Archivi tag: micronazioni

Il paese dei rifiuti

garbage patch state - cartolinaIl Great pacific garbage patch, la gigantesca isola di rifiuti plastici che fluttua in mezzo all’oceano, ha da qualche tempo occupato un suo posto nelle cronache dei giornali: gli ecologisti lo hanno inserito nel decalogo dei disastri ambientali più devastanti del pianeta (al settimo posto, secondo il sito Treehugger.com).

Quello che invece la maggior parte dell’opinione pubblica non sa è che l’immensa isola di plastica ha dichiarato l’indipendenza e ha assunto il nome di Garbage patch state. E si tratta per giunta di uno stato federale, perché di vortici di plastica ne esistono ben cinque, sparsi tra l’oceano Pacifico, l’Atlantico e l’Indiano, e tutti insieme hanno una superficie globale di quasi sedici milioni di chilometri quadrati. Cioè un milione di chilometri in meno dell’estensione della Russia, anche se la superfice delle isole è variabile sia a causa delle maree sia dei nuovi rifiuti che si aggiungono man mano, captati dai vortici e dalle correnti marine. Continua a leggere Il paese dei rifiuti

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Tre Soldi – Radio 3 :: Micronazioni (P05) – Isola delle Rose

Radio-documentario sulle Micronazioni, in onda dal 24 al 28 settembre 2012 su Radio 3 Rai alle 19,40 [frequenze su Roma 93.7 oppure 98.4 in FM] nell’ambito della trasmissione «Tre Soldi».

Puntata n°5 – L’isola delle Rose

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Tre Soldi – Radio 3 :: Micronazioni (P03) – Alcatraz

Radio-documentario sulle Micronazioni, in onda dal 24 al 28 settembre 2012 su Radio 3 Rai alle 19,40 [frequenze su Roma 93.7 oppure 98.4 in FM] nell’ambito della trasmissione «Tre Soldi».

Puntata n°3 – La libera repubblica di Alcatraz

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Tre Soldi – Radio 3 :: Micronazioni (P02) – Seborga

Radio-documentario sulle Micronazioni, in onda dal 24 al 28 settembre 2012 su Radio 3 Rai alle 19,40 [frequenze su Roma 93.7 oppure 98.4 in FM] nell’ambito della trasmissione «Tre Soldi».

Puntata n°2 – Il Principato di Seborga

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Tre Soldi – Radio 3 :: Micronazioni (P01) – Polination

Radio-documentario sulle Micronazioni, in onda dal 24 al 28 settembre 2012 su Radio 3 Rai alle 19,40 [frequenze su Roma 93.7 oppure 98.4 in FM] nell’ambito della trasmissione «Tre Soldi».

Puntata n°1 – Polination 2012

(Atlantium | Ladonia | Molossia | NSK state)

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Joshua Norton, l’imperatore degli Stati Uniti d’America

L’obiettivo di chi decide di dichiarare indipendente un territorio piccolo, piccolissimo, una porzione di mondo che spesso delimita poco più che la residenza del novello governante, o al massimo della sua comunità di riferimento, è il desiderio di sentirsi sovrani in casa propria. Manie di grandezza, particolarismo esasperato? C’è un po’ di tutto questo; ma anche se praticamente la totalità di questi microstati non hanno alcun riconoscimento internazionale che non sia quello di altre micronazioni come loro, i sedicenti governanti sottolineano che anche la sovranità, in fondo, è una questione di percezione. E forse non hanno tutti i torti se è vero quel che si racconta, ad esempio, del vecchio dittatore portoghese Antonio de Oliveira Salazar, alla cui vicenda José Saramago dedicò un racconto: colto da infarto e costretto ad abbandonare il potere, continuò a credere per molti mesi di essere a capo del governo poiché nessuno ebbe il coraggio di comunicargli che non era più così. Ma se in quel caso si trattava di un vero potente, la vicenda che ha per protagonista Joshua Abraham Norton è ben più bizzarra e indicativa del clima che circonda la fondazione di una micronazione. La sua storia è, infatti, presa a modello da molti sedicenti sovrani. Non sono in molti a saperlo, ma la patria di Washington e Lincoln, culla dei principi repubblicani, ha avuto per vent’anni un monarca. Continua a leggere Joshua Norton, l’imperatore degli Stati Uniti d’America

La repubblica di Cospaia. Un errore toponomastico

In pochi sanno che Cospaia, una piccola frazione del comune di San Giustino, in provincia di Perugia, è stata per alcuni secoli una repubblica indipendente. Precisamente tra il 1441 e il 1826. Ben prima del Moresnet, dunque, ci fu in Italia un caso di territorio indipendente, anche se la sua storia è molto meno conosciuta ma, volendo, ancora più bizzarra. La repubblica di Cospaia, infatti, non nacque per un compromesso politico, ma per un errore di interpretazione. Papa Eugenio IV cedette Borgo Sansepolcro alla repubblica di Firenze nel 1441, come pegno per la somma di 25.000 fiorini prestati da Cosimo de’ Medici al pontefice, che era impegnato a contrastare il concilio di Basilea dove era stato eletto un antipapa. Ma quando si trattò di stabilire i nuovi confini con lo Stato della Chiesa, fissati lungo un corso d’acqua chiamato “Rio” senza altri appellativi, nessuno tenne conto che a cinquecento metri di distanza esisteva un altro torrente chiamato nello stesso modo. I rappresentanti del papa considerarono confine il “Rio” a sud, quelli di Firenze il “Rio” a nord, e gli abitanti nel mezzo si affrettarono a dichiarare l’indipendenza. Continua a leggere La repubblica di Cospaia. Un errore toponomastico

Christiania ha 40 anni. Rapporto dalla freetown più famosa del mondo

La città libera di Christiania è stata fondata nel 1971 nel cuore di Copenaghen, da un gruppo di hippies che occupò alcuni edifici militari abbandonati – per l’esattezza una vecchia base della marina – per ristrutturarli per viverci in comunità. Christiania, per ben quaranta anni, è stata un territorio libero in mezzo alla capitale danese, nel distretto di Christianshavn. Un luogo dove le macchine erano e sono tutt’ora bandite, e dove la convivenza si ispira ai principi della “summer of love”, o di ciò che ne resta. Non senza qualche problema però. Perché nell’area di circa trentaquattro ettari su cui si estende Christiania alcune attività, come il libero commercio di droghe leggere, hanno provocato diversi conflitti con le autorità danesi, che pure hanno riconosciuto a Christiania uno statuto speciale “de facto”, lasciandola in un limbo giuridico che l’ha resa, sul piano pratico, un territorio indipendente. Anche per questo Fristaden Christiania – questo il suo nome in danese – è stata per molti anni una delle mete irrinunciabili per ragazzi e libertari di tutto il mondo, attratti dalle sue radici anarchiche. Sembra infatti che l’idea di dichiarare il territorio hippy “città libera” sia venuta a Jacob Ludvigsen, fondatore di un giornale anarchico che proclamò a gran voce la liberazione di Christiania. Continua a leggere Christiania ha 40 anni. Rapporto dalla freetown più famosa del mondo

L’isola Ferdinandea. Storia di una disputa internazionale

La definizione di uno stato sovrano è qualcosa che ha a che vedere con la storia delle comunità umane, e come tale non è definito una volta per tutte e in modo insindacabile, ma muta col mutare degli eventi e della storia. Questo processo, inevitabilmente, crea della contraddizioni, delle zone d’ombra – e chi cerca di dare vita a una micronazione lo sa bene, ed è proprio in queste crepe della giurisdizione internazionale che cerca di infilarsi per concretizzare la propria utopia. In fondo non sono estranei ad azioni di questo tipo neppure i governi delle grandi potenze, che quando si tratta di estendere o consolidare il proprio dominio si sentono liberi di proclamare la propria sovranità su qualunque territorio non ricada già sotto l’influenza di altre nazioni. Il che alle volte dà origine a delle dispute internazionali che hanno risvolti decisamente paradossali, come nel caso dell’Isola Ferdinandea,  eccellete riferimento storico per i pionieri del micronazionalismo. 

L’isola Ferdinandea, conosciuta anche come “banco di Graham”, è un lembo di roccia che si trova nel tratto di mare tra l’isola di Pantelleria e il comune di Sciacca, nella provincia di Agrigento. Oggi questo banco di roccia si trova sei metri sotto il livello del mare, ma nel 1831 l’isola emerse dalle acque a causa dell’intensa attività vulcanica della zona. Continua a leggere L’isola Ferdinandea. Storia di una disputa internazionale

La Repubblica dei Bambini. Il Teatro sotterraneo alle prese col teatro ragazzi

Il Teatro delle Briciole di Parma invita regolarmente compagnie della ricerca italiana a confrontarsi con il linguaggio del teatro ragazzi, commissionando loro una produzione. Quella realizzata dalla compagnia fiorentina Teatro Sotterraneo è stata presentata al Festival In equilibrio di Castiglioncello. Si intitola «La repubblica dei Bambini», e prende ispirazione dal fenomeno delle micronazioni, piccole entità statuali che dichiarano la propria indipendenza in modo unilaterale su un territorio molto piccolo. Chiara Renzi e Daniele Bonaiuti, impersonando se stessi, propongono ai bambini in sala di fare la stessa cosa: una repubblica a tempo, che durerà solo sessanta minuti, il tempo dello spettacolo. Fuori campo la voce delle istruzioni spiega al pubblico e ai due “imbranati” ma volenterosi indipendentisti i passi da seguire per dare vita a una nazione: stabilire le regole, la forma di governo – entrambi sembrano tentati dalla dittatura, ma rinunciano quando scoprono che il popolo quando si ribella i dittatori le mette a morte – e indire le elezioni.
Inizia così una girandola colorata e di grande ritmo attorno ai temi della cittadinanza, della democrazia, del potere. Continua a leggere La Repubblica dei Bambini. Il Teatro sotterraneo alle prese col teatro ragazzi