Archivi tag: Franz Kafka

Pantagruel – Radio 3 :: Bestiale

Graziano Graziani conduce «Pantagruel – dizionario dei mondi possibili, impossibili e immaginari» dal 5 agosto al 2 settembre 2012, in onda ogni sabato e domenica su Radio 3 Rai dalle 15,00 alle 17,45 [frequenze su Roma 93.7 oppure 98.4 in FM]. Ogni trasmissione propone un viaggio attraverso una parola, riascoltando radiodrammi, film, interviste dell’archivio di Radio 3 e attraverso collegamenti e servizi.

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Puntata n°8 – 01 settembre 2012

BESTIALE

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Il potere picaresco. Il Castello di Kafka secondo Corsetti

Il Castello di Kafka è una potente metafora del potere burocatico, divenuta un classico del Novecento proprio per il modo in cui lo scrittore praghese ha tratteggiato il lato angoscioso del rapporto con un’autorità inarrivabile. Anche perché per Kafka questa inarrivabilità è tutt’altro che unidirezionale: non c’è solo il potere che si arrocca nel Castello, ci sono anche i labirinti mentali in cui i sottoposti si perdono immaginando il proprio ruolo rispetto al potere.
Il «Castello» allestito da Giorgio Barberio Corsetti – in scena al Teatro India di Roma fino al 2 ottobre – colpisce invece per la scelta di puntare su toni insoliti. Perché il regista romano ne dà una versione certamente onirica, ma che in certi momenti risulta picaresca e persino scanzonata, grazie anche al ritmo impresso allo spettacolo dalla band Statale 66 che esegue le musiche dal vivo. Una scelta insolita perché, nel corso degli anni, ci siamo abituati ad accostare – da italiani – la metafora kafkiana al nostro modello di italietta polverosa e provinciale, asfittica e conservatrice, simboleggiata dalla pletora di burocrati malvestiti che sono stati il simbolo di quasi mezzo secolo di potere democristiano. Un potere che, tuttavia, conservava per intero la sua aurea di inarrivabilità, di timore, che tracciava con mano ferma una cappa plumbea sulla vita politica italiana che, con il Castello, aveva in comune l’angosciosa immagine del muro di gomma. Tanto che “kafkiano” è da sempra tra gli agettivi più usati nel dibatto pubblico del nostro paese.
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La metamorfosi della Fura del Baus

Parte martedì 7 e mercoledì 8 febbraio, al Teatro Sociale di Como, la tournèe italiana della Fura dels Baus. Il gruppo di performer catalani della Fura dels Baus porterà in giro il suo nuovo spettacolo «Metamorfosis», che ha debuttato lo scorso anno in Giappone. Dopo lo spettacolo «XXX», ispirato al romanzo del Marchese De Sade «La filosofia del boudoir», la Fura dels Baus torna a confrontarsi con la letteratura. Il nuovo spettacolo è infatti ispirato al racconto «La metamorfosi» di Franz Kafka, in cui il rappresentate Gregor Samsa si sveglia traformato in un enorme, immondo insetto. «Metamorfosis» segna un ulteriore avvicinamento del lavoro della Fura dels Baus a una messa in scena “drammatizzata”, pur senza rinunciare all’ibridazione con i linguaggi digitali e ricerca tecnologica, che da sempre caratterizzano le performance del gruppo catalano. Per la realizzazione del testo, oltre a frammenti originali del racconto di Kafka, la Fura dels Baus si è avvalsa della collaborazione di Javier Daulte, regista teatrale e drammaturgo di lingua castigliana tra i più apprezzati. Continua a leggere La metamorfosi della Fura del Baus

Il Castello burocratico di K.

triangoloe28093castelloÈ andato in scena allo Strike di Roma “Il Castello” [14-20 ottobre] di Triangolo Scaleno Teatro, basato sul capolavoro incompiuto di Kafka. L’incontro con lo scrittore praghese [già avvenuto con “Circus Kafka Show” si conferma particolarmente felice. Forse perché è davvero nelle corde del gruppo e della regista Roberta Nicolai il proseguire come in equilibrio tra ironia e disperazione, oscillando vertiginosamente, proprio come la scrittura di Kafka, che grazie alla sua “ironia praghese” tratta allucinazioni come elementi di vita quotidiana, rovesciandone così il senso apparente e la lettura.
L’incontro/scontro dell’agrimensore K. [un ottimo Enea Tomei] con l’autorità del Castello – che è insieme potere e burocrazia – si apre con toni notturni, cupi, ma arriva a sfiorare ritmi e colori del musical. Si parte con la danza di ragazzi-pipistrello che sorprende K. – personaggio talmente spersonalizzato da non meritare neanche un nome – perduto nei territori del Castello, e prosegue tra canzoni, balli e pannelli mobili che ridisegnano costantemente la scena. L’autorità è un fantasma evocato che mai si concretizza, eppure è un muro insormontabile, perché radicata innanzitutto nella testa e nelle paure della gente. Continua a leggere Il Castello burocratico di K.

«Lettera al padre» di LABit

labit-letteraIl nuovo spettacolo di LABit, che cade proprio nell’80esimo anniversario della morte di Kafka, si basa su uno dei testi più sentiti dello scrittore praghese, la lettera che Franz scrisse al padre cinque anni prima di morire. La lettera, a causa del timore che la figura paterna suscitava in Kafka, fu recapitata alla madre, la quale non la consegnò mai per paura della reazione che avrebbe provocato. In questo testo fortemente personale Kafka riesce a cogliere aspetti del rapporto genitori-figli che vanno al di là della propria vicenda privata, andando a scavare negli interstizi di questo rapporto, là dove non è codificato socialmente e lascia intravedere interrogativi irrisolti. Continua a leggere «Lettera al padre» di LABit

«Circus Kafka Show» di Triangolo Scaleno Teatro

triangolo-circusFino al 22 gennaio sarà in scena al Teatro Furio Camillo di Roma «Circus Kafka Show» di Triangolo Scaleno Teatro, con Michele Baronio, Roberta Nicolai, Laura Riccioli ed Enea Tomei, per la regia di Roberta Nicolai. Un’occasione da non perdere per chi non è ancora riuscito a vedere il Triangolo Scaleno in questa girandola di frammenti kafkiani, che prende le mosse da “Una relazione all’Accademia”, passando per altri testi meno conosciuti dello scrittore praghese.
In un circo surreale, composto da donne-sciacallo e uomini-cane, la metamorfosi kafkiana si rovescia di segno: questa volta è una scimmia ad umanizzarsi e a raccontare, davanti all’ipotetico consesso degli accademici che è il pubblico, il proprio tentativo di raggiungere la libertà, o quantomeno di farsi accettare dalla comunità degli uomini. Anche a costo di entrare a far parte di quello show grottesco che è la società.
Ma alla fine, come ogni aspirazione “prometeica”, questo tentativo è destinato al fallimento, e gli animali-uomini torneranno nelle loro gabbie, sconfitti in questo tentativo di integrazione che è riuscito solo a trasformarli in attrattive da circo. Continua a leggere «Circus Kafka Show» di Triangolo Scaleno Teatro