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DDB 35 – Giorno 11 bis: “La perdita della persona amata” e “Due donne che ballano”

testata DDB India 35

20. La perdita della persona amata

La seconda delle conferenze organizzate da Veronica Cruciani e Christian Raimo – «Non raccontate mai niente a nessuno» è il titolo del progetto – è dedicata alla perdita della persona amata. L’amore visto nella sua accezione ossessiva e la difficoltà del distacco è stato il tema su cui si sono confrontati gli scrittori Nicola Lagioia e Sandro Veronesi, con il sottofondo del lavoro visivo dei Santasangre e dei Muta Imago. Ma è la stessa Veronica Cruciani ad aprire la conferenza con un monologo che racconta la sostanziale equivalenza fisica tra il sentimento della paura e quello del dolore per la perdita della persona amata. Veronesi esordisce citando Freud e la sua concezione della libido, che noi indirizziamo prima verso noi stessi e poi verso oggetti fuori di noi. Ma il dolore che provoca il distaccarsi della libido dall’oggetto resta, tuttavia, un mistero anche per lo psicanalista. È quello che chiamiamo “lutto”. Tuttavia spesso la libido si sposta da un oggetto all’altro, e dunque il perché un distacco possa risultare doloroso – anche quando esiste già un valido sostituto per la nostra libido – resta un mistero dal punto di vista clinico (anche se, ovviamente, comprendiamo tutti il senso del lutto). È proprio quel dolore che ci fa temere l’attaccamento a una persona, ad esempio, perché sappiamo in fase di distacco di poter soffrire. La sofferenza è il vero tema dell’amore romantico: libri, film, opere d’arte raffigurano l’amore soprattutto nell’ambito della sofferenza per la perdita. Continua a leggere DDB 35 – Giorno 11 bis: “La perdita della persona amata” e “Due donne che ballano”

Gli anni Ottanta di Lagioia

Nicola Lagioia abbandona i lidi della liquidità postmoderna per raccontare, attraverso un romanzo di formazione corrosivo e intenso, un pezzo della storia d’Italia che ancora stiamo finendo di digerire, la cui vera portata solo negli ultimi anni si sta dipanando in tutta la sua virulenza. Stiamo parlando degli anni Ottanta – «gli anni della vera Grande Mutazione» come li ha definiti Goffredo Fofi proprio a proposito di questo romanzo – visti attraverso gli occhi di tre ragazzi che nella Bari dell’epoca vivono, al pari dei loro genitori, una sfavillante modernità promessa via etere, che sta mutando desideri, relazioni e persino l’inconscio dell’Italia di quegli anni. Un romanzo di formazione lungo l’alba della società spettacolarizzata, dove il sottofondo è composto dalle risate-non risate del Drive In e dai discorsi di Gorbacev alla radio che pronuncia alla radio i suoi discorsi “subito dopo il nuovo pezzo dei Righeira”. Continua a leggere Gli anni Ottanta di Lagioia