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Il comico oltre il teatro

Lunedì scorso, 27 ottobre, il Teatro Ateneo dell’università La Sapienza di Roma ha ospitato un convegno organizzato da alcuni docenti – Roberto Ciancarelli, Ferruccio Marotti, Valentina Valentini – intitolato «Il Corpo comico». Un momento di incontro tra studenti e artisti dell’area indipendente, che cercava di tracciare una linea che attraverso il comico legasse il lavoro di artisti anche molto diversi tra loro, come Immobile Paziente e Andrea Cosentino, Malebolge e Tony Clifton, Daniele Timpano e Gaetano Ventriglia, Mirko Feliziani, Circo Bordeaux e Teatro Forsennato. Una dimensione, quella della comicità, per anni marginale nell’ambito della ricerca, che in questo convegno non a caso è stata indagata attraverso un “oggetto scenico” assai più familiare al panorama sperimentale: il corpo.
Dietro questo accostamento, oltre a un’idea di comico di segno opposto a quello dei format televisivi alla Zelig, c’era anche l’ipotesi della Nonscuola Romana formulata da Nico Garrone (anche lui presente al convegno), riveduta e corretta alla luce di una sua possibile espansione. L’idea, cioè, di un tratto comune al lavoro di tutte queste realtà, riassumibile in quattro aggettivi: iconoclasti, comici, concettuali, poetici.
Al di là degli esiti della discussione, sui quali tornerò in seguito, uno degli interventi ha aperto una prospettiva semplice quanto illuminante, che è allo stesso tempo più limitata (perché riguardava solo certi tipi di lavoro) e di maggior respiro dell’ambito descritto dal convegno. È l’intervento di Andrea Cosentino, che interpellato sul comico ha affermato: “viene naturale accostare il comico al popolare”. Continua a leggere Il comico oltre il teatro

La danza che nasce dalle parole. Murakami secondo Caterina Inesi

Da venerdì 7 a domenica 9 marzo va in scena, al Teatro Furio Camillo di Roma lo spettacolo «Tutto di Prima», della compagnia Immobile Paziente. La compagnia romana, nata dall’incontro tra la regista e coreografa Caterina Inesi – già attiva con Travirovesce, formazione di danza tra quelle che più hanno caratterizzato la scena capitolina degli anni novanta – e un gruppo di artisti della scena contemporanea della capitale. Tra questi, l’attore e danzatore Francesco Villano, protagonista dello spettacolo ispirato al racconto «Tutti i figli di Dio danzano» dello scrittore giapponese Murakami Haruki. Il confronto con la letteratura non è puramente astratto, come a volte accade negli spettacoli della scena contemporanea, ma instaura un vero e proprio dialogo con il testo originale, con le suggestioni della storia ovviamente, ma anche con i meccanismi della narrazione. Continua a leggere La danza che nasce dalle parole. Murakami secondo Caterina Inesi

Senza parole. Topografia teatrale sulle pagine dei giornali

Quando sfoglio le pagine dei quotidiani non guardo quasi mai i tamburini dei teatri. Un po’ perché le informazioni sulle stagioni che mi interessano le reperisco altrove (soprattutto via mail) e un po’ perché – almeno nella capitale – il colpo d’occhio è deprimente. Assommate l’una all’altra, il groviglio di commedie brillanti, produzioni di teatri stabili, amatorialità, musical e sale in affitto sembra non lasciare speranze di orientamento.
Costringersi a questo colpo d’occhio, però, è un esercizio interessante, che non si limita a dare conto di quanto grande sia la confusione sotto il cielo del teatro. Solitamente, ci s’imbatte da un lato in una serie di titoli trash, accanto alla triade degli evergreen della scena Shakespeare-Pirandello-Tragedie classiche. (Pesco a caso, sulle pagine romane del Corriere della Sera di sabato, un «Sono diventato etero!» e un «Non si sa come» del drammaturgo siciliano). Per quanto agli antipodi possano trovarsi questi spettacoli, hanno però in comune il fatto di basarsi su testi scritti per la scena. Continua a leggere Senza parole. Topografia teatrale sulle pagine dei giornali