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La città randagia di Margine Operativo

margine-operativo_cittaÈ una metropoli espansa, quella al centro di «Città. Spettacolo per corpi e musiche randagie», ultima produzione di Margine Operativo, in scena all’Horus occupato di Roma il 13 marzo. Espansa nel territorio, ma anche nell’anima di chi la vive. E soprattutto nell’immaginario, se è vero che la metropoli cantata – è il caso di dirlo – assomiglia molto a New York, con le sue gang, il suo degrado umano, ma anche la sua irredenta voglia di ribellione, anelito vitale che ci ricordano che creatività e disperazione nuotano nella stessa torbida acqua. Una New York che però non coincide con la città dell’east coast, ma piuttosto con la sua moltiplicazione in film, canzoni, visioni, immagini – metropoli realmente globale che diventa metafora (o sogno, direbbe l’antropologo Franco La Cecla) di ogni altra Continua a leggere La città randagia di Margine Operativo

Il rimosso della retorica e quello della società. «Guerriglia live show» di Margine Operativo

Guerriglia Live ShowNel mezzo della scena troviamo due musicisti (Andrea “Lako” Cota, voce e chitarra; Federico Camici, basso), camicie scure e cravatte rosse fiammanti, intenti a suonare il jingle che apre e accompagna il «Guerriglia Live Show» per tutta la sua durata. Quasi sommersi tra i cavi, gli strumenti, l’amplificazione e i video su cui prede vita lo show, sono proprio loro gli unici elementi biologici dello spettacolo di Margine Operativo, presentato a Roma all’Horus Occupato [4 e 5 aprile] e a Esc [16 aprile]. Continua a leggere Il rimosso della retorica e quello della società. «Guerriglia live show» di Margine Operativo

Faust: parabola della solitudine

«Superfaust» entra in scena, meglio, in teatro attraverso il video. Si aggira, felpa e cappuccio, per il marciapiede del Palladium, passa il foyer, va nei camerini, dove indossa gli abiti di scena. E la maschera. I fasci di luce del proiettore tagliano la sala buia, si ha l’impressione di essere al cinema. Poi, su uno schermo fuori sintonia, partono davvero i titoli di testa. E Faust è lì, in carne, ossa e passamotagna. Sembra Fantomas, l’eroe dei fumetti che Cortázar faceva scagliare contro le multinazionali in un libro ristampato da poco per il pubblico italiano, e che inevitabilmente falliva, a causa del suo individualismo nell’affrontare i problemi del mondo. L’oggetto di ribellione del Faust di Margine Operativo è forse un altro, ma è anche qui l’individualismo ad animare la caduta di Johann Faust, che attraversa fino in fondo le proprie pulsioni e fallisce, sì, «ma fallisce da uomo». Nel frattempo scorrono immagini di modelle in lingerie e passamotagna, grasse signore incappucciate e uomini incravattati a volto coperto. Una carrellata di umanità faustizzata, che «gode del mondo», ma che in fondo baratta se stessa per l’esercizio delle proprie pulsioni.
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