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Cappuccetto Rosso si ribella. Intervista a Valentina Lupi

valentina_lupiValentina Lupi è una giovane artista della scena romana, nome noto per chi frequenta i locali musicali della capitale. Cantante grintosa e autrice di canzoni intense, con il suo disco d’esordio «Non voglio restare Cappuccetto Rosso» [Altipiani/Edel] è stata selezionata al premio Tenco, nella cinquina per la migliore opera prima.
«È una cosa di cui non riesco ancora a rendermi conto, perché è arrivata in fretta», dice mostrando un bel sorriso. In effetti, per un’autrice venticinquenne è un grande risultato, costruito con caparbietà e tanto lavoro in una scena musicale – quella italiana – dove si investe molto poco sui giovani. Valentina ha raccontato a Carta il suo modo di fare musica.
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Pete Seeger in Italia

Esce per la manifesto cd un documento eccezionale: le esibizioni live in Italia di Pete Seeger, uno dei più grandi musicisti popolari americani, registate durante due concerti del 1977, l’8 aprile al palasport di Novara e il 9 a Torino, durante la prima edizione del festival della canzone popolare dedicato a Victor Jara, il cantautore cileno ucciso pochi anni prima dagli sgherri di Pinochet. Seeger fu uno dei principali artefici della riscoperta della tradizione popolare, non solo nordamericana, e della sua diffusione negli anni Cinquanta e Sessanta. Già giovanissimo, Seeger cominciò a girare gli Stati Uniti, suonando assieme ad altri musicisti popolari per braccianti, operai e sindacati. Dopo la guerra fondò il gruppo dei Weavers [tessitori], con Lee Hays, Ronnie Gilbert e Fred Hellerman, formazione che incappò nelle censure messe in atto dalla «caccia alle streghe» del senatore McCarthy. Continua a leggere Pete Seeger in Italia

Gogol bordello e lo scandalo del Corriere

Il magazine del Corriere della sera del 24 agosto riporta un «mea culpa» per aver parlato bene qualche settimana prima di «Gypsy Punks Underdog World Strike» [Side One Dummy] dei Gogol Bordello, band newyorkese capitanata da Eugene Hutz, rom nato a Cernobyl ed emigrato in America. Causa del dietro-front sono le bestemmie in italiano contenute in un brano, «Santa Marinella», sfuggite ad un ascolto un po’ rapido, dopo il decimo brano limitato “all’inizio delle canzoni”. Ai primi secondi, verrebbe da dire, visto che le frasi incriminate appaiono già nel primo minuto, e le bestemmie sono più delle tre citate nell’articolo. Comunque il misto tra musica rom e punk proposto dai Gogol Bordello è un esperimento ardito sì, ma sicuramente riuscito. Continua a leggere Gogol bordello e lo scandalo del Corriere

Il rock della Malavita. Intervista ai Baustelle

baustelle-malavitaI Baustelle, gruppo rock dalle radici toscane ma naturalizzato milanese, è il gruppo più interessante dell’ultimo anno. Caratterizzati da un sound coinvolgente, un gusto per il retrò e dei testi che affondano nella parte più scura e morbosa dell’immaginario adolescenziale -al di là di retoriche e manifesti generazionali – con il loro terzo album, “La Malavita” [Warner/Atlantic, 2005], i Baustelle sono arrivati in cima alle classifiche. Con un lavoro omogeneo e compatto, di largo consumo ma tutt’altro che commerciale. Come i vecchi dischi rock di una volta.
Francesco Bianconi, voce maschile del gruppo, ci ha raccontato cosa è cambiato col successo. “Anzitutto i concerti – dice sorridendo – Sono sempre affollatissimi, e questo ci fa piacere. Molti ragazzi cantano a memoria tutte le canzoni, non solo il singolo che passa per radio. È un grande risultato. Poi il cd è andato benissimo e continua a vendere al di là delle aspettative. I nostri discografici non se lo aspettavano, men che meno noi. L’altro cambiamento significativo è che, finalmente, riusciamo a campare con la musica. Prima dovevamo fare tutti i lavori più improbabili”. Continua a leggere Il rock della Malavita. Intervista ai Baustelle

Teste di popolo. Intervista ad Andrea Satta

avanti-pop“Il viaggio di Avanti Pop nasce da un sogno, che è quello di portare – grazie al nostro camion, che è un palco ambulante – la narrazione musicale, di parola e di immagini direttamente nei luoghi dove è avvenuta”. Andrea Satta, voce dei Têtes de Bois, è seduto nella sua casa di San Lorenzo, a Roma, e racconta quasi vedendoli quei luoghi che toccherà Avanti Pop, il nuovo progetto messo in piedi dal gruppo romano. Luoghi che sono stati il teatro di lotte importanti, di oggi e di ieri, per contadini ed operai. Si partirà il 18 giugno a Melfi, dove accanto ai Têtes di saranno Ulderico Pesce, Paola Turci e Staino. Perché in ogni tappa ci saranno tanti artisti ospiti, ogni narrazione mescolerà linguaggi artistici diversi, sotto la regia dei Têtes. “Noi saremo i bigliettai senza biglietto di questa corriera invisibile, che ha quattro ruote e un palco, ma poi i finestrini sono un po’ gli occhi della gente”, dice Andrea. Continua a leggere Teste di popolo. Intervista ad Andrea Satta

La mitologia della bassa romagnola. Intervista a Luisa Cottifogli

rumiLuisa Cottifogli, in arte Lu, è una cantante dalla voce straordinaria, con alle spalle una formazione lirica, jazz e l’incontro con l’India, dove ha studiato. Questo è un momento particolare per lei, con l’uscita del suo cd solista, “Rumì”, e del primo disco inciso con i Quintorigo, di cui è la nuova vocalist. Ne abbiamo parlato con lei.

Perché la figura del “Rumì” dà il nome al disco?

Il “Rumì” l’ho incontrato in alcuni trattati di etnomusicologia. È un personaggio realmente esistito, era un mendicante, veniva chiamato “Rumì de santa mareia” perché era appunto un romeo, una persona che vagava per la bassa romagnola, andando di fiera in fiera, di festa in festa, di porta in porta a cantilenare una nenia che era un’orazione alla Madonna. Questa cosa gli fruttava qualche soldo e un tozzo di pane. In pratica viveva mendicando. Continua a leggere La mitologia della bassa romagnola. Intervista a Luisa Cottifogli

Parole di carne. Intervista a Vinicio Capossela

capossela_2Vinicio Capossela è in giro per l’Italia con il suo nuovo tour – partito il 12 marzo con l’anteprima in Sardegna, a Lanusei – per presentare i brani del suo ultimo lavoro «Ovunque proteggi», disco di riti, carne, meduse e minotauri. Il cantautore, che è una delle voci più originali del panorama italiano, ci ha raccontato le suggestioni che l’hanno portato a questa nuova avventura.

Come è andata l’anteprima?

Ho voluto partire da qui perché questa avventura è iniziata da un “viaggio nella carne”, la commistione tra mondo animale e mondo umano arcaico, che ancora si trova in alcuni arcaici carnevali di queste parti. Terra, spiriti, un posto arcaico, a contatto con gli elementi. Siccome questo è un disco di pietra, siamo venuti nella zona della pietra, dove c’è un vento da sciamani. Qui giocavo facile, perché avevo la parola magica: “bufa! bufa!”, che vuol dire “bevi! bevi!”. In questi giorni di carnevale capitava sempre che qualcuno ti metteva sotto mano un bicchiere ricavato dal corno di qualche animale e ti diceva: bufa!
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“Pank” is not dead. Intervista a Roberto Perciballi

br-coverPrende il via sabato 18 febbraio «Punk-a-Roma», retrospettiva punk tra concerti, mostre, film e dibattiti, che si terrà al centro sociale romano Strike. Diversi i nomi “storici” scena punk anni ottanta, dagli inglesi GBH (avete presente Clash e Sex Pistol?, beh, dopo ci sono loro) ai romani Bloody Riot, tra i portabandier del “pank” di casa nostra. Ma il punk ha ancora qualcosa da dire nel 2006? Ne abbiamo parlato con Roberto Perciballi, cantante dei B.R.

Che effetto ti fa vedere a Roma i GBH?

Quando avevo 16 anni i Ghb erano tra i miei gruppi preferiti. Rivederli è un grande piacere. Certo, ormai sono dei signori quarantenni, ma ancora portano avanti un genere. Sarà interessante vedere se si sono rinnovati, ma credo che arriveranno con i giubotti di un tempo. Invece io esteriormente non mi sento più così, non vesto “punk”. Forse perché oggi ho uno stile di vita differente. Continua a leggere “Pank” is not dead. Intervista a Roberto Perciballi

La cosmogonia di Vinicio

ovunque-proteggiUn’attesa lunga per quella che è probabilmente la voce più interessante del panorama musicale italiano, che a partire dalle indiscrezioni sulle collaborazioni – tutte di altissimo livello – aveva dato vita ad una serie di ipotesi sulla strada che avrebbe imboccato Vinicio dopo la svolta di «Canzoni a Manovella», uscito nel 2000. Ebbene, «Ovunque proteggi» non delude: è un lavoro complesso, a volte perfino difficile e introverso, che conferma la svolta “teatrale” di Capossela (nel booklet si legge «scritto e diretto da Vinicio Capossela»; il riferimento è solo orchestrale? mah…). Continua a leggere La cosmogonia di Vinicio

Istantanee dal Mali. Intervista a Baba Sissoko

baba-sissokoIstantanee senza filtro in forma antologica. Così alla manifesto cd definiscono i progetti di musiche dal mondo che saranno inseriti nella nuova collana «Audioreàl», che vedrà la luce dopo l’estate. Tra i primi paesi che saranno toccati da questo giro del mondo in musica, Eritrea, Siria, Venezuela e, guarda caso, il Mali.
Baba Sissoko, musicista “griot” che da sei anni ha scelto l’Italia come casa, sarà il motore dell’istantanea maliana, che coinvolgerà anche molti altri artisti della ricchissima scena  musicale del paese. «Il social forum che si terrà a Bamako si è rivelato l’occasione perfetta per dare inizio ad un progetto di cui si stava parlando già da quasi due anni», racconta Baba. «Scenderò giù per suonare con il mio gruppo. Sarà una manifestazione importante per il Mali, perché oltre ai tavoli e ai dibattiti su questioni cruciali per tutti, il social forum ospiterà tantissimi eventi culturali, che coinvolgeranno artisti maliani e non. Un’occasione bellissima per molti maliani di conoscere quello che si muove nel mondo, ma anche per far conoscere la nostra cultura». Continua a leggere Istantanee dal Mali. Intervista a Baba Sissoko