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Fahrenheit – Radio 3 :: «Il realismo è l’impossibile» di Walter Siti

Faccia a Faccia con WALTER SITI
autore di «IL REALISMO È L’IMPOSSIBILE» (Nottetempo, 2013)

Walter Siti - Il realismo è l'impossibile

Walter Siti scriveva in suo articolo per La Stampa: “Il realismo è un inganno per far credere vero ciò che non esiste; se può trovare spazio nel Nuovo Orizzonte è solo giocando a rimpiattino con gli specchietti dell’informazione, svelando a sorpresa risvolti della realtà che la realtà non sa nemmeno di avere”. Ora è tornato sul tema in maniera più diffusa in un pamphlet in parte saggio, in parte dichiarazione di poetica, dall’evocativo titolo «Il realismo è l’impossibile». “Perché la realtà non si dispiega ragionevolmente davanti a noi, ma ci coglie di sorpresa, a tradimento. Con un dettaglio inatteso nega la favola e ci convince di un intero mondo da esplorare. Cosi, il realismo fa lo stesso effetto della magia, dona a chi guarda il piacere di ingannarsi”. Continua a leggere Fahrenheit – Radio 3 :: «Il realismo è l’impossibile» di Walter Siti

In morte del realismo

Gli ingredienti ci sono tutti. Un romanzo scritto da un grande narratore come Antonio Tabucchi. Un regista esperto e abituato alla coralità, che è anche un grande pedagogo, come Marco Baliani. Una vicenda che racconta le radici della nostra storia recente, quell’Italia contadina che non esiste più, a partire dall’Unità d’Italia di cui ricorre il prossimo anno il 150° anniversario. E una produzione intenzionata a portare lo spettacolo dal Teatro India, dove ha debuttato lo scorso 8 febbraio e dove resterà in scena fino al 7 marzo, nei teatri di cintura, per raggiunge quel fantomatico pubblico popolare che diserta gli spazi ufficiali e di cui il teatro è giustamente affamato. Eppure, come per la maionese che può “impazzire” anche se l’uovo è fresco e l’olio di qualità, gli ingredienti nel caso di «Piazza d’italia» di Marco Baliani non hanno fatto la differenza. Continua a leggere In morte del realismo

La scena dei crimini

langiuNella Cecoslovacchia comunista alcuni poeti e scrittori non avevano possibilità di pubblicare le proprie opere. Poesie e romanzi circolavano comunque, ma in edizione “samizdat”, una parola che in russo significa “edito in proprio”. La loro avversione al regime, o anche la sola mancanza di adesione ai principi della letteratura socialista, comportava una marginalizzazione pressoché totale. Eppure, grazie all’interesse e alla tenacia di una comunità di intellettuali e artisti, quelle opere non solo sono sopravvissute al regime che le metteva all’indice, ma sono oggi considerate in alcuni casi tra le migliori opere del Novecento cecoslovacco. Continua a leggere La scena dei crimini