Archivi tag: Sa vida mia perdia po nudda

Inequilibrio: la presenza scenica tra attore e danza

lupinelli-morganti – canelupo nudoAl via Inequilibrio, il festival di Castiglioncello che nonostante le vicissitudini inerenti alla sostituzione del direttore Andrea Nanni e le incertezze sul futuro – Fabio Masi e Angela Fumarola sono stati designati solamente per un anno – riesce a rinnovare con forza la sua cura e attenzione per il teatro d’autore, cifra caratteristica per una delle rassegne più importanti d’Italia dedicate alla scena del contemporaneo. La linea che ha innervato la prima settimana di programmazione è certamente focalizzata sull’attore, sulla centralità della sua presenza scenica. Ad aprire le danze è stato un progetto che ha visto la collaborazione di Maurizio Lupinelli ed Elisa Pol (Nerval Teatro) con un maestro come Claudio Morganti e con Rita Frongia, che hanno curato rispettivamente la regia e la drammaturgia di Canelupo nudo, un omaggio all’autore austriaco Werner Schwab. Il lavoro si incentra infatti sull’ultimo testo di questo artista fuori dai ranghi, La mia bocca di cane, materiale incandescente e per certi versi intraducibile in palcoscenico attorno al quale  Frongia tesse un rapporto di coppia corrosivo e disturbante come la “merda/merdra” evocata costantemente. E se il cardine dello spettacolo – in sostanza un tributo ai temi schwabiani della decadenza della carne e delle situazioni asfittiche, malsane e senza via d’uscita – è certamente nella presenza di Maurizio Lupinelli, che entra ed esce da un’ipotesi di personaggio per urlare al microfono come un cantante punk, non è da meno la figura in qualche modo “deforme” di Elisa Pol, che si aggira torva e guercia, con una benda da pirata, rimbeccando il compagno. La regia di Claudio Morganti si muove con sapienza ad affinare l’energia di Lupinelli, già apprezzata irrompere come un fiume in piena attorno ai testi di Schwab (l’ultimo, Le Presidentesse, vedeva già la collaborazione di Rita Frongia). Stavolta però ci troviamo di fronte a uno spettacolo “punk”, urlato e sporco – la scenografia di bottiglie vuote suggerisce i postumi di una sbronza colossale – eppure allo stesso tempo estremamente rigoroso, la cui potenza che nasce, come si diceva, tutta dalla presenza dell’attore. È un bell’incontro questo tra Morganti-Frongia e Lupinelli-Pol, che ci regala un affresco divertente e al contempo inquietante di quella meteora incandescente della drammaturgia europea che fu Schwab, morto per overdose d’alcolici a soli trentacinque anni.

Continua a leggere Inequilibrio: la presenza scenica tra attore e danza

Annunci