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Informazione e rappresentazione. Il teatrino della politica

[Immaginario malato n°8] – Il 24 novembre Aldo Grasso, sul Corriere della Sera, registrava con soddisfazione come la linea del Governo Monti di non mandare i ministri nei talk show per “essere più presenti a lavoro” abbia di fatto costretto i programmi di approfondimento politico a cambiare registro. Due giorni più tardi sul programma di Rai 3 Tv Talk si discuteva (in testa il giornalista Fulvio Abbate) sul presunto effetto “depressivo” di questa scelta, aggravata dal fatto che le facce da burocrati dei nuovo esecutivo avrebbero uno scarso appeal rispetto alle maschere da commedia dell’arte del governo Berlusconi, magari inconcludente sul piano pratico ma con grande senso dei tempi tv e – rissoso e chiacchierato com’era – in grado di dare in pasto ai conduttori molta carne da cuocere al fuoco della mediaticità. Continua a leggere Informazione e rappresentazione. Il teatrino della politica

Il web contro Alfano. L’appello di Lettera22

Pubblichiamo l’appello di Lettera22, al quale questo blog aderisce:

DIRE NO AL DDL ALFANO COL SILENZIO IN RETE

USCIRE DAL SOMMERSO DIFFUSO E DAR MAGGIOR FORZA ALLA  PROTESTA CONTRO LA  LEGGE BAVAGLIO

A partire della  manifestazione del 1 luglio, la protesta contro il ddl Alfano si protrarrà in forme e modi diversi: giornali e testate web  listate a lutto e il giorno 9  giornata del silenzio. Pensiamo che sia importante anche l’adesione di  quelle redazioni “sommerse”,  spesso informali, che costituiscono l’informazione diffusa nel nostro Paese e che in gran parte viaggia sul web. Un mondo però che, proprio per questa sua specificità, spesso  si astiene da queste forme di protesta. Aderendo  all’appello della Fnsi per il 1 luglio, listeremo  a lutto i nostri siti e non  pubblicheremo nulla il giorno 9 se non le nostre considerazioni sulla legge bavaglio. In questo modo sarà chiaro che anche realtà minori o poco conosciute, alternative e diversificate ma di qualità, sono  buona parte della spina dorsale dell’informazione in Italia, dove non esistono solo  grandi quotidiani o grandi reti televisive. La minaccia del ddl riguarda tutti e dunque anche chi non lavora in un giornale, non ha una posizione contrattualizzata,  non si riconosce nel sindacato o non si sente rappresentato  dalla protesta. Chi è  meno tutelato di altri ma altrettanto colpit o nella sua dignità professionale e nella qualità del suo lavoro. Continua a leggere Il web contro Alfano. L’appello di Lettera22