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Il «Porcile» di Pier Paolo Pasolini. Intervista a Valerio Binasco

porcile - binasco

In un racconto intitolato «Calvino contro Pasolini», Christian Raimo immagina un destino alternativo dei due grandi scrittori del secondo Novecento italiano, in cui il primo è un autore “scomparso” che dopo il successo del primo libro si è rifugiato a Cuba scomparendo dai riflettori, mentre il secondo è diventato il boss un po’ mafioso della letteratura italiana. Proprio lui, PPP, autore contro per definizione. Si tratta ovviamente di un’operazione ironica e un po’ irriverente, che serve a prendere le distanze non tanto dal vero Pasolini, quanto dal momento a lui eretto dalla cultura italiana.

Seguendo una vena drammatica anziché comica, Valerio Binasco – che affronta il teatro di Pasolini a partire da «Porcile» – sembra muoversi lungo una necessità analoga di fare i conti con lui, con la sua opera, senza restare invischiato in tutto ciò che di Pasolini è stato già detto e scritto. E un fare i conti anche con l’immagine che Pasolini stesso amava dare di sé. Continua a leggere Il «Porcile» di Pier Paolo Pasolini. Intervista a Valerio Binasco

Fino alla fine del mondo. Melancholia e L’ultimo terrestre

Cosa accomuna l’ultimo film di Lars Von Trier, “Melancholia”, e l’esordio di Gian Alfonso Pacinotti, in arte Gipi, “L’ultimo terrestre”? Forse poco. Il film del maestro danese racconta dello scontro tra il pianeta Terra e Melancholia, pianeta ramingo per lo spazio; un affresco allucinato e pittorico, in grado di raccontare lo sgomento e l’angoscia profonda che, secondo Von Trier, è il sottofondo ineludibile dell’esistenza umana. Gipi invece ritrae una provincia incattivita, così instupidita e ombelicale da non reagire più di tanto alla notizia dell’arrivo degli alieni. Un’umanità inferocita, per quanto dolente. L’esatto contrario di quanto avviene nella prima parte di “Melancholia”, dove il matrimonio alto borghese di Justine – con un banchetto stile “Festen” – è il teatro in cui i commensali sfoggiano sorrisi e discorsi vibranti di grande intensità, per poi scambiarsi bassezze e insulti una volta calata la maschera dell’etichetta. Continua a leggere Fino alla fine del mondo. Melancholia e L’ultimo terrestre