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Animare l’inanimato. Il nuovo lavoro di Pathosformel

C’è un tratto che sembra ritornare nel lavoro dei Pathosformel, migrando con modalità differenti di spettacolo in spettacolo. È il tentativo di animare l’inanimato. Ne «La prima periferia», nuova produzione di recente in scena al Teatro Palladium di Roma, questo tratto è reso esplicito da un fattore che, al contrario, compare per la prima volta in un lavoro della compagnia diretta da Daniel Blanga-Gubbay e Paola Villani: la presenza umana. Nei precedenti lavori i performer, pure presenti, erano occultati alla vista dello spettatore, che si trovava davanti a macchinari da loro azionati e visioni di forme in mutamento senza percepire le loro manovre. In questo lavoro invece tre scheletri umani a dimensione naturale, realizzati con lamine di metallo che ne disegnano le linee di astrazione e tubi e giunti a richiamare le articolazioni, sono mossi da altrettanti performer in jeans e felpa grigia, che ricordano – anche loro in una sorta di astrazione – le giovani generazioni che animano le periferie delle città. Continua a leggere Animare l’inanimato. Il nuovo lavoro di Pathosformel

Il pentagramma urbano

pathosformel-concerto-per-harmonium-e-cittaUno dei tratti distintivi della metropoli, attraverso il quale si è cercato di interpretare l’universo urbano e le sue dinamiche fatte di accelerazione e complessità – da cui scaturiscono possibilità, ma anche esclusione – è quella del flusso. Flussi di immagini, segni, gente, veicoli, migrazioni e persino flussi sociali (“flusso” e “movimento” sono due termini, se non interscambiabili, sicuramente contigui e attinenti). Il flusso, che può essere attraversato o subito, non calza dunque un’accezione necessariamente positiva; è però una pratica collettiva, che quando non rinchiude l’uomo nella dinamica delle merci, equiparandolo ad esse, schiude davanti a lui il carattere ludico della dimensione urbana, offrendo al suo sguardo la festa colorata e seduttiva della città-mercato, luogo di incontro e di consumo. È questa l’intuizione del flaneur di Walter Benjamin, che ama la città e aderisce alla sua logica, attraversandola, ma odia la folla e odia sentirsi parte di essa. Continua a leggere Il pentagramma urbano

I Pathosformel, tra arte concettuale ed emozione

Tra le presenze costanti e più apprezzate nei festival di questa estate 2008 vanno annoverati sicuramente i Pathosformel. La compagnia, nata appena quattro anni fa a Venezia, chiude questa settimana la ventottesima edizione di Drodesera, il festival di Dro [Trento], con lo studio del loro nuovo lavoro: «La più piccola distanza. Primo movimento», in scena venerdì 1 e sabato 2 agosto. Si tratta di un lavoro per diversi aspetti differente dal precedente, «La Timidezza delle ossa», spettacolo che ha proiettato il lavoro della compagnia in ambito nazionale a partire dalla segnalazione ottenuta lo scorso anno al premio Scenario [quest’anno lo spettacolo è approdato a Castiglioncello e a Santarcangelo]. Continua a leggere I Pathosformel, tra arte concettuale ed emozione