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Evocare l’invisibile. Il teatro di Daria Deflorian e Antonio Tagliarini

Deflorian Tagliarini - cose

Questo testo è l’introduzione al volume che raccoglie la Trilogia dell’invisibile (Titivillus) che raccoglie i testi di Deflorian/TagliariniIl progetto è in scena fino al 16 novembre al teatro India di Roma. 

Vittorio Giacopini, durante un intervento alla fiera della piccola e media editoria di Roma di qualche anno fa, individuava un elemento di debolezza della letteratura italiana contemporanea, quello che lui definiva “deficit di esperienza”. Se la gente passa la maggior parte del suo tempo tra casa e ufficio, se si informa attraverso un computer e sempre attraverso un computer legge, guarda film, comunica, stabilisce delle relazioni, la parte della vita in cui si fa esperienza diretta del reale si riduce drasticamente. È un effetto evidente, quasi lapalissiano, delle società del terziario avanzato, che la contemporaneità – con la sua accelerazione tecnologica e l’erosione costante del tempo libero a favore di quello lavorativo – ha portato alle estreme conseguenze. E se uno scrittore non ha esperienza diretta della realtà, di cosa può mai scrivere nei suoi libri? Ecco allora l’avanzata vittoriosa e inarrestabile della letteratura di genere, dove il racconto finzionale deve seguire o variare quello che, a tutti gli effetti, è una sorta di “canone”; oppure lo sviluppo, ben più minoritario, di una letteratura minimale e di autofiction che restringe il campo visivo a quella parte di esperienza che è ancora possibile praticare. Continua a leggere Evocare l’invisibile. Il teatro di Daria Deflorian e Antonio Tagliarini

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Riavvolgendo Pina Bausch. Il teatro di Deflorian-Tagliarini

rewind-deflorian-tagliariniLa singolarità di «Rewind», l’omaggio a Café Müller di Pina Bausch (pietra miliare del teatro-danza, anno di grazia 1978) che ha visto per la prima volta insieme il duo Daria Deflorian-Antonio Tagliarini, sta nel fatto di riuscire a parlare di memoria senza mostrare, raccontare, far vedere. Al centro dello spettacolo c’è la conversazione di questi due stralunati individui che, con fare pierrottesco, guardano le scene principali dello spettacolo da you-tube. Le commentano, avvicinano il microfono alle casse per farle sentire, ma ciò che è offerto allo sguardo del pubblico è unicamente la mela illuminata del retroschermo del computer. E così quello spettacolo memorabile diviene frammento, riavvolgimento, tentativo impossibile di riappropriazione. Continua a leggere Riavvolgendo Pina Bausch. Il teatro di Deflorian-Tagliarini