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I mistici della musica. Intervista ai Baustelle

A oltre due anni di distanza da «Amen», vincitore della targa Tenco come miglior album, tornano i Baustelle con un disco di inediti intitolato «I mistici dell’occidente», che per certi tratti musicali e di contenuto si situa sullo stesso solco. Nell’ultima intervista a Carta Francesco Bianconi, voce e autore dei testi del gruppo, spiegava come a fronte della perdita della sacralità della civiltà contadina descritta da Pasolini – a cui il disco era dedicato – oggi si è perduta anche quella sacralità legata al mondo del lavoro che, dal punto di vista laico, manteneva in vita una serie di valori. Oggi quei valori sono dissolti e la nostra società occidentale si sta avvitando su se stessa. Perché intitolare un disco «I mistici dell’occidente» appena due anni dopo?
«Siamo ancora lì, se non peggio – dice Francesco –. Abbiamo scelto questo titolo perché era un tema che usciva fuori anche in ‘Amen’, il sacro e la sacralità. Stavolta è utilizzato in maniera attiva, perché ci troviamo davanti a una società che non solo si avvita su se stessa, ma è sempre più monotematica e monoculturale, non ti lascia alternative, hai dei modelli che sono quelli e non puoi trasgredire. Di fronte a tutto questo ciò che si può fare, da novelli mistici, è prendere coscienza che tutta questa offerta monoculturale non è l’unica via possibile, o che comunque ha un valore che va preso per quello che è. Non è importante, non è la vita. C’è qualche altra cosa. Continua a leggere I mistici della musica. Intervista ai Baustelle

Vysotsky, un lupo solitario. Intervista a Eugenio Finardi

«Il cantante al microfono» [Ala bianca publishing] è un omaggio al grande cantautore russo Vladimir Vysotsky, scomparso nel 1980 a Mosca. A realizzarlo, l’ensemble classico Sentieri Selvaggi, uno dei più importanti ensemble italiani di musica classica contemporanea diretto da Carlo Boccadoro, con Eugenio Finardi che interpreta i brani dell’artista russo che capì e cantò l’anima vera del suo popolo e perciò fu duramente osteggiato dal regime sovietico. Abbiamo incontrato Eugenio Finardi, artista milanese passato dalla nuova musica italiana degli anni settanta alla canzone d’autore. Continua a leggere Vysotsky, un lupo solitario. Intervista a Eugenio Finardi

L’addio dei La Crus, orchestra pop

Tornano i La Crus, con un disco di live che ripercorre la loro carriera più vera, lasciando a casa i singoli e brani più conosciuti a favore di quelli più sentiti dalla formazione composta da Mauro Ermanno Giovanardi e Cesare Malfatti. È anche un disco di addio, però, perché il duo milanese ha già da tempo annunciato il suo scioglimento. Ad arricchire il percorso, tre inediti che sembrano sospesi tra le atmosfere delle origini e la maturità compositiva di oggi.
«Sono molto contento del disco – racconta Giovanardi – Nasce dopo 15 anni di rapporto con la Warner. All’inizio ci avevano proposto di fare un’antologia, aggiungendo pezzi inediti. Io e Cesare abbiamo fatto subito una controproposta, perché non era nelle nostre corde. Se bisognava dare uno sguardo sul lavoro dei i La Crus, doveva essere un progetto di questo tipo: sono stati lasciati a casa i pezzi più pop, e ci siamo concentrati su pezzi di atmosfera. Il tutto amplificato dalla versione orchestrale. Questo è il nostro vero immaginario; anche se discograficamente è un’anomalia: una sorta di raccolta dove ci sono solo tre singoli. Ad ogni modo, la maggior parte delle canzoni sono in una versione diversa, con arrangiamenti che abbiamo fatto solo dal vivo. Ci sembrava bello recuperare questo materiale, ed è una cosa molto diversa dalla raccolta». Continua a leggere L’addio dei La Crus, orchestra pop

La presenza dell’altrove. «Il flauto magico» secondo l’Orchestra di Piazza Vittorio

Se la settimana scorsa siete passati davanti al Teatro Palladium di Roma, dove andava in scena «Il Flauto Magico» di Mozart riveduto e corretto dall’Orchestra di Piazza Vittorio, vi sarete di certo imbattuti in un capannello di gente che cercava disperatamente un biglietto per assistere al concerto. I romani hanno accolto con entusiasmo questo nuovo progetto dell’orchestra interetnica guidata da Mario Tronco, e non colpisce tanto che si sia registrato il tutto esaurito, quanto la forma particolare di entusiasmo con cui viene seguita l’Orchestra. Un sentimento che ha certo a che fare con la qualità artistica dei concerti, ma che lascia intravedere una nota di familiarità. Continua a leggere La presenza dell’altrove. «Il flauto magico» secondo l’Orchestra di Piazza Vittorio

Unico antidoto al futuro aninimo è la scritta Calvin Klein

Baustelle«È difficile resistere al Mercato, amore mio. Di conseguenza andiamo in cerca di rivoluzioni e vena artistica. Per questo le avanguardie erano ok, almeno fino al ’66. Ma ormai la fine va da sé. È inevitabile». Con queste parole si apre «Il liberismo ha i giorni contati», una delle canzoni di punta del nuovo cd dei Baustelle, «Amen», nei negozi di dischi dal 1 febbraio. Un disco molto atteso dopo il successo ottenuto con l’album precedente, «La Malavita», che non solo ha fatto conoscere al grande pubblico la band di Montepulciano, ma ha anche rivelato le doti di Francesco Bianconi come autore di testi – il disco, infatti, si piazzò immediatamente nella cinquina dei finalisti al Premio Tenco come miglior album della stagione 2006, poi vinta da un mostro sacro come Vinicio Capossela con «Ovunque proteggi». Continua a leggere Unico antidoto al futuro aninimo è la scritta Calvin Klein

Il liberismo ha i giorni contati. Parola di Baustelle

Baustelle
Baustelle

Un disco raffinato, musicalmente pieno, che pur dipingendo le macerie del presente è attraversato da una tensione verso un mondo possibile, possibilmente migliore. È «Amen», quarta fatica in studio dei Baustelle, da oggi, venerdì 1 febbraio, nei negozi di dischi. Gli autori de «La Malavita» tornano con un lavoro pieno di citazioni letterarie e non solo. Pasolini, ad esempio, ma anche l’arte contemporanea, come la scultura di Maurizio Cattelan «Charile don’t surf», che raffigura un ragazzino inchiodato con delle matite al banco di scuola, che ha ispirato il singolo «Charile fa surf». «Quando l’ho vista mi ha impressionato molto – racconta Francesco Bianconi, voce del gruppo e autore dei testi – Le canzoni in fondo si scrivono sulla tua vita, che è fatta di cose che ti accadono, ma anche di cose che vedi e ascolti»
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Avanti Pop, bandiera rock. Intervista ad Andrea Satta

«Avanti Pop», il progetto con cui i Têtes de Bois hanno girato l’Italia per raccontare i luoghi del lavoro, è finalmente diventato un cd. Tredici tracce più una “bonus track” per dare voce alle storie ignorate dei lavoratori di oggi, dagli operai della Fiat di Melfi ai braccianti stagionali, mestieri di cui oggi non si parla più. I Têtes de Bois, per raccontarle, hanno chiamato tanti artisti a collaborare con loro, e a tanti altri hanno fatto riferimento, come il sindaco poeta Rocco Scotellaro – di cui hanno messo in musica due poesie – o Matteo Salvatore, il cui brano «Lu furestiero» sugli stagionali del sud oggi si adatta perfettamente alla condizione dei migranti che passano giornate nei campi a raccogliere pomodori senza poter neanche bere.
«Questo disco è un documento – spiega Andrea Satta, voce dei Têtes  – È il primo di questo viaggio nei luoghi di lavoro, nelle fabbriche, nei campi, in quei luoghi a cui oggi si pensa poco. Eppure ci sono ancora ragazzi che aspettano che il sole sorga per andare in un campo, che è sempre quello dall’inizio del mondo. Peccato che spesso non sia cambiato il rapporto tra chi comanda e chi obbedisce. Continua a leggere Avanti Pop, bandiera rock. Intervista ad Andrea Satta

Le stazioni lunari di Ginevra

A due anni dall’ultimo disco, torna Ginevra di Marco con un disco di grande intensità, che pesca dalle tradizioni popolari di mezza Europa. L’ex voce femminile dei C.S.I. ci propone una collezione di “canti al margine della storia” raccolte nel suo «Stazioni lunari prende terra a Puerto Libre» [Radio Fandango], undici straordinarie reinterpretazioni sotto la produzione artistica di Francesco Magnelli, storico pianista dei C.S.I. Il viaggio di Stazioni lunari parte dal sud con «Amara terra mia», la bella canzone di Domenico Modugno sugli italiani del sud costretti a emigrare – arrangiata da Piero Pelù e Magnelli, con la partecipazione del contrabbasso di Ferruccio Spinetti – e raggiunge i Balcani del canto tradizionale «Rumelaj», arrivando fino alla Bretagna di «Le grand coureur» passando per il repertorio di Leo Ferrè con «Les Tziganes». Continua a leggere Le stazioni lunari di Ginevra

Tutti i colori degli anni di piombo. Intervista a Daniele Sepe

Daniele sepe mette in musica gli anni settanta con il suo nuovo cd, «Suonarne uno per educarne cento», firmato provocatoriamente Rote Jazz Fraktion. Ad accompagnarlo, tanti musicisti-attivisti di quegli anni. E tra il “lutto per i colori perduti negli anni settanta” e lo spaesamento del militante Piero che, in coma dal 1977, si risveglia 29 anni dopo [la Lega? Quella dei lavoratori?], Sepe le suona a tutti, a partire dalla forza distruttiva dei partitini armati di quegli anni. Gli abbiamo chiesto di raccontarci come è nato il cd.
«Ci pensavo da tempo, anche se poi è stato realizzato in fretta – racconta Daniele –. Da un po’ discutevo con dei compagni di Napoli della situazione, del movimento, del G8 di Genova, e facevamo un  confronto con la realtà degli anni settanta, quando una serie di questioni venivano affrontate in maniera diversa. Continua a leggere Tutti i colori degli anni di piombo. Intervista a Daniele Sepe

Musica sacra, Musica nuda

petra-quam-dilectaTorna il duo Magoni-Spinetti con Musica Nuda, divenuto nel corso di quattro anni uno dei progetti più interessanti nel panorama italiano, capace di miscelare con grazia e incisività le peculiarità di questi due artisti (Petra Magoni ha studiato canto classico e musica antica, con parecchie incursioni nel jazz e nel rock; Ferruccio Spinetti è il contrabbassista degli Avion Travel) reinterpretando brani dell’immaginario musicale collettivo (dai Beatles a Battisti) e della nostra memoria musicale cosiddetta “colta”. Cover giunte dai mille continenti della musica, riarrangiate per voce e contrabbasso. Canzoni “nude”, e proprio per questo luminose, piene di un fascino particolare e intenso. Continua a leggere Musica sacra, Musica nuda