Archivi tag: movimenti

Le cattedrali nella monnezza

Più di vent’anni fa Gianni Vattimo, nella sua teoria della «fine della modernità» – che apriva la strada al post-moderno se non come epoca, sicuramente come categoria artistica – scorgeva come caratteristica dell’arte la tendenza ad uscire dai luoghi deputati alla sua fruizione. Ovvero cinema, musei, teatri.
Non che, in concreto, si trattasse di qualcosa di radicalmente nuovo: buona parte delle avanguardie di quel secolo morente non aveva fatto altro che teorizzare abbattimenti di quarte pareti e cortocircuiti tra la vita e l’arte. Tuttavia quella che si innescò fu una spinta salutare verso la contaminazione dei linguaggi e dei modi di vivere l’esperienza artistica, a cavallo tra percorribilità, ibridazione e fruizione più classica e “protetta”. Continua a leggere Le cattedrali nella monnezza

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Non esistono governi amici. Intervista a Paolo Beni

arci-logo«L’anno prossimo l’Arci compie 50 anni», così Paolo Beni, presidente dell’Arci, presenta il congresso nazionale dell’Arci: «Ma il valore simbolico del congresso è legato ai tempi che stiamo vivendo. Sarà il bilancio degli ultimi quattro anni. L’ultimo congresso ordinario è stato quello di Napoli, nel 2002, dopo le giornate di Genova e con la destra al governo. Sembra passata una vita, e l’Arci in questi anni è stata al centro di un grosso sforzo di elaborazione culturale e mobilitazione sociale. Lo ha fatto animando quella che, semplificando, definiamo la stagione dei movimenti. Ora si tratta di mettere a fuoco gli obiettivi di un’associazione diffusa in tutto il paese. Siamo consapevoli di poter svolgere un ruolo importante nella prossima fase per il cambiamento e il rinnovamento civile e morale». Continua a leggere Non esistono governi amici. Intervista a Paolo Beni

Da Camp Casey riparte il pacifismo americano

«Perché siamo andati in guerra? Perché abbiamo avuto così tanti morti? Quando torneranno a casa?». Sono queste le domande che Cindy Sheehan, madre di Casey, morto nell’aprile dell’anno scorso a Baghdad, vorrebbe rivolgere a Bush. E con lei, vorrebbero farlo altre madri di soldati e i tanti pacifisti che la stanno sostenendo. Per questo motivo Cindy è partita alla volta di Crawford – dove si trova il ranch texano in cui il presidente Usa sta passando le vacanze – a bordo di un autobus con la scritta «Impeachment tour». Scopo della protesta, che ha succitato un’incredibile ondata di solidarietà, è la messa in stato d’accusa di Bush per aver mentito sulla presenza di armi di distruzione di massa in Iraq e sui veri motivi della guerra.
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Americani al contrario. Intervista ad Alli Spector

insides_buildingbloc“Building Bloc” è un collettivo di artisti di San Francisco, composto dalla danzatrice Alli Spector e dai musicisti Jesse Olsen e Marko Muir, che lavora a stretto contatto con i movimenti e le associazioni cittadine. Ora sono in giro per l’Europa con lo spettacolo di teatro danza “In-sides”, sulla condizione dei detenuti nordamericani [www.in-sides.net]. Una performance intensa, che fonde testimonianze dirette, immagini e coreografie. Dopo l’Italia, la Repubblica Ceca, la Germania e l’Olanda – che hanno toccato tra giugno e luglio – saranno in Francia, Slovenia, Bosnia e Serbia. Durante il loro soggiorno romano abbiamo parlato del progetto con Alli.

Come è nato In-sides?

Volevamo esprimere i nostri dubbi, le nostre paure. Quando pensavamo a problemi sociali come la condizione dei detenuti, o gli sfratti, sentivamo di vivere un conflitto interiore. L’arte serve a mettersi in dicussione, ad approfondire le esperienze, a creare ponti con le associazioni e le campagne già in corso, guidate dagli ex detenuti o dagli sfrattati, ovvero dalle persone più povere degli Stati uniti. Continua a leggere Americani al contrario. Intervista ad Alli Spector

Barcellona discute di reddito di cittadinanza

Il primo maggio è solo un giorno, noi stiamo innescando un processo». Questa era la parola d’ordine della MayDay dello scorso anno a Barcellona. A guardarla oggi, alla vigilia dell’edizione 2005 che vede coinvolte ben quattordici città europee, la previsione dei movimenti catalani andava ben oltre il loro contesto territoriale. Continua a leggere Barcellona discute di reddito di cittadinanza

La fine della solitudine. L’opinione dei sindacati di base

I sindacati di base hanno cominciato a guardare ai movimenti fin dagli esordi. Le mobilitazioni internazionali contro il neoliberismo, da Seattle in poi, furono percepite come la testimonianza concreta che in tanti contestavano un modello di sviluppo che in quegli anni sembrava non avere ostacoli davanti a sé.
«Per noi è stato un fatto davvero positivo – racconta Piero Bernocchi dei Cobas – Non ci aspettavamo che a dieci anni dal crollo del socialismo reale fosse già possibile che tante realtà che chiedevano un’alternativa si coagulassero e dialogassero tra loro. Questo ha aperto la strada anche al superamento delle categorie politiche novecentesche, che tenevano separate tematiche che oggi sono trasversali».
Il passaggio da Seattle a Porto Alegre è stato quindi naturale, e lo stesso vale per il Genoa social forum e poi per le giornate del G8, nel luglio del 2001, cui hanno partecipato, in vari modi, molte organizzazioni sindacali di base. Continua a leggere La fine della solitudine. L’opinione dei sindacati di base

Il neoliberismo ha avvelenato i garofani portoghesi

Nei prossimi giorni partiranno da Lisbona alla volta di Parigi alcune delegazioni dei rappresentanti di movimenti e associazioni portoghesi. Da Attac Portugal a Sos racismo, dal Bloco de Esquerda all’organizzazione ambientalista Gaia, sono in tanti a voler partecipare al forum europeo di Parigi. «Già a partire dal forum sociale portoghese di quest’estate – dice Jorge Costa – si è lavorato per arrivare a una delegazione che rappresenti i movimenti portoghesi. Purtoppo, per motivi economici, le associazioni che compongono il forum hanno difficoltà ad organizzare una partecipazione di massa. Tuttavia un autobus organizzato dal Bloco de Esquerda porterà in Francia una cinquantina di persone, mentre i rappresentanti di alcune associazioni di migranti e i sindacati andranno in aereo». Continua a leggere Il neoliberismo ha avvelenato i garofani portoghesi

Padre Zanotelli: «Allarghiamo questa rete»

La seconda assemblea nazionale della rete Lilliput si è aperta con l’intervento di padre Alex Zanotelli. La tre giorni – dal 21 al 23 novembre – è stata ospitata dall’Astra occupato, all’insegna di un dialogo con il movimento per il diritto alla casa: nonostante le differenti storie e prassi che caratterizzano Lilliput e Action, il tema dell’antiliberismo e della costruzione di un’alternativa dal basso costituiscono un concreto punto di contatto e discussione. Continua a leggere Padre Zanotelli: «Allarghiamo questa rete»

L’Europa si imbarca. Con o senza passaporto

Dopo il grande successo delle giornate di agosto a Larzac, che hanno visto la partecipazione di oltre duecentomila persone a dibattiti e attività contro l’Omc, e la settimana di approfondimenti promossa da Attac a Arles dal 22 al 26 agosto, prosegue il calendario delle mobilitazioni francesi in vista di Cancún. Continua a leggere L’Europa si imbarca. Con o senza passaporto

Una pausa “justa” è quello che ci vuole

Si chiama «Pausa justa» [pausa equa] la prima campagna pubblica lanciata dalla Coordenação Portuguesa de Comércio Justo [Cpcj], l’organizzazione che raccoglie e coordina le associazioni che in Portogallo operano nell’ambito del commercio equo e solidale.
L’obiettivo dell’iniziativa è sensibilizzare le istituzioni pubbliche e private – e le persone che ci lavorano – sui temi e le attività del commercio equo, attraverso un gesto piccolo ma efficace: sostituire il caffè tradizionalmente utilizzato nei coffee break [che si fanno durante le riunioni, i workshop e i seminari] con il caffè del commercio equo. La campagna della Cpcj si propone non soltanto di ampliare il numero di consumatori dei prodotti equi, ma vuole far passare un concetto – quello della «pausa justa», appunto – che ci ricorda come una piccola modifica nelle nostre abitudini di consumatori, come la pausa caffè, può essere un gesto concreto in favore dei piccoli produttori del sud del mondo. Continua a leggere Una pausa “justa” è quello che ci vuole