Archivi tag: intervista

«Sopprimere l’Eti? Siamo Allibiti». Intervista a Ninni Cutaia

I tagli previsti dalla manovra finanziaria colpisco nuovamente il mondo culturale, già messo a dura prova dal taglio del Fus, il fondo unico per lo spettacolo (circa il 25% in meno). Nel decreto figurava una lista di 232 enti “inutili”, stralciata all’ultimo momento su consiglio del Quirinale, che ha mandato su tutte le furie persino il ministro Bondi, che si è sentito esautorato. Ora quella lista verrà riconsiderata assieme al ministero. Ma ce n’è un’altra, che conta 24 agenzie pubbliche, tra le quali figura l’Ente Teatrale Italiano, il cui destino non è chiaro. Resterà nel decreto? Sarà revisionata dal ministero anch’essa? Continua a leggere «Sopprimere l’Eti? Siamo Allibiti». Intervista a Ninni Cutaia

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Ubu Rex – intervista a Daniele Timpano

Video-intervista del 28-04-2010 di Graziano Graziani a Daniele Timpano, nell’ambito della rassegna teatrale «Ubu Rex – il teatro che divora», ospitata dal Teatro Nuovo Colosseo di Roma per tutto il mese di aprile. On line su:

http://www.e-theatre.it/2010/04/30/UBU-REX—Graziano-Graziani-incontra-Daniele-Timpano.cfm

I mistici della musica. Intervista ai Baustelle

A oltre due anni di distanza da «Amen», vincitore della targa Tenco come miglior album, tornano i Baustelle con un disco di inediti intitolato «I mistici dell’occidente», che per certi tratti musicali e di contenuto si situa sullo stesso solco. Nell’ultima intervista a Carta Francesco Bianconi, voce e autore dei testi del gruppo, spiegava come a fronte della perdita della sacralità della civiltà contadina descritta da Pasolini – a cui il disco era dedicato – oggi si è perduta anche quella sacralità legata al mondo del lavoro che, dal punto di vista laico, manteneva in vita una serie di valori. Oggi quei valori sono dissolti e la nostra società occidentale si sta avvitando su se stessa. Perché intitolare un disco «I mistici dell’occidente» appena due anni dopo?
«Siamo ancora lì, se non peggio – dice Francesco –. Abbiamo scelto questo titolo perché era un tema che usciva fuori anche in ‘Amen’, il sacro e la sacralità. Stavolta è utilizzato in maniera attiva, perché ci troviamo davanti a una società che non solo si avvita su se stessa, ma è sempre più monotematica e monoculturale, non ti lascia alternative, hai dei modelli che sono quelli e non puoi trasgredire. Di fronte a tutto questo ciò che si può fare, da novelli mistici, è prendere coscienza che tutta questa offerta monoculturale non è l’unica via possibile, o che comunque ha un valore che va preso per quello che è. Non è importante, non è la vita. C’è qualche altra cosa. Continua a leggere I mistici della musica. Intervista ai Baustelle