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La fatalità clandestina di Capossela

Capossela ci riprova, ma stavolta è in compagnia. La matrice letteraria, il piglio da scrittore che trasuda dalle canzoni di uno dei maggiori cantautori italiani si prende il suo spazio per diventare libro. Anche qui, come in «Non si muore tutte le mattine», è la cosmogonia di Vinicio a fare sfondo e materia verbale, ma stavolta dall’altra parte della pagina c’è Vincenzo Costantino Cinaski («Ciàina», per chi ricorda le scorribande furiose del primo Capossela lungo la notte che se n’è andata…), e le cose prendono un respiro diverso. Perché è attraverso le parole di uno dei personaggi di racconti e canzoni che salta fuori dalla dimensione della storia e racconta il capossela-mondo (da cui viene, per quel che lo conosciamo) e ce parlarce autonomamente, dal suo punto di vista. Non è la prima volta che avviene nella storia della letteratura: luoghi, non solo fisici, che diventano immaginari proprio per la loro grande (iper)realtà e diversi autori che né alimentano l’esistenza parallela, quella sulla carta, fatta di memorie, racconti, ricordi, iperboli. Continua a leggere La fatalità clandestina di Capossela

Il silenzio d’America. Intervista a Vinicio Capossela

Da SoloCome lo zio d’America che torna dai parenti, Vinicio Capossela inizia questa chiacchierata aprendo la sua borsa e tirando fuori pacchi di fotografie del suo viaggio d’oltre oceano. Immagini di strade deserte, motel, rodeo, città fantasma e poi foto di facce, strumenti e cappelli da mago e da cowboy. Persino Vinicio sotto l’insegna dell’omonimo ristorante, Vinny’s. Tutto il contorno umano e il concreto immaginario da cui è scaturito questo suo nuovo album, «Da Solo», da pochi giorni nei negozi di dischi.


Allora, Vinicio, come nasce questo disco?

L’ispirazione è venuta dal fatto che ne avevo fatte troppe. Tra la religione, il sacro, Michelangelo, i marinai e le canzoni della Cupa, a un certo punto sono andato a casa, ho visto il mio piano, il mio vecchio Duysen, che era sopravvissuto a tutto questo, era la stagione invernale, quasi la festa di Halloween, fuori passavano i tram, e ho deciso di riprendere a occuparmi di canzoni che non avevo mai portato a termine. Canzoni che mi riguardavano molto da vicino. Continua a leggere Il silenzio d’America. Intervista a Vinicio Capossela