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Galleggiare nella tempesta. «L’uomo nel diluvio» di Valerio Malorni e Simone Amendola

Valerio Malorni - L'uomo nel diluvioL’uomo nel diluvio è Valerio Malorni, padre di una bambina piccola e geniale attore romano, che vive per vocazione – ma anche per destino generazionale – la condizione di precario. Un precariato estremo, quasi un’arte di arrangiarsi due-punto-zero, una situazione di liquidità e incertezza che si propaga senza alcun ostacolo o barriera dal lavoro alla vita privata. Se poi scendiamo dal gruppo generazionale (i venti-trenta-quarantenni) a quello più ristretto degli artisti, dei lavoratori della conoscenza, di chi è impiegato nel settore della cultura, quella precarietà diventa quasi endemica. Come a dire: l’uomo nel diluvio siamo noi, tutti noi. Tutti noi che ci arrabattiamo per pochi euro al mese che arrivano sempre in ritardo, sempre con fatica e non bastano mai. Tutti noi che ci lamentiamo di questa condizione negli immancabili aperitivi più o meno glamour, dove si può dar sfogo alle nostre frustrazioni ma al contempo mettere su qualche altro progetto mal finanziato. Tutti noi che prima o poi pronunciamo le fatidiche parole: «Me ne voglio andare da questo Paese di merda!».Dove “merda” sta per Paese che non ci vuole, Paese che non sa sfruttare i suoi talenti, Paese che con il patrimonio culturale che possiede la cultura potrebbe essere una miniera d’oro se solo si investisse… E chi più ne ha più ne metta. È chiaro che quel “Paese di merda”, come in tutte le relazioni d’amore finite male, è più uno sfogo che una vera considerazione. Un insulto che condisce un rifiuto. Perché in Italia ci si sta bene se solo ci si potesse lavorare seriamente. E magari invece in Nord Europa dove tutto funziona ci si annoia e fa pure un freddo cane… Continua a leggere Galleggiare nella tempesta. «L’uomo nel diluvio» di Valerio Malorni e Simone Amendola

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Nuovo esordio per i Carpacho!

Della band dei Carpacho!, formazione che già nel 2003 si aggirava tra i santuari dell’off capitolino, si erano perse le tracce. Torna a farsi sentire nel 2007, ed è praticamente una rinascita. Il loro album d’esordio è «La fuga dei cervelli» [Sleeping star], titolo doppiamente ironico in un periodo di stagnazione come raramente ne ha avuti l’Italia, pur essendo una nazione con la vocazione all’immobilismo. E il disco è davvero un piccolo gioellino di indi-pop, scanzonato e dadà ma con dei pizzichi di poesia che lasciano intravedere una profondità ulteriore. Discorso che vale anche per la qualità musicale, pregevolissima, al di là dei motivetti naive accompagnati da controcanti in falsetto che testimoniano il peso specifico dell’ironia in questo lavoro di rifrazione del presente catodico e patinato che ci ritroviamo a vivere. Così dalla pratica della masturbazione (che “ha un ritmo che mi piace”) dell’omonima «C.a.r.p.a.c.h.o.» si passa senza soluzione di continuità alla ricerca di “attrici altissime” per un amore da «Toilette», e alla romatica promessa di una notte ai «Tropici» per dormire al ritmo di condizionatori accessi. Continua a leggere Nuovo esordio per i Carpacho!