Archivi tag: Petros Markaris

La crisi che non si può tacere e non si può raccontare. L’ultimo lavoro di Deflorian-Tagliarini

Deflorian-Tagliarini - ce ne andiamoQuattro anziane signore greche che, in modo composto e dignitoso, si tolgono la vita. Si sono viste dimezzare la pensione, la mutua non paga più le loro medicine e loro decidono di farla finita e, in questo modo, di lasciare quel poco destinato a loro a chi ne ha bisogno. È da questa immagine che parte «Ce ne andiamo per non darvi altre preoccupazioni», il nuovo lavoro di Daria Deflorian e Antonio Tagliarini in collaborazione qui con Monica Piseddu e Valentino Villa. Anzi, che “non parte”, perché lo spettacolo inizia con l’ammissione di un fallimento: l’impossibilità di mettere in scena questa storia, che anche se inventata (è tratta dall’incipit di un romanzo giallo di Petros Markaris) tratteggia in modo incredibilmente preciso il nodo di disperazione che si avvita nelle biografie dei cittadini più poveri dell’Europa erosa dalla crisi economica. Di quel “vero”, sembrano dire i quattro attori, non si può parlare. Non lo si può fare con i mezzi dello spettacolo, cercando di costruire il drammatico attraverso il retorico, cercando la celebrazione nella scontata adesione “politica” del pubblico, nei meccanismi di un dramma che essendo confratello della nostra attuale condizione – l’Italia finirà come la Grecia? – non può che far leva sulle nostre insicurezze quotidiane. Continua a leggere La crisi che non si può tacere e non si può raccontare. L’ultimo lavoro di Deflorian-Tagliarini

Vivere in Grecia, nella crisi. Intervista a Petros Markaris

foto di Ilaria Scarpa
foto di Ilaria Scarpa

Alcuni anni fa, quando Petros Markaris ha annunciato che avrebbe scritto una trilogia sulla crisi in Grecia, una giovane giornalista gli aveva domandato se era davvero convinto che la congiuntura economica negativa sarebbe durata così a lungo. Oggi che «La resa dei conti», l’ultimo dei tre romanzi, è uscito già da alcuni mesi in molti paesi d’Europa, Markaris ha cominciato a scrivere un quarto romanzo che costituirà l’epilogo della sua trilogia. Una coda necessaria, perché secondo lo scrittore greco ci troviamo oggi – nel 2013 – nel momento di apice della crisi, nonostante ci venga raccontato il contrario. E non c’è segnale credibile che la situazione possa migliorare a breve.

Nel suo ultimo romanzo ritrae una Grecia dove padri e figli sono su fronti contrapposti, impegnati in un conflitto insanabile. È davvero così?

È il terzo libro della trilogia, con il quale volevo provare a fare una “resa dei conti”. Noi in Grecia odiamo fare bilanci e rese dei conti. Nemmeno dopo la guerra civile del 1949 siamo stati in grado di farlo, di guardare davvero a cosa avevamo fatto e cosa non avevamo fatto. La stessa cosa avviene con la generazione del Politecnico, quella che ha guidato la protesta contro la dittatura dei Colonnelli. Invece è importante capire dove ha sbagliato la generazione del Politecnico, che oggi guida la Grecia e all’epoca, invece, era il simbolo della resistenza. Continua a leggere Vivere in Grecia, nella crisi. Intervista a Petros Markaris

DDB 21 – Senza pelle

testata DDB India 21

Loro definiscono il lavoro che fanno in prova “senza pelle”. Ovvero senza alcuna difesa se non quella delle quattro mura in cui il lavoro si svolge. Un lavoro più che nudo. Per questo, aggiungono, per scegliere di lavorare con qualcun altro occorre una fiducia totale. Loro sono Daria Deflorian e Antonio Tagliarini, alle prese con le prove di un nuovo lavoro in cui hanno coinvolto un altro degli artisti di perdutamente, Monica Piseddu. Sarà un lavoro in linea con la cifra stilistica del duo romano, che nell’arco di tre spettacoli (Rewind, From A to D and back again, Reality) hanno rodato quello che potremmo definire un “linguaggio personale”, composto principalmente da due fattori: una recitazione post-drammatica, dove le differenze tra personaggio, attore e persona reale sembrano collassare fino ad annullarsi; e una drammaturgia che ruota attorno al confine della storia da raccontare, la slabbra, la rovescia, ma evita accuratamente di “impersonarla”, di restituirla in scena come finzione – dichiarando anzi all’interno della piéce tutte le impossibilità di “sceneggiare” i temi di cui si sta parlando. Continua a leggere DDB 21 – Senza pelle