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L’isola Ferdinandea. Storia di una disputa internazionale

La definizione di uno stato sovrano è qualcosa che ha a che vedere con la storia delle comunità umane, e come tale non è definito una volta per tutte e in modo insindacabile, ma muta col mutare degli eventi e della storia. Questo processo, inevitabilmente, crea della contraddizioni, delle zone d’ombra – e chi cerca di dare vita a una micronazione lo sa bene, ed è proprio in queste crepe della giurisdizione internazionale che cerca di infilarsi per concretizzare la propria utopia. In fondo non sono estranei ad azioni di questo tipo neppure i governi delle grandi potenze, che quando si tratta di estendere o consolidare il proprio dominio si sentono liberi di proclamare la propria sovranità su qualunque territorio non ricada già sotto l’influenza di altre nazioni. Il che alle volte dà origine a delle dispute internazionali che hanno risvolti decisamente paradossali, come nel caso dell’Isola Ferdinandea,  eccellete riferimento storico per i pionieri del micronazionalismo. 

L’isola Ferdinandea, conosciuta anche come “banco di Graham”, è un lembo di roccia che si trova nel tratto di mare tra l’isola di Pantelleria e il comune di Sciacca, nella provincia di Agrigento. Oggi questo banco di roccia si trova sei metri sotto il livello del mare, ma nel 1831 l’isola emerse dalle acque a causa dell’intensa attività vulcanica della zona. Continua a leggere L’isola Ferdinandea. Storia di una disputa internazionale

Voce nuda

Lo spettacolo parte con una schiena nuda. Una donna rannicchiata a terra, forse una bambina, il suo rannicchiarsi forse serve a farsi coraggio, forse è in sé un gesto di forza. Una visione che tornerà sul finale, quando la forza è ormai un dato acquisito e il coraggio, ormai è chiaro, è quello di vivere.

«Questa è la mia voce», scritto e diretto da Ludovica Andò, racconta la storia vera di Rosa Balestrieri, cantante e cantastorie siciliana, dalla sua infanzia fino a quando viene “scoperta” la sua voce. Non che fosse una novità, lei canta da che è bambina, canta perché le viene spontaneo, perché l’aiuta a non perdersi. E perdersi è facile nel mondo duro che sta attorno a Licata, dove le mamme si sposano a 14 anni e devono badare, loro bambine, ai bambini che a loro volta hanno fatto. E i padri che si guadagnano da mangiare col sudore della fronte, il suo fa il falegname, non lo comprendono che il canto può essere qualcosa di più che un passatempo, e se qualcuno gli dice “che bella voce tiene sua figlia” lui risponde “io non ho figlie puttane”.
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