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Breve viaggio in Bosnia

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Mostar

Le macchine sostano incolonnate lungo la statale. Di fronte a noi dei soldati in mimetica si aggirano tra i veicoli. Hanno in mano dei fucili, ma l’espressione è bonaria e persino un po’ annoiata. Una vecchia zingara passa tra le macchine in sosta, agitando una tazza di metallo con dentro delle monete. Chiede l’elemosina, con l’accortezza di farlo lontano dai controlli. Ogni tanto sorride, oppure semplicemente spalanca la bocca per proseguire con la sua litania, e così facendo rivela un sorriso di appena due denti. Non è sola, ci sono diverse donne più giovani con lei, e la loro presenza sembra stonare con il rigore che ci si aspetta di trovare a un posto di blocco militare. Ma questo, per l’appunto, non è un posto di blocco. Si tratta semplicemente della frontiera tra la Croazia e la Bosnia Erzegovina, appena dopo la cittadina di Metković. Non c’è una vera stazione edificata e di stanza ci sono i militari di leva. Nonostante l’apparenza “minacciosa” si tratta in realtà di un posto di frontiera assai trafficato, che si passa velocemente e senza lungaggini burocratiche. Da qui, infatti, transitano quotidianamente diversi pullman di pellegrini diretti a Međugorje, che effettuano principalmente visite giornaliere. Nonostante la guerra civile nell’ex-Jugoslavia sia finita da oltre otto anni, ancora molti stranieri faticano a immaginare la Bosnia come un posto dove soggiornare. La maggior parte preferisce viaggi organizzati, magari soggiornando sulla costa croata che, durante l’estate, brulica di turisti italiani ed europei.

La guerra in Bosnia è stata, per la mia generazione, il dramma bellico per eccellenza. Era un conflitto atroce, il primo che si verificava durante quel periodo – il liceo – che segna di solito l’inizio della propria coscienza politica. E, a differenza della guerra del Golfo, si svolgeva a due passi da casa nostra, dall’altra parte dell’Adriatico, in luoghi che molti italiani conoscevano bene. Per questo, passando in macchina per luoghi e città sentiti molte volte nei telegiornali l’emozione tra me e Stefano è palpabile. Con Stefano ci siamo dati appuntamento in Croazia, da dove lui ha deciso di deviare dalla sua vacanza di mare per un viaggio in Bosnia. La curiosità nella nostra generazione per quella guerra e quei luoghi è una costante, anche se quello che stiamo cercando è forse l’esatto opposto dell’eco che quei luoghi si portano dietro: lo scorrere della vita, la quotidianità, la rinascita dopo la distruzione. Continua a leggere Breve viaggio in Bosnia