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DDB 41 – Giorno 17: “Estremistan – cartoline 2 e 3”

testata DDB India 41

33. Estremistan 2 e 3

Le ultime due “cartoline” di Psicopompo Teatro ripropongono rivisitandoli due lavori brevi già sondati dalla compagnia. Il primo ha a che vedere con un gustoso testo di Julio Cortázar, “Istruzioni per salire le scale”, che fa parte di quella geniale raccolta di istruzioni che apre l’ancor più geniale “Storie di cronopios e famas”, libro in cui l’umorismo e lo sperimentalismo dello scrittore argentino si presero lo spazio necessario al proprio estro. E così ci ritroviamo davanti a due hostess (qui c’è la regia di Manuela Cherubini) che spiegano, dall’alto della gradinata dell’India – il pubblico è stato fatto accomodare sul palco – con una dovizia di particolari talmente ossessiva da far risultare ridicola un’azione quotidiana come salire le scale. E occorre, ad esempio, far attenzione a non confondere il “piede” con il “piede”, poiché entrambi si chiamano così, e all’alzarli entrambi contemporaneamente senza aver precedentemente messo a posto l’altro chissà cosa potrebbe succedere… Continua a leggere DDB 41 – Giorno 17: “Estremistan – cartoline 2 e 3”

La retorica dei luoghi

Alcune considerazioni valide per i due spettacoli che ho recensito in questo numero, e più in generale per le prime due giornate della fiera. Sia i Santasangre che Ludovica Andò hanno avuto un incontro-scontro con il palco grande del Palladium che non ha certo valorizzato il loro lavoro. Di questo aspetto, più che il “nanismo congenito” del teatro non finanziato (critica spesso pretestuosa: davvero 84-06 può essere definito un allestimento piccolo?), è interessante notare la riflessione sulla percezione fatta da questa scena. Una riflessione che privilegia l’incontro tra l’artista e il pubblico, un guardarsi in faccia che è quanto di più anti-televisivo possa proporre oggi l’arte scenica contemporanea. Ma che, a ben vedere, è anche il grado zero del teatro: la presenza, l’esserci.
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Cortázar e Fantomas contro i vampiri multinazionali

Tra i maggiori scrittori del secolo scorso, l’argentino Julio Cortázar fu anche una delle personalità a essere chiamate a partecipare al Tribunale Russell, un’assemblea internazionale formata da scienziati e intellettuali di tutto il mondo, per indagare sulla violazione dei diritti umani in America latina. Si tratta di un tema caro a Cortázar, che torna spesso nei suoi racconti più tormentati – e così accade in questo piccolo geniale libretto intitolato «Fantomas contro i vampiri multinazionali». È il 1975. E Julio sta tornando da Bruxelles, sede del tribunale, a Parigi, dove da anni si è trasferito. Indugiando fino quasi a perdere il treno, il grande scrittore si domanda cosa fare per aiutare concretamente i popoli sudamericani. A toglierlo d’impaccio, durante il viaggio, è Fantomas, il supereroe dei fumetti, che fuoriesce dalle strisce disegnate per infilarsi, letteralmente, nell’intreccio del libro (Cortázar non era nuovo alla commistione tra generi e ai libri ibridi, tra illustrazione, romanzo e patchwork). Così, l’eroe dei fumetti coinvolgendo Julio in una lotta senza quartiere contro un gruppo fascista che vuole bruciare tutti i libri del mondo. Pian piano realtà e fantasia si intrecciano fino a quando è impossibile distinguerle, e accanto a Cortázar compaionio Alberto Moravia, Octavio Paz e Susan Sontag, per lottare a fianco di Fantomas. Continua a leggere Cortázar e Fantomas contro i vampiri multinazionali