Tirava fuori una tipologia in negativo del disoccupato. È quella che ho cercato di evitare. Per far capire che è questa la normalità. Sono persone che si fanno il culo e non arrivano comunque a fine mese. Continua a leggere Giovani per forza. Intervista a Aldo Nove

Berlusconi è un virus. Intervista a Paolo Rossi

paolo-rossiPaolo Rossi è in giro per l’Italia con «Kowalski, il ritorno», dopo 18 anni nei panni del suo vecchio personaggio. Un viaggio attraverso vecchi testi che Kowalski non ricorda più, ormai irrimediabilmente confusi con le storie degli altri, con le sue storie. Una metafora della perdita della memoria che ci sta colpendo tutti. Ma anche un viaggio attraverso due Italie, quella televisiva e quella reale, quella infettata dal virus del berlusconismo e quella che – si spera – verrà dopo. La tournée è partita in marzo e finirà in maggio, scavalcando le elezioni. Anche per questo, dice Paolo, nello spettacolo si parla poco di “lui”, per non evocarlo, e sperare che scompaia, come un incubo. Continua a leggere Berlusconi è un virus. Intervista a Paolo Rossi

Il caos nelle strade

ricette-caosDivertente e a tratti surreale, questo manuale di resistenza urbana del collettivo anarchico CrimethInc, da poco tradotto in italiano da Arcana. Divertente perché il titolo «Ricette per il caos» mantiene le promesse: ognuna delle azioni di guerriglia semiotica suggerite dal collettivo di Bloominghton, Indiana, è presentata proprio come una ricetta, con tanti di lista degli ingredienti, procedure di preparazione, possibili varianti. Non a caso il sottotitolo originale era «un ricettario anarchico» – nel solco di una tradizione ben nota, dunque – abbandonato per un più generico manuale di resistenza urbana.
Eccovi allora serviti, rigorosamente in salsa ludico-sovversiva, una serie di strategie per fronteggiare, in modo pacifico e creativo, il capitalismo globale in cui siamo immersi. Continua a leggere Il caos nelle strade

Nonluoghi smemorati. Intervista a Paolo Rossi

paolo-rossi-bisPaolo Rossi riprende i monologhi del suo vecchio personaggio a diciotto anni di distanza (Kowalski debuttò nel 1987), e lo fa quasi a braccio perché – spiega lui stesso – molti dei testi originali (alcuni dei quali “tracimarono” nel suo spettacolo televisivo «Su la testa») sono andati perduti. La sua esigenza era di recuperarli, dando voce a questa “perdita di memoria”. Qualcosa che succede spesso alle persone che fanno questo mestiere, dice Paolo: «Dopo tanti anni che racconti storie, ti si mischiano nella memoria, non sai più se sono successe a te, a tuoi amici o se piuttosto sono inventate. Magari sono un misto di tutt’e tre».

Questa riflessione sul mestiere dell’attore, del comico, dà lo spunto ad un parallelo inquietante: la perdita di memoria è oggi una condizione diffusa, che tutti stiamo vivendo. Continua a leggere Nonluoghi smemorati. Intervista a Paolo Rossi

Non esistono governi amici. Intervista a Paolo Beni

arci-logo«L’anno prossimo l’Arci compie 50 anni», così Paolo Beni, presidente dell’Arci, presenta il congresso nazionale dell’Arci: «Ma il valore simbolico del congresso è legato ai tempi che stiamo vivendo. Sarà il bilancio degli ultimi quattro anni. L’ultimo congresso ordinario è stato quello di Napoli, nel 2002, dopo le giornate di Genova e con la destra al governo. Sembra passata una vita, e l’Arci in questi anni è stata al centro di un grosso sforzo di elaborazione culturale e mobilitazione sociale. Lo ha fatto animando quella che, semplificando, definiamo la stagione dei movimenti. Ora si tratta di mettere a fuoco gli obiettivi di un’associazione diffusa in tutto il paese. Siamo consapevoli di poter svolgere un ruolo importante nella prossima fase per il cambiamento e il rinnovamento civile e morale». Continua a leggere Non esistono governi amici. Intervista a Paolo Beni

«Otto mesi in Residence» di Alessandro Langiu

langiu-otto-mesiRinchiusi in una palazzina fatiscente, senza poter lavorare, sospesi in un limbo che di giorno in giorno erode sicurezze, amicizie, affetti. È quanto è accaduto veramente a 79 dipendenti dello stabilimento siderurgico Ilva di Taranto, nel 1998. Alessandro Langiu, nel suo nuovo spettacolo «Otto mesi in residence», ricostruisce questa vicenda e le conseguenze che ha avuto, sul piano umano e lavorativo, sui suoi protagonisti. Attraverso gli occhi di Cataldino “Sancio” Parise, questa storia di mobbing estremo prende vita a poco a poco, popolandosi di personaggi e delle loro vicende umane. Continua a leggere «Otto mesi in Residence» di Alessandro Langiu

Barcellona discute di reddito di cittadinanza

Il primo maggio è solo un giorno, noi stiamo innescando un processo». Questa era la parola d’ordine della MayDay dello scorso anno a Barcellona. A guardarla oggi, alla vigilia dell’edizione 2005 che vede coinvolte ben quattordici città europee, la previsione dei movimenti catalani andava ben oltre il loro contesto territoriale. Continua a leggere Barcellona discute di reddito di cittadinanza

Militainment. L’opinione di Alberto Abruzzese

abruzzeseI serial televisivi come «Jag» e «Ncis» sono, da alcuni anni, tra le fiction più viste, non solo negli Stati uniti. Il “militainment”, l’intrattenimento militare, in periodi di guerre infinite sembra riscuotere un successo ancora maggiore. Uno dei motivi è la capacità di inserire elementi di attualità nelle storie, descrivendo anche situazioni contraddittorie, ma che si risolvono comunque in una visione «positiva» delle forze armate. Ne abbiamo parlato con Alberto Abruzzese, docente di sociologia delle comunicazioni di massa a La Sapienza di Roma.
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