Archivi tag: Gary Webb

«The Killig Game». L’opinione di Bifo

Abbiamo chiesto a Franco Berardi «Bifo» un’opinione sui giochi di simulazione militare e sull’inchiesta portata avanti da Gary Webb. Bifo si occupa da anni di questi temi, e il suo sito, rekombinant.org, è un luogo prezioso, per chi voglia capire. Secondo il fondatore della mitica Radio Alice e promotore, negli ultimi anni, delle «telestreet», quella dei videogiochi è una questione che investe l’intero campo cognitivo, oggetto di una profonda mutazione in questa epoca di interazione sempre più stretta tra l’uomo e la tecnologia.
Continua a leggere «The Killig Game». L’opinione di Bifo

«The Killing Game». La Cia e la cocaina

Gery Webb
Gery Webb

Gary Webb è stato trovato senza vita nella sua casa di Sacramento venerdì 10 dicembre 2004. Suicida a quarantanove anni, a quanto hanno subito stabilito le autorità, coroner e polizia. Ma chi era Gary Webb? Era un giornalista investigativo del Sacramento news and review, due volte vincitore del Premio Pulitzer, noto per le sue inchieste spericolate, che gli valsero le ostilità non soltanto del mondo della politica, di cui denunciava i traffici, ma anche dei giornali «mainstream», come il Washington Post, il New York Times e il Los Angeles Times.
Continua a leggere «The Killing Game». La Cia e la cocaina

«The Killing Game». Giocatori e soldati

americas-armySi intitola «The killing game», l’ultimo articolo scritto dal giornalista Premio Pulitzer Gary Webb, per il Sacramento news and review, prima di morire, probabilmente suicida. Il pezzo era un’inchiesta sul mondo dei videogiochi che simulano azioni di guerra, e sul vasto pubblico di maschi adolescenti che ogni giorno passa diverse ore a giocarci.
Webb aveva seguito da vicino un gruppo di ragazzi tra i tredici e i venti anni, giocatori accaniti di «Counter-Strike», il videogame di simulazione bellica più gettonato degli ultimi anni. Se ne contano qualcosa come sessantamila partite al giorno. Esistono sfide tra singoli e a squadre, persino sfide ufficiali, con le quali i ragazzi più bravi riescono anche a racimolare qualche soldo. Addirittura, per i migliori, guadagni extra arrivano dalle lezioni private date ai coetanei meno esperti. Cinquanta dollari l’ora, ma qualcuno arriva a centoventi. Quasi un lavoro, anzi meglio di molti lavori. Continua a leggere «The Killing Game». Giocatori e soldati