Archivi tag: Riccardo Fazi

DDB 40 – Giorno 16: “Bangalore 4-6” e “Seppure voleste colpire 2”

testata DDB India 40

31. Bangalore 4-6

Gli ultimi due contest di Bangalore chiudono i cinque appuntamenti performativi – anche se andrebbe contaggiato anche un sesto, lo speciale all’interno di “Benares”. Nelle sue sessioni si sono sperimentano sonorità ancora più minimali e inserti di letture, soprattutto per quei teatranti che hanno la parola come mezzo espressivo e allora scelgono di inserire quella sonorità nella stratificazione di onde sonore che investe il pubblico nello stretto corridoio dell’India dove si svolge la performance. Nel quarto Bangalore troviamo la coppia Federica Santoro – Luca Tilli, dove la prima interagisce con dei rantoli “effettati” da una pedaliera, mentre il secondo si batte le mani sul corpo come se avesse freddo (entrambi le gestualità, con le loro sonorità, fanno parte del ventaglio espressivo dei loro personaggi di “Divertimento”). Nell’ultimo contest, invece, troviamo Manuela Cherubini (Psicopompo) che si lancia in un vero dialogo con Michele Di Stefano, non solo udibile ma comprensibile, mentre Biagio Caravano e Riccardo Fazi di Muta Imago si sfidano alle consolle. E mentre le sonorità si fanno via via più scoppiettanti, il dialogo si rivela essere un frullato di pop e assurdo, tratto dalla raccolta di racconti “Mio cugino, il mio gastroenterologo” di Mark Leyner, salutato come giovane rivelazione letteraria in America agli inizi degli anni Novanta. Continua a leggere DDB 40 – Giorno 16: “Bangalore 4-6” e “Seppure voleste colpire 2”

DDB 32 – Giorno 9: “Divertimento” e “Bangalore”

testata DDB India 32

Passano i giorni e il clima cambia. E così fa Clima, la performance di MK, che porta nel nome questo dna che la spinge al cambiamento. Una performance “atmosferica”, più che un lavoro sull’atmosfera, dove l’aggregarsi dei vari corpi in scena si addensa come una nuvola per poi scaricarsi sul palco, in una danza di relazioni tra schegge impazzite che attraversano il palco senza collidere tra loro. Tutto questo era presente anche martedì 11 dicembre, ma l’apertura era affidata a due sole danzatrici in maglia rossa, che disegnavano rapidamente una coreografia fluida e frenetica, sul quale poi si sono innestati tutti gli altri “iscritti” all’ufficio del turismo performativo di MK. Sotto, le note della band inglese Archive, con il groove di “Bullets” – che l’atmosfera la dava, eccome. Poi la luce sfuma, i performer escono di scena, qualcuno nel buio solleva una metà del fondale nero: nel controluce appare Biago Caravano per una manciata di seconda, che danza una coreografia avvitata e furiosa. E di colpo la performance sfiora la poesia visiva e strappa immediatamente un applauso sentito. Continua a leggere DDB 32 – Giorno 9: “Divertimento” e “Bangalore”

DDB 07 – Breve carrellata lungo un corridoio lynchano

In questi giorni il Teatro India comincia a sembrare più popolato. Si alternano i gruppi delle scuole venuti per i laboratorio di Biancofango a quelli di studenti delle medie che si confrontano con il Moby Dick del Teatro delle Apparizioni. Altri laboratori, per artisti stavolta, si affastellano nel calendario e riempiono e svuotano le sale con una regolarità che non ha più nulla a che vedere con l’atmosfera dilatata e sonnacchiosa dei primi giorni della Factory. Anche altre compagnie che finora era state meno presenti, per impegni che le tenevano altrove, cominciano ad affacciarsi alle riunioni. Continua a leggere DDB 07 – Breve carrellata lungo un corridoio lynchano

I Muta Imago raccontano il mondo infranto di Lev

levLev Zasetky è un soldato russo che viene colpito alla testa da un proiettile. Siamo nel 1943. Da allora, perduta la memoria e con quella la propria identità, l’esistenza di Lev è una lotta quotidiana per restituire un senso a quel mondo infranto che lui, non più in grado di ricordare il passato né di rapportarsi al presente, vede manifestarsi davanti ai suoi occhi come un insieme disordinato di immagini e sensazioni. La sua storia, giuntaci attraverso il neuropsichiatria russo Alexander Lurja, che lo ebbe in cura, e attraverso il diario che Lev tenne fino al 1958, è alla base del nuovo spettacolo della compagnia romana Muta Imago, che ha debuttato in forma definitiva al Romaeuropa Festival il 7 novembre scorso [lo spettacolo sarà a Lugano il 14 e 15 novembre, e allo Zoom Festival presso il teatro Studio di Scandicci il 29]. Continua a leggere I Muta Imago raccontano il mondo infranto di Lev

Ombre di guerra e d’amore. Il cubo magico dei Muta Imago

(a+b)3Un cubo di due metri per due delimita il campo dell’azione; attorno e dentro di esso si muovono due figure, un lui e una lei, raccontandoci una storia che sembra la più semplice del mondo, quella di un incontro amoroso, del gioco di sguardi e di languide boccate di sigaretta dove proiettare – con le scritte di un videoproiettore – i propri sentimenti verso l’altro. È «(a+b)3», prova convincente e matura della giovane compagnia romana Muta Imago, che anche grazie al gioco d’ombre di questo spettacolo sta facendo parlare di sé a livello nazionale. Continua a leggere Ombre di guerra e d’amore. Il cubo magico dei Muta Imago

Il liquido primordiale. «Comeacqua» di Muta Imago

I giochi acquatici di Muta Imago cominciano con le schiene nude di due uomini rannicchiati a terra. L’azione comincia con un pannello trasparente che cade di colpo e i due – Glen Blackhall e Fabio Ghidoni – ci pattinano sopra in equilibrio precario, cercando di mettersi in piedi. Ricorda una nascita primordiale, questa prima scena, così come la corda che lega il piede dell’uno con quello dell’altro, vincolandoli alle reciproche direzioni e curiosità, ha tutto l’aspetto di un cordone ombelicale.

È il rapporto tra i due gemelli nati dall’acqua, il filo conduttore di tutto lo spettacolo. Che vede un apice nel momento in cui la corda si spezza e ognuno sembra acquisire una propria specifica personalità, in dispettoso confronto con l’altro – momento segnato da una vestizione, pantaloni e cappotto tre-quarti, quasi una crescita che fa dei due neonati due giovani maudit anni quaranta.
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