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Le Serate bastarde di Dionisi

«Serate bastarde» di Dionisi è un lavoro sul kitsch televisivo, sui nostri giorni e sulla deriva politica del nostro paese, che si assume coraggiosamente il compito di confrontarsi col linguaggio televisivo e la comicità triviale che lo caratterizza. Una scommessa vinta: lo spettacolo diverte (molto) e fa pensare, e anche se usa le forme del cabaret è sideralmente lontano da esso in termini di contenuto morale; è anzi un lavoro “artaudiano”, crudele come sa essere la tv ma in forma esplicita. Lo spettacolo prende le mosse dal desiderio dell’autrice Renata Ciaravino – trentenne milanese di sinistra, socialmente e politicamente delusa come può esserlo solo un soggetto appartente a questa categoria – di fare un cambio di prospettiva artisti a 180° e condurre uno show televisivo. Il risultato è un concentrato di iperboli sul linguaggio della tivù che non solo diverto, ma sanno dare la scossa. Continua a leggere Le Serate bastarde di Dionisi

FaiFai. Il kitsch che viene da Tokyo

Il collettivo giapponese Fai Fai era una delle proposte internazionali di Santarcagelo 40, festival che si è concluso lo scorso 18 luglio. Il loro «My name is I love you» forse non è lo spettacolo più interessante del programma, ma certamente tra i più radicali, e il suo linguaggio in bilico tra pop, kitsch e grottesco non ha mancato di spiazzare e divertire il pubblico. Nel vortice dei Fai Fai finiscono stereotipi e ossessioni della società giapponese contemporanea, che suonano allo stesso tempo alieni e familiari, perché non ci appartengono ma fanno parte della cultura di manga e film che hanno contagiato l’immaginario di più di una generazione di europei. In mezzo a due Hachiko giganti – la statua del cane fedele che per tutta la vita tornò ad aspettare il padrone morto, mitico luogo di appuntamenti a Shibuya – si snocciola il mito romantico su cui fa perno l’industria culturale di un paese dove i rapporti umani sembrano condizionati da un forte senso di isolamento e solitudine. Il tutto in chiave demenziale. Continua a leggere FaiFai. Il kitsch che viene da Tokyo