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Lo Stato dell’Arte

kugelmugelL’arte ha a che vedere con l’utopia? La prima e più immediata risposta è sì, certamente, l’arte spesso immagina mondi altri, traccia prospettive per una migliore esistenza e convivenza tra gli uomini, e anche quando è impegnata a scavare nel marcio della realtà, l’arte parla ovviamente per antifrasi del suo superamento, e dunque di utopia. Ma volendo estendere il ragionamento, si può dire che l’arte stessa è già di per sé un concreto nonluogo (u-topos), una bolla spazio-temporale che si apre nel buio di una sala teatrale o di un museo, o che si materializza con le modalità impreviste della performance – e lo è tanto più quando forza le logiche e i tempi della produzione, realizzando se stessa anche in assenza di mezzi.
Sarà per questo che alcuni artisti europei hanno dato vita, in luoghi e tempi diversi, a delle utopie concrete, ragionando attorno al declino inesorabile dell’idea di nazione con lo scopo di dare vita a delle piccole entità statuali in grado di realizzare la loro personale utopia, e di essere al contempo esse stesse un progetto artistico. Continua a leggere Lo Stato dell’Arte

Un’isola arcobaleno. The Gay & Lesbian Kingdom of Coral sea

Lo scorso aprile, il premier australiano John Howard si è espresso a favore di una norma che prevede il divieto di ingresso in Australia per le persone che risutano positive al virus dell’Hiv, sia per motivi di immigrazione che per turismo. L’Australia non è nuova a normative del genere: la tubercolosi, ad esempio, è da tempo una “discriminante” all’ingresso nel paese. E già ora i migranti sopra i 15 anni d’età che richiedono un permesso di soggiorno permanente devono sottoporsi obbligatoriamente al test per l’Hiv. Tuttavia, la presa di posizione del primo ministro, per quanto si tratti ancora di un’ipotesi, ha sollevato un vespaio di polemiche. In primo luogo da parte delle associazioni che difendono i diritti dei rifugiati e dei migranti, che hanno fatto notare come l’esternazione di Howard, oltre ad essere moralmente “crudele”, è anche pretestuosa, visto che dei 334 nuovi casi di infezione recentemente registrati, solo 9 riguardano arrivi dall’estero, mentre per la maggior parte si tratta di gay australiani. Ed è proprio dalle associazioni per i diritti degli omosessuali che è arrivato un altro no alla proposta del primo ministro.
La notizia è stata ripresa anche dalla «Fairytale Gayzette», l’organo di informazione del governo del Gay & Lesbian Kingdom of Coral Sea Islands [l’indirizzo web è gaygov.blogspot.com], “regno” nato per iniziativa di un gruppo di attivisti gay che nel 2004 ha messo in atto una singolare forma di protesta: dichiarare l’indipendenza dall’Australia, con lo scopo di dare vita a una patria che accolga le persone omosessuali senza trattarle come cittadini di serie B a causa delle loro preferenze sessuali. Continua a leggere Un’isola arcobaleno. The Gay & Lesbian Kingdom of Coral sea

L’isola delle Rose. Storia della piccola atlantide

Isola delle roseEntro cinque anni l’intero patrimonio librario mondiale sarà disponibile on-line. La dichiarazione degli esperti, ripresa dai giornali, paragonava Internet alla Biblioteca universale descritta da Borges: forse non avrà le medesime sale esagonali, ma la vertigine che provocherà sarà la stessa.
Nel frattempo, però, la rete riesce a recuperare storie dimenticate da tempo, come quella dell’Isola delle Rose, una piattaforma artificiale costruita nel mar Adriatico, a largo delle coste riminesi, che tentò di dichiarare l’indipendenza dallo stato italiano. Accadeva quarant’anni fa e se n’era persa la memoria. Finché l’interesse di alcuni internauti non ha permesso all’isola e alla sua storia di vivere una nuova vita. Virtuale.
L’idea di costruire un’isola al di fuori delle acque territoriali italiane venne all’ingegner Giorgio Rosa, ideatore del progetto e futuro capo di stato della micronazione, caratterizzata da un’esistenza piuttosto breve: 55 giorni. Continua a leggere L’isola delle Rose. Storia della piccola atlantide

L’isola del tesoro condiviso

All’inizio del 2007 la notizia è rimbalzata sui media di tutto il mondo: Sealand, probabilmente il più piccolo stato indipendente del pianeta, è stato messo in vendita dai suoi occupanti, ovvero la famiglia regnante, nonché unica residente, del bizzarro principato autoproclamatosi indipendente una quarantina d’anni fa. Motivazione ufficiale dell’insolita “trasazione” – perché di vendita non si può parlare, visto che Sealand è tecnicamente una micronazione e non un qualunque bene alienabile – espresso dalla casa regnante per bocca del Principe Michael, è un laconico “siamo un po’ stufi di vivere qui”.
Come dare torto al principe reggente? Sealand, in realtà, non è altro che una piattaforma di metallo e cemento costruito su uno sperone di roccia in mezzo al Mare del nord. Insomma, un luogo che non evoca certo scenari fiabeschi, a discapito della sua vocazione “principesca”. Tanto è vero che la notizia della sua vendita, trattata dai giornali più che altro come una curiosità, ha suscistato la perplessità dei più, vista la sua collocazione piuttosto “fuori mano” – si può raggiungere Sealand esclusivamente in nave o in elicottero – che scoraggerebbe eventuali investitori interessati alla ricoversione della micronazione. Continua a leggere L’isola del tesoro condiviso

Cittadini di Mapsulon

Terzani sull'appennino
Terzani sull'appennino

Che ci fanno Tiziano Terzani, Luther Blisset e Saddam Hussein in un piccolo paese dell’appennino pistoiese? Non è l’inizio di una barzelletta strampalata, ma di un territorio dell’immaginario che, in questo caso, coincide con un territorio della realtà. È Mapsulon, piccolo paese montano autoproclamatosi indipendente quasi dieci anni fa nella totale indifferenza delle istituzioni. D’altronde, c’è da chiedersi cosa avrebbe potuto fare l’autorità costituita di fronte a un simile fenomeno: nessuno a Mapsulon ha creduto di poter prendere il potere. Semplicemente, i suoi abitanti hanno dato vita ad una narrazione diversa da quella della normale vita quotidiana di un piccolo paese, che di solito – si crede – ha poco a che vedere con le grandi questioni politiche. Continua a leggere Cittadini di Mapsulon