Archivi tag: Portogallo

L’epistolario angolano di Lobo Antunes

Non un’opera narrativa, ma un carteggio vero e proprio è alla base del libro di António Lobo Antunes recentemente pubblicato da Feltrinelli. Le «Lettere dalla guerra» sono quelle che il giovane ufficiale medico portoghese inviava quasi quotidianamente alla moglie mentre era in servizio nella guerra di Angola, tra il 1970 e il 1973, uno dei più sanguinosi conflitti coloniali del secolo scorso. Questa esperienza è stata centrale nella produzione letteraria dell’autore di «In culo al mondo», che meglio di chiunque altro ha raccontato quella pagina dolorosa di storia portoghese e africana. La sua opera, che in patria e fuori ha rivaleggiato con quella del premio Nobel Saramago (e sono in molti a sostenere, col senno di poi, che la scelta di appoggiare l’autore di «Cecità» fu errata, soprattutto alla luce della sua produzione post-nobel), ha l’andamento del grande narratore e una prosa densa e vigorosa come ormai raramente accade nella scrittura Europa. Continua a leggere L’epistolario angolano di Lobo Antunes

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Il Portogallo verso il sì all’aborto

Per la seconda volta in pochi anni il Portogallo torna alle urne per tentare di dare una spallata alla legge che vieta l’interruzione volontaria di gravidanza, con l’eccezione dell’aborto terapeutico in caso di pericolo di vita per la madre. Domenica 11 febbraio il referendum sull’aborto vedrà schierata una sinistra ricompattata sul sì (all’abrogazione della legge) a cui si aggiungono ampi strati della società civile non politicizzata. Il paese iberico, assieme alla cattolica Irlanda, resta l’ultimo membro dell’Unione europea con una legislazione che equipara l’interruzione volontaria di gravidanza a un crimine. Una norma di fatto disattesa. Dopo il caso eclatante delle “sette donne di Aveiro”, rinviate a giudizio per aborto clandestino quattro anni fa e assolte, la prassi giudiziaria portoghese tratta l’aborto come un crimine per cui non è prevista sanzione. Continua a leggere Il Portogallo verso il sì all’aborto

Geografie del corpo e delle merci. Intervista a Claudia Dias

claudia-diasClaudia Dias è una delle danzatrici più interessanti della nuova scena portoghese. Prodotta da Re.Al, la compagnia di João Fiadeiro, la sua ultima pièce “Visita guiada” debutterà in Italia al Festival di Santarcangelo, il 12 e 13 luglio, per poi approdare a Polverigi.
In “Visita guiada” Claudia Dias entra in scena vestita dei suoi abiti quotidiani, con una busta della spesa del Mini-preço [un discount portoghese] piena di merci d’uso comune: dentifricio, assorbenti, sigarette. Subito Claudia si spoglia completamente e si “riveste” degli oggetti, fissati al proprio corpo con lo scotch. Indossa una nuova pelle, fatta di merci, di oggetti del quotidiano. «Sentivo l’esigenza, entrando in scena, che il mio corpo venisse considerato un ‘corpo sociale’, in cui lo spettatore si possa riconoscere – ci spiega – Solo così era possibile mantenere un rapporto democratico con il pubblico, che nel mio processo creativo è una delle questioni fondamentali».
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Affari di Stadio

Dieci a zero. È questo il primo risultato dei campionati europei di calcio. Non stiamo parlando della «seleção» di Figo e compagni, ma del gigantismo architettonico [e dei suoi danni ambientali] che in Portogallo sembra diventato una fissazione nazionale. Dieci sono gli stadi nuovi o seminuovi che ospiteranno la fase finale del campionato, inaugurati quasi tutti tra l’estate e l’autunno dello scorso anno. Dieci stadi per otto città, Lisbona e Porto ne hanno due a testa, contro i sei dell’edizione 2000 in Belgio e Olanda.
A rigor di cronaca, va detto che solo in cinque casi si è trattato di costruire dal nulla, con l’«assist» della politica che ha fatto e disfatto i piani regolatori a piacimento. Altri cinque impianti hanno «soltanto» subito un consistente ammodernamento. Il tutto dentro un business gigantesco per un paese come il Portogallo, che nel 2003 ha toccato punte di disoccupazione del 7 per cento, mentre l’inflazione, dopo l’impennata per l’ingresso dell’euro, si è attestata attorno al 3 per cento. Continua a leggere Affari di Stadio

Il Portogallo del 25 aprile. Una festa contro la guerra

Vintecinco de Abril. Il Portogallo condivide con l’Italia una ricorrenza importante, quella della Liberazione, che esattamente trent’anni fa scuoteva da cima a fondo la terra lusitana, mandando in frantumi ciò che ancora restava in piedi dell’impero coloniale, grazie all’entusiasmante anomalia dei garofani portoghesi. Oggi, durante le manifestazioni per il trentennale della «rivolução», slogan pacifisti si rincorrevano per le strade della capitale portoghese, proprio come in quegli anni, quando si chiedeva il ritiro delle truppe coloniali. Questa volta non si tratta di Angola o Mozambico, ma della guerra infinita intrapresa dagli Stati uniti. Però la logica di fondo, che guarda ai paesi del sud del mondo come a una colonia da sfruttare, non è cambiata.
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A Mercearia do Mundo

Sta per nascere nel centro di Lisbona – grazie all’associazione Cores do globo – la prima «loja de comércio justo» della capitale portoghese, ovvero una bottega del mondo in versione lusitana. Il commercio equo e solidale – o «comércio justo» – è una realtà che esiste da poco tempo in Portogallo, ma pian piano l’idea di cosumo critico sta prendendo piede e conquistando un numero sempre maggiore di persone. Questo anche grazie all’attività di sensibilizzazione portata avanti dalla Coordenação portuguesa de comércio justo [Cpcj], l’organizzazione che raccoglie e coordina le associazioni che in Portogallo operano nell’ambito del commercio equo e solidale, di cui Cores do Globo fa parte. Continua a leggere A Mercearia do Mundo

Il neoliberismo ha avvelenato i garofani portoghesi

Nei prossimi giorni partiranno da Lisbona alla volta di Parigi alcune delegazioni dei rappresentanti di movimenti e associazioni portoghesi. Da Attac Portugal a Sos racismo, dal Bloco de Esquerda all’organizzazione ambientalista Gaia, sono in tanti a voler partecipare al forum europeo di Parigi. «Già a partire dal forum sociale portoghese di quest’estate – dice Jorge Costa – si è lavorato per arrivare a una delegazione che rappresenti i movimenti portoghesi. Purtoppo, per motivi economici, le associazioni che compongono il forum hanno difficoltà ad organizzare una partecipazione di massa. Tuttavia un autobus organizzato dal Bloco de Esquerda porterà in Francia una cinquantina di persone, mentre i rappresentanti di alcune associazioni di migranti e i sindacati andranno in aereo». Continua a leggere Il neoliberismo ha avvelenato i garofani portoghesi

Una pausa “justa” è quello che ci vuole

Si chiama «Pausa justa» [pausa equa] la prima campagna pubblica lanciata dalla Coordenação Portuguesa de Comércio Justo [Cpcj], l’organizzazione che raccoglie e coordina le associazioni che in Portogallo operano nell’ambito del commercio equo e solidale.
L’obiettivo dell’iniziativa è sensibilizzare le istituzioni pubbliche e private – e le persone che ci lavorano – sui temi e le attività del commercio equo, attraverso un gesto piccolo ma efficace: sostituire il caffè tradizionalmente utilizzato nei coffee break [che si fanno durante le riunioni, i workshop e i seminari] con il caffè del commercio equo. La campagna della Cpcj si propone non soltanto di ampliare il numero di consumatori dei prodotti equi, ma vuole far passare un concetto – quello della «pausa justa», appunto – che ci ricorda come una piccola modifica nelle nostre abitudini di consumatori, come la pausa caffè, può essere un gesto concreto in favore dei piccoli produttori del sud del mondo. Continua a leggere Una pausa “justa” è quello che ci vuole