Archivi tag: Riccardo Goretti

Il work in progress di Lucia Calamaro e il destino dell’editoria teatrale

calamaro - vita ferma

Di cosa parliamo quando parliamo di scrittura per il teatro? Negli ultimi decenni del secolo scorso una certa predominanza del teatro di regia, a cui ha fatto da contraltare una ricerca particolarmente “visionaria”, ha messo in un cono d’ombra la possibilità che ha il teatro di raccontare storie. Almeno in Italia e nell’Europa continentale. Negli U.S.A., invece – dove sono stato di recente per un progetto sulla traduzione di drammaturgie italiane intitolato “Italian Playwright Project” – il re è sempre stato l’autore e continua ad esserlo. Lì prevale un’idea funzionale di teatro – un testo è una storia, e quella storia se funziona può passare da Off Broadway a Broadway, trasformarsi da spettacolo a musical a film e scalare così la catena alimentare delle opere teatrali che vede in fondo il loro valore artistico e in cima il loro potenziale economico in qualità di “intrattenimento”.

Nella vecchia Europa del teatro pubblico (ancora per quanto?) le cose funzionano in modo un po’ diverso. Ma anche qui, con l’alba del nuovo secolo, il teatro ha ripreso a raccontare, o meglio: quella sua particolare forza espressiva sembra finalmente uscire dal cono d’ombra. Continua a leggere Il work in progress di Lucia Calamaro e il destino dell’editoria teatrale

Annunci

Sogni di gloria. Un film del collettivo John Snellinberg

sogni-di-gloria-poster«Sogni di Gloria» è un film autoprodotto da un gruppo di videomaker pratesi che, seguendo una tradizione diffusa sin dagli anni Novanta nella scena indipendente, ha scelto di avvalersi di un nome collettivo: John Snellinberg. Come spesso accade per i film fuori dai classici canali di distribuzione, «Sogni di Gloria» si è manifestato nelle sale cinematografiche italiane a macchia di leopardo, e più in forma di “evento” – pochi giorni di proiezione, spesso accompagnati dalla presentazione degli autori e degli attori – che nella forma classica di programmazione. Abbiamo deciso di raccontarlo perché, in questa sua forma “carbonara”, il cinema vive una dimensione simile al teatro, fatto di incontri e di comunità ristrette rispetto al mainstream. Ma anche perché «Sogni di Gloria» raccoglie molto della creatività toscana che nasce dal teatro: nel cast, infatti, troviamo Luca Zacchini – che abbiamo di recente apprezzato nell’ultima produzione di un regista come Massimiliano Civica – e Francesca Sarteanesi, entrambi membri della compagnia de Gli Omini, da cui proviene pure Riccardo Goretti, oggi solista. Ma soprattutto in questa commedia autoprodotta troviamo l’ultima interpretazione di Carlo Monni, la mitica “spalla” di Roberto Beningni in tanti film, spettacoli e progetti (da “Non ci resta che piangere” a Televacca). Monni – scomparso l’anno scorso – è di certo uno dei volti più autentici della comicità toscana, con quel suo carattere coriaceo e verace. Continua a leggere Sogni di gloria. Un film del collettivo John Snellinberg

Il fango della non importanza. Goretti è Emanuele Miriati

goretti - emanuele miriatiLa biografia è sempre stata un rovello artistico di Riccardo Goretti. Anche il lavoro con gli Omini, il gruppo toscano con cui abbiamo imparato a conoscerlo artisticamente, era spesso incentrato sul tentativo di portare in scena pezzi di vita vera, le voci di un luogo, l’evolversi delle vite di personaggi anonimi (come nel fortunato «Crisiko!»). Voci e ossessioni, tic ed espressioni gergali prese rigorosamente a prestito da un tessuto umano reale, quasi a voler restituire, nel montaggio teatrale, una cartografia delle vite anonime, una mappatura antropologica della esistenza umana che ci scorre attorno e di cui non ci accorgiamo.

Ora che Goretti ha intrapreso una carriera solista, lo sguardo di un tempo non è cambiato, ma sono mutati gli approcci e la forma. Dove prima c’era una polifonia, in cui le biografie si stagliavano indistinte sullo sfondo dei lessici e delle idiosincrasie verbali, ora troviamo una storia. E l’ambizione di raccontarla “così com’è”. D’altronde già il titolo dello spettacolo, «Essere Emanuele Miriati», nel suo fare il verso al noto film di Spike Jonze con protagonista John Malkovich, è una dichiarazione di intenti. Tanti sguardi, tante voci, ma per restituire una singola individualità. Una storia di cui, ancora una volta, non potremmo accorgerci se non grazie all’ossessione di Goretti per la quotidianità. Emanuele Miriati, che vediamo in scena all’inizio nell’interpretazione di Goretti, dialoga – si fa per dire – con la tomba di qualcuno (un amico?). La sua storia, i suoi problemi con le relazioni sentimentali, la mal sopportazione di una vita familiare di provincia si snocciolano pian piano davanti a noi. Con fulminei cambi luce, poi, sempre Goretti interpreta altri personaggi – il padre, un ex collega albanese, una trans con cui Emanuele è convito di avere una specie di relazione – che forniscono su Emanuele ulteriori punti di vista. Una serie di voci che si intrecciano tra loro fino a far emergere una vita. Continua a leggere Il fango della non importanza. Goretti è Emanuele Miriati

Il comico quotidiano de Gli Omini

ominiTre “omini” compiono il loro ciclo della vita nell’arco di una sera a teatro: nascono, crescono, vanno a scuola e parlano di ragazze – quella brutta, che non è così brutta per chi ci sta per primo, e neppure chi la prendeva in giro ma, cambiati i tempi e mutate le sorti, se la sposa – poi lavorano o non trovano lavoro, fanno i soldi oppure no, hanno nipoti ormai adulte che la gente guarda troppo insistentemente, e infine invecchiano, diventano cadenti e per finire come tutti muoiono. È «CRisiKO!», spettacolo finalista al premio Scenario 2007, passaggio che ha proiettato il lavoro della compagnia pistoiese de Gli Omini sulla scena nazionale. E loro vi si sono affacciati con l’esuberanza che contraddistingue i loro spettacoli, frutto di un curioso mix di osservazione caustica del quotidiano, un gusto spiccato per la sottile linea di confine che divide il grottesco “naturale” dalla caricatura, e una padronanza notevole dei tempi comici. Continua a leggere Il comico quotidiano de Gli Omini