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Il «Porcile» di Pier Paolo Pasolini. Intervista a Valerio Binasco

porcile - binasco

In un racconto intitolato «Calvino contro Pasolini», Christian Raimo immagina un destino alternativo dei due grandi scrittori del secondo Novecento italiano, in cui il primo è un autore “scomparso” che dopo il successo del primo libro si è rifugiato a Cuba scomparendo dai riflettori, mentre il secondo è diventato il boss un po’ mafioso della letteratura italiana. Proprio lui, PPP, autore contro per definizione. Si tratta ovviamente di un’operazione ironica e un po’ irriverente, che serve a prendere le distanze non tanto dal vero Pasolini, quanto dal momento a lui eretto dalla cultura italiana.

Seguendo una vena drammatica anziché comica, Valerio Binasco – che affronta il teatro di Pasolini a partire da «Porcile» – sembra muoversi lungo una necessità analoga di fare i conti con lui, con la sua opera, senza restare invischiato in tutto ciò che di Pasolini è stato già detto e scritto. E un fare i conti anche con l’immagine che Pasolini stesso amava dare di sé. Continua a leggere Il «Porcile» di Pier Paolo Pasolini. Intervista a Valerio Binasco

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Lo spazio tra pagina e scena. Conversazione con Fabrizio Gifuni

GifuniGadda, Pasolini, Camus, Dante, Pavese. Nel corso di un decennio Fabrizio Gifuni ha dato vita a una feconda opera di dialogo tra letteratura e scena, senza però tralasciare un forte accento autorale che ha conferito al suo teatro un tratto identitario molto forte, in grado di parlare al presente senza però distorcere le parole del passato. Lo abbiamo incontrato, dopo il recente successo del film di Paolo Virzì, «Il capitale umano», che lo vede tra i protagonisti, per farci raccontare questo suo personale intreccio tra teatro e letteratura.

Dieci anni fa iniziavi con Pasolini. Cosa stavi cercando?

Lo spettacolo su Pasolini è stato uno spartiacque che ha segnato l’inizio di questo mio modo attuale di lavorare in teatro. Sentivo l’esigenza di una maggiore assunzione di responsabilità, perché il teatro mi sembrava un luogo troppo importante per continuare a lavorare da interprete puro (cosa che, invece, mi diverte moltissimo al cinema). La prima spinta è stata pensare – in quegli anni – a cosa volevo raccontare, cosa volevo portare in teatro. Così è nato il progetto “Gadda e Pasolini, antibiografia di una nazione” di cui “Na specie de cadavere lunghissimo” è la prima parte.

In prima battuta ho cercato dei testi teatrali, ma non ho trovato nulla che potesse uguagliare per precisione, capacità di analisi e lucidità opere come gli “Scritti corsari” e le “Lettere luterane”. Ho cominciato a lavorare a una drammaturgia a partire da quei libri, con l’idea di vedere se questi testi potevano produrre una reazione interessante messi a contrasto con il poemetto di Giorgio Somalvico sulla morte di Pasolini. Continua a leggere Lo spazio tra pagina e scena. Conversazione con Fabrizio Gifuni

DDB 39 – Giorno 15: “Bluemotion Petrolio Safari” e “Zombitudine 2 e 3”

testata DDB India 39

29. Bluemotion Petrolio Safari

Una commistione tra letteratura e teatro, tra audiovisivo e musica, tra la scena e la platea. L’allestimento di linguaggi diversi in un grande recital che attraversa il romanzo in compiuto di Pasolini, «Petrolio» – è questo il segno che di Bluemotion, compagnia residente all’Angelo Mai, invitata a trasportare il suo dispositivo scenico all’interno di Perdutamente. Già, perché Bluemotion Safari è esattamente questo: un meccanismo spettacolare, un recital-concerto che cerca di far cortocircuitare i tanti linguaggi utilizzati dagli artisti in un unico flusso comunicativo. Durante il mese di dicembre l’ensamble di artisti ha scelto di confrontarsi con il romanzo che forse, prima ancora che i letterati, ha influenzato profondamente il mondo dei teatranti, con la sua struttura non strutture, il suo flusso fiume di appunti e la sua non completezza, il suo essere fatto di crepe e non detti (non finti) che lasciano inevitabilmente spazio all’immaginazione e alla creazione. Da Mario Martone in poi, «Petrolio» sembra essere diventato un feticcio del teatro, l’oggetto pasoliniano per eccellenza, l’universo esploso dove è possibile guardare come attraverso un prisma. (Solo restando a Roma anche altre due compagnie, come CK Teatro e OlivieriRavelli, hanno sentito proprio in questi stessi anni l’esigenza di confrontarsi con il rebus di questo testo). Continua a leggere DDB 39 – Giorno 15: “Bluemotion Petrolio Safari” e “Zombitudine 2 e 3”

DDB 38 – Giorno 14: “Passi falsi” e “Culo di gomma”

testata DDB India 38

27. Tre piccoli “Passi falsi”

Scritto nel 1888, l’«Ivanov» è considerato il primo vero dramma di Cechov, che in precedenza aveva messo in scena solo atti unici e vaudevilles. Un dramma che può rischiare in alcuni punti di sfiorare il grottesco, a causa del carattere psicotico del suo protagonista – aspetto che determinò un primo insuccesso del testo, che fu in seguito rivisto dall’autore. Quello che ha spinto Andrea Baracco ad affrontare questo testo – oltre la curiosità per la drammaturgia cechoviana, che il regista romano non aveva mai affrontato – sta tutto nel lato inespresso dei personaggi ideati dal drammaturgo. I personaggi di «Ivanov», per Baracco, sono il risultato di una serie di errori compiuti nella loro vita “precedente” a quella che vediamo rappresentata sulla scena – per questo il laboratorio tenuto al Teatro India si intitola «Passi Falsi». Baracco e i suoi attori hanno proposto tre scene, realizzate come singoli quadri che sembrano voler mettere in evidenza tre temi fondamentali del testo. Continua a leggere DDB 38 – Giorno 14: “Passi falsi” e “Culo di gomma”

Fahrenheit – Radio 3 :: Quel che resta di Pasolini

Conversazione con FILIPPO LA PORTA (critico),
EMANUELE TREVI (scrittore), ALDO COLONNA (scrittore)

Non solo la morte, di cui stanotte ricorre il 37esimo anniversario, ma anche la vita e il pensiero di Pier Paolo Pasolini continuano a provocare domande. La prima riguarda certamente la resistenza della sua figura nella nostra cultura e nella nostra società civile. In un’Italia che dimentica in fretta, che ha di fatto rimosso il peso degli intellettuali di ieri e marginalizzato il ruolo di quelli di oggi, Pasolini rimane icona viva e ripetutamente citata. Anche la sua appartenenza politica, oggi, è multipla e ambigua: uomo di sinistra, ma critico verso il Pci, nel corso degli anni Pasolini è stato tirato per la giacca da ogni lato, e in molti casi manipolato in funzione delle sue idee corsare, come la famosa presa di posizione contro gli studenti e a favore dei poliziotti negli scontri di Valle Giulia. Cosa rende l’eredità Pasolini cosi attuale? Qual è il segreto della sua resistenza? Ne parliamo con Filippo La Porta, critico letterario e autore di una recente monografia dedicata all`intellettuale di Casarsa, Emanuele Trevi, scrittore quasi vincitore dell’ultimo Premio Strega con un romanzo, “Qualcosa di scritto”, dedicato alla mitologia pasoliniana, e con Aldo Colonna, che ha scritto Borgata Gordiani Skira 2012.  Continua a leggere Fahrenheit – Radio 3 :: Quel che resta di Pasolini

Pasolini è pop, anzi kitsch. «Superstar» di CK Teatro

Lo sdoppiamento è la più grande delle finzioni letterarie. Con questa affermazione, che è praticamente un manifesto dello spettacolo, prende il via «Superstar», la versione teatrale di «Petrolio» di Pasolini della compagnia romana CK Teatro, di recente in scena al Teatro Orologio. Lo sdoppiamento dell’ingegner Carlo Valletti in due identità in antitesi, che è l’ossatura della vicenda narrativa del grande romanzo incompiuto, diventa materia scenica di questo diretto da Fabio Morgan, che è anche l’interprete di Valletti, nonché autore della drammaturgia assieme a Leonardo Ferrari Carissimi e Andrea Carvelli. La scena difatti è divisa in due schermi, dietro i quali si alternano le scene recitate mentre sul lato opposto vengono proiettati contemporaneamente dei video, trasposizioni degli “appunti” di Pasolini. Lo stacco tra una scena e l’altra, tra un video e l’altro, è scandito dalle parole dello scrittore che scorrono assieme al rumore della pellicola, regista assoluto di quella finzione, che guarda il pubblico da dietro la sua cabina di regia. Continua a leggere Pasolini è pop, anzi kitsch. «Superstar» di CK Teatro

Pasolini e James Dean

Al centro della ricostruzione del «Delitto Pasolini» che la compagnia romana Ck Teatro ha portato di recente in scena al Teatro dell’Orologio di Roma c’è la controversa e fantasiosa versione della morte del poeta ipotizzata dal pittore Giuseppe Zigaina, amico di Pasolini. Nella piccola sala Artaud tre figure si passano le fila di un racconto che mano a mano, sommandosi, ricostruisce l’intreccio del delitto che sconvolse l’Italia nel 1975: un ragazzo riccioluto che veste con i pantaloni a zampa d’elefante, una camicia fantasia e parla con una calata romanesca d’altri tempi (un ottimo Leonardo Ferrari Carissimi), che sfruttando la sua somiglianza con Ninetto Davoli o con uno dei tanti ragazzi di vita evocati nei libri di Pasolini, fa oscillare il suo racconto, snocciolato nel più classico stile della narrazione teatrale, tra un presente di allora e il presente di oggi; un attore bardato con i paramenti dell’attore classico, che interpreta un Pelosi così poco convincente da costringere il narratore a esortarlo a una recitazione più consona (Fabio Morgan); infine una figura evanescente racchiusa dietro una parete opaca, che è lo stesso Pasolini, seduto alla scrivania e intento a leggere le proprie poesie battute a macchina (Alberto Testone). Continua a leggere Pasolini e James Dean

Cosentino e le intermittenze della morte

Il Teatro della Cooperativa di Milano riprende la stagione con un doppio appuntamento che vede protagonista Andrea Cosentino, in scena con il suo dittico: «L’asino albino» [fino a domenica 14 gennaio] e «Angelica» [dal 16 al 21]. Artista tra i più interessanti degli ultimi anni, nei suoi monologhi Cosentino intreccia storie che si aprono in continuazione senza mai concludersi, dando vita a una spirale metanarrativa, carica di una comicità trasversale e intelligente, perla rara in un panorama come quello odierno, in cui nella contrapposizione tra l’evasione nazional-popolare e l’impegno monolitico resta assai poco spazio a chi cerca di raccontare la contemporaneità con acume e leggerezza.
Al centro de «L’asino albino» c’è – o dovrebbe esserci – la storia di Razmataz, nome di fantasia che Cosentino dà a un brigatista ex-detenuto nel carcere di massima sicurezza dell’Asinara, piccola isola della Sardegna dove vive una rara specie di asino albino, oggi meta di villeggianti. Ma pian piano si devia, e nel racconto c’è anche la storia dello stesso narratore, che intervista l’ex brigatista per fare uno spettacolo, ma non riesce a spiegare a suo padre che lavoro sta facendo. Continua a leggere Cosentino e le intermittenze della morte

Petrolio. Intervista a Mario Martone

pierpaolo_pasoliniMario Martone, regista di teatro e cinema, ha realizzato lo scorso anno un progetto basato sul romanzo incompiuto di Pasolini, «Petrolio». Decine di gruppi teatrali si sono confrontati con i materiali multiformi del libro e con la figura complessa del suo autore. Molti di quegli spettacoli sono oggi in giro per l’Italia, in varie iniziative che ricordano Pasolini a trent’anni dalla scomparsa. Martone ha raccontato a Carta questo percorso.

Come parla al presente la figura di Pasolini, poeta, cineasta, saggista e scrittore?

Quello che me lo fa amare è proprio il suo aspetto di non chiusura in una forma o in un codice. Pasolini è stato un uomo che veramente ha travalicato e aperto i confini tra le discipline, soprattutto rispetto alla propria vita. Nel senso che c’è stato un continuo spostare, rispetto alla propria esperienza, il territorio artistico. Quindi non l’arte come codice entro cui muoversi secondo delle regole, ma come esperienza viva, che di volta in volta ha radice e senso nella vita, nell’osservazione della vita altrui e nell’esposizione spudorata della propria. Questo fa di Pasolini qualcosa di unico: è limitato dire che è un intellettuale ed è limitato dire che è un artista. È stato tutte queste cose, ma nell’insieme qualcosa di più. Questa è anche la ragione per cui la sua esperienza continua ad essere vitale oggi. Continua a leggere Petrolio. Intervista a Mario Martone