Archivi tag: Gabriele Lavia

Il work in progress di Lucia Calamaro e il destino dell’editoria teatrale

calamaro - vita ferma

Di cosa parliamo quando parliamo di scrittura per il teatro? Negli ultimi decenni del secolo scorso una certa predominanza del teatro di regia, a cui ha fatto da contraltare una ricerca particolarmente “visionaria”, ha messo in un cono d’ombra la possibilità che ha il teatro di raccontare storie. Almeno in Italia e nell’Europa continentale. Negli U.S.A., invece – dove sono stato di recente per un progetto sulla traduzione di drammaturgie italiane intitolato “Italian Playwright Project” – il re è sempre stato l’autore e continua ad esserlo. Lì prevale un’idea funzionale di teatro – un testo è una storia, e quella storia se funziona può passare da Off Broadway a Broadway, trasformarsi da spettacolo a musical a film e scalare così la catena alimentare delle opere teatrali che vede in fondo il loro valore artistico e in cima il loro potenziale economico in qualità di “intrattenimento”.

Nella vecchia Europa del teatro pubblico (ancora per quanto?) le cose funzionano in modo un po’ diverso. Ma anche qui, con l’alba del nuovo secolo, il teatro ha ripreso a raccontare, o meglio: quella sua particolare forza espressiva sembra finalmente uscire dal cono d’ombra. Continua a leggere Il work in progress di Lucia Calamaro e il destino dell’editoria teatrale

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DDB 18 – Assecondare o plasmare la natura

Stasera, nel foyer del Teatro India, c’era un numero costante di persone che aspettavano il loro turno per compiere il percorso immaginato da “Art You Lost?”. La voce si è ormai sparsa e non solo artisti e conoscenti, ma anche tanto pubblico reale ha preso parte alla costruzione che vedremo il 20 e 21 dicembre, a chiusura di Perdutamente, lasciando la loro traccia che si andrà a sommare a quella degli altri. C’è anche Gabriele Lavia, il direttore del Teatro di Roma appena rincasato dalla sua tournée, in attesa del suo turno.

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Tre Soldi – Radio 3 :: Perdutamente (puntata n°1)

PERDUTAMENTE
La Factory del Teatro India

Puntata n°01 – Nascita di una Factory

Diciotto compagnie della scena contemporanea sono state invitate dal direttore del Teatro di Roma, Gabriele Lavia, ad abitare il Teatro India per tre mesi, lavorando attorno al tema della perdita. Né è nata una factory attiva da ottobre, che ha rovesciato nei grandi edifici dell’ex fabbrica della Mira Lanza una quantità notevole di laboratori, incontri, tavoli teorici, prove aperte e chiuse, esperimenti di dialogo del teatro con altri campi artistici come la musica, il video, l’arte e la letteratura. “Perdutamente” aprirà al pubblico dal 3 al 21 dicembre, con l’ambizione di proporre alla città di Roma due forme inedite di spazio e di oggetto artistico. Continua a leggere Tre Soldi – Radio 3 :: Perdutamente (puntata n°1)

Teatro India, presentata la stagione 2011/2012

Il direttore del Teatro di Roma Gabriele Lavia e il presidente Franco Scaglia hanno presentato ieri la stagione del Teatro India, con una conferenza stampa che si è svolta nell’ambito di Short Theatre, la manifestazione diretta da Fabrizio Arcuri che ha di fatto già aperto il teatro a un flusso di spettacoli e di pubblico davvero corposo. Non meno corposo è il programma di quella che è considerata la sala della contemporaneità e del teatro più legato ai linguaggi del presente – sicuramente quello più amato da una grossa fetta di artisti, come ha rimarcato lo stesso Lavia. Si tratta infatti di un cartellone che da settembre a luglio ospiterà 35 spettacoli, al quale si aggiunge il festival già in corso. Inutile elencarli tutti – il programma è disponibile per interso sul sito www.teatrodiroma.net – ma proviamo a proporvi un percorso.
La prossima settimana, dal 21 settembre al 2 ottobre, sarà in scena «Il castello» di Giorgio Barberio Corsetti, adattamento del celebre romanzo di Kafka da parte di uno dei più noti registi delle “visione” dela nostra scena. Dall’11 al 16 ottobre India si aprirà alla scena internazionale con Le vie dei festival, la manifestazione che porta a Roma in rassegna il meglio dei festival estivi. Lo stesso Lavia sarà poi protagonista con il nuovo allestimento di un suo vecchio lavoro, «I masnadieri» di Schiller, dal 24 ottobre al 27 novembre.
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Lavia contestato al Valle occupato

Ieri sera al Teatro Valle occupato c’era anche Gabriele Lavia, direttore artistico del Teatro di Roma. Una presenza che ha suscitato diverse reazioni tra i presenti in sala. Invitato a parlare, Lavia è stato contestato per non essersi fatto vivo prima dell’ottavo giorno di occupazione. Il regista, che fino al giorno prima si trovava a Milano per un debutto alla Scala, ha esordito dicendo che l’occupazione del Valle è tra le cose più importanti che stanno accadendo oggi nel teatro, ma dopo la contestazione il dialogo con la platea del Valle occupato ha preso un’altra piega. O meglio, un vicolo cieco, che si è in parte risolto con la richiesta di un incontro per approfondire le questioni sollevate dagli occupanti – disponibilità al dialogo da parte dei direttori artistici degli stabili pubblici, trasparenza, il tema degli scambi, solo per citarne alcuni – richiesta a cui il direttore del Teatro di Roma dovrà rispondere nei prossimi giorni. Continua a leggere Lavia contestato al Valle occupato

Roma e il teatro nazionale

L’ambizione del Teatro di Roma è quello di diventare il luogo di un rinnovato Teatro Nazionale secondo il suo neodirettore, Gabriele Lavia. Per centrare questo obiettivo Lavia propone al Teatro Argentina una programmazione che intreccia tre linee diverse che attingono a tre diversi mondi del teatro. La prima guarda al mondo dei teatri stabili, con lo stesso Lavia, Luca Ronconi e Glauco Mauri alle prese rispettivamente con Pirandello, Ibsen – sarà in scena Mariangela Melato – e un testo del drammaturgo russo Leonid Andreev assai poco battuto dalle scene nostrane, «Quello che prende gli schiaffi». La seconda linea è dedicata a quegli artisti che si muovono tra teatro e cinema, con il conseguente patrimonio di visibilità, con le letture napoletane di Toni Servillo e soprattutto un interessante incursione nel teatro del regista Marco Tullio Giordana che porta in scena per la prima volta in Italia «The Coast of Utopia» di Tom Stoppard, trilogia sul secondo ottocento russo. La terza linea – a cui si connette idealmente un maestro della scena come Peter Brook, che porterà la sua versione del Flauto magico di Mozart nell’ambito di una collaborazione col Roameuropa Festival – segue il tracciato della cosiddetta scena contemporanea. Continua a leggere Roma e il teatro nazionale