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«Lolita» di Babilonia Teatri

lolita - babilonia teatriDei Babilonia Teatri abbiamo imparato ad apprezzare una cifra autorale che li distingue dal resto della scena e li ha portati ad essere una delle formazioni più solide degli ultimi anni. Una cifra fatta di drammaturgie corrosive sostenute da un ritmo martellante, impalcature su cui reggono le invettive di Castellani che hanno un andamento più simile alla poesia che al dramma. Con “Lolita” (ma già con “Pinocchio”) la compagnia veronese ha intrapreso una strada lungo la quale sta confrontando la propria cifra con il vissuto di alcune categorie di persone, che esprimono con la loro biografia la condizione della fragilità all’interno di una società troppo veloce e attenta all’altro solo a parole. Ma se con i risvegliati dal coma, protagonisti di “Pinocchio”, quest’alchimia dava vita a un oggetto scenico forte e curioso, con “Lolita” non avviene altrettanto. Non manca lo sguardo acuto della compagnia, che trova il suo apice in un finale tragico, né manca il rapporto complice con “l’ospite” di questo format, una ragazzina preadolescente (Olga Bercini), che conquista pian piano il suo spazio, accompagnata da Valeria Raimondi in scena. Continua a leggere «Lolita» di Babilonia Teatri

Il Pinocchio risvegliato di Babilonia Teatri

Babilonia Teatri – PinocchioDopo aver affrontato il tabù del “fine vita” nel precedente spettacolo, «The End», l’idea di lavorare con le persone uscite dal coma dev’essere apparsa come una spontanea prosecuzione di percorso, per i Babilonia Teatri. Per questo, come raccontano loro stessi, all’incontro con l’associazione Gli Amici di Luca non ha fatto seguito un progetto collaterale, ma una vera e propria nuova produzione della compagnia veronese. Difatti l’associazione, che gestisce la Casa dei Risvegli di Bologna, realizza anche di una serie di attività collaterali e tra queste c’è il teatro. Ma non lo fa come attività di contorno. Alla domanda “perché fate teatro”, i membri dell’associazione hanno risposto: “è l’unico modo per rientrare nella società, che ci ha respinti e isolati”. Ma che c’entra questo con il “burattino senza fili”? In effetti Pinocchio, per i Babilonia, è una sorta di scatola vuota. Una serie di personaggi e ambientazioni talmente noti da poter essere evocati come fossero dei simboli, senza la necessità di spiegarli. Continua a leggere Il Pinocchio risvegliato di Babilonia Teatri

Le seduzioni di Pinocchio (del Teatro delle Apparizioni)

È uno spettacolo elegante e coinvolgente il «Pinocchio» che il Teatro delle Apparizioni ha messo in scena a partire dalla riscrittura del drammaturgo francese Joël Pommerat, in scena al Piccolo Eliseo di Roma, nell’ambito del progetto Face à Face. Elegante e minimale è la scena, come ci ha ormai abituato questa formazione romana, anche se il registro di questo lavoro è per certi versi distante da quello solito della compagnia. Laddove nei precedenti spettacoli si era accompagnati quasi in punta di piedi, nel mondo di Pinocchio si entra trascinati dall’energia di uno straordinario Dario Garofalo, protagonista e narratore della pièce. E funambolesca e atletica è anche la recitazione degli altri personaggi dello spettacolo, perché la scelta del regista Fabrizio Pallara è quella di accostare Pinocchio, icona della fiaba italiana, alla commedia dell’arte, coprendo i volti degli attori con maschere in stile – ad eccezione della fata interpretata da Adonella Monaco. Continua a leggere Le seduzioni di Pinocchio (del Teatro delle Apparizioni)

Il paese dei balocchi allo sfascio. Il Lucignolo di Roberto Latini

È una metafora stringente e potente quella colta da Roberto Latini con il suo «Noosfera Lucignolo», di recente in scena al Teatro Argot di Roma per poi replicare il 21 novembre a Castiglioncello, nella giornata di chiusura dell’ultimo festival firmato da Massimo Paganelli. Potente perché centra un nodo attualissimo andando a toccare un episodio di una delle narrazioni fondanti per la cultura dell’Italia unita che, allo stesso tempo, ha assunto una portata universale. Il «Pinocchio» di Collodi data 1881, ma l’intuizione del suo autore che in assenza di cultura vedeva le persone come burattini manovrati dall’alto è un’immagine che anticipa molti temi delle società a venire, quella dei regimi totalitari ma anche delle società di massa. La trasformazione in “ciuco” che tocca in sorte a Lucignolo, invece, probabilmente riecheggia nella forma le metamorfosi di Apuleio, ma nella sostanza ha certamente a che vedere con il noto moto di dire, che fa dell’asino il sinonimo di ignorante. Continua a leggere Il paese dei balocchi allo sfascio. Il Lucignolo di Roberto Latini