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Il teatro come ecosistema

riciclo simboloQuesto scritto riassume l’intervento elaborato per il convegno «Nobiltà e Miseria – presente e futuro delle residenze creative in Italia», che si è tenuto a Prato, organizzato dal festival Contemporanea e dal teatro-dimora di Mondaino, L’Arboreto.

 1. Un paesaggio artistico

Qualche anno fa il paesaggista francese Gilles Clément incontrò un notevole successo con un piccolo libro intitolato «Manifesto del Terzo Paesaggio», dove cercava di descrivere una parte trascurata ma feconda dei territori che viviamo, che non fa parte del paesaggio antropizzato e nemmeno di quello completamente naturale. Clément li chiama “paesaggi indecisi”, che non hanno ancora una forma, e per questo rispetto al sistema paesaggio sono elementi “residuali”.

Mi piacerebbe partire rubando questo concetto evocativo coniato da Clément per parlare di residenze creative attraverso l’idea di paesaggio. Perché le residenze creative, assieme ai festival, contribuiscono a tracciare una mappa di un preciso “paesaggio artistico”. Anzi, sono in grado di renderlo visibile. Festival e residenze sono i centri stanziali che uno sciame di artisti con la vocazione al nomadismo attraversa in maniera costante di stagione in stagione. Sono gli snodi necessari di un percorso, come le città di sosta lungo la Via della Seta: non esauriscono il viaggio ma permettono che esso si compia. Continua a leggere Il teatro come ecosistema

Alla fine di “Vie”, alcuni appunti sulla parola Festival

Si chiude oggi la sesta edizione del Festival Vie, che ha portato a Modena oltre venti compagnie tra formazioni nazionali e internazionali. La formula di Vie, una vetrina che accosta nomi importanti della scena nazionale, compagnie internazionali e nuove proposte della ricerca, dà il segno di un progetto culturale teso a far dialogare i diversi livelli (soprattutto produttivi) della scena contemporanea – una vocazione importante e condivisibile per un evento ideato da un soggetto pubblico come Emilia Romagna Teatri. Più in generale, però, è forse giusto porsi delle domande sulla funzione dei festival oggi, nel 2010, in tempi di feroci tagli alle politiche culturali e dopo un decennio in cui le occasioni festivaliere sono proliferate anche fino all’eccesso. Continua a leggere Alla fine di “Vie”, alcuni appunti sulla parola Festival

40 anni in rosso: parte Santarcagelo. Intervista a Enrico Casagrande

Il Festival di Santarcangelo compie quarant’anni e lo fa ritrovando la sua dimensione di festival di piazza: una vocazione che è anche un segno politico, perché recupera l’arte alla pratica del confronto, che smonta l’idea di un pubblico consumatore e recupera il teatro – l’arte della polis per antonomasia – al suo senso più profondo: il ripensare, collettivamente, cosa avviene nel mondo e dentro di noi. Dopo la direzione di Chiara Guidi della Socìetas Raffaello Sanzio, quest’anno il testimone passa a Enrico Casagrande dei Motus, nell’ambito del progetto triennale che affida alle compagnie del territorio romagnolo il compito di imprimere il proprio segno al festival (nel 2011 sarà la volta di Ermanna Montanari). Tra le compagnie di punta degli anni Novanta, i Motus hanno coniugato una forte sperimentazione tecnologica ad un gesto sempre volutamente politico. Questa impostazione si riflette nel festival voluto da Casagrande, a partire dal manifesto di questa edizione che si svolge tra il 9 e il 18 di luglio: un rosso a tutto campo. Continua a leggere 40 anni in rosso: parte Santarcagelo. Intervista a Enrico Casagrande

Come dovrebbe essere un festival? Lettera ad AltreVelocità

Questo intervento, in forma di lettera alla redazione di AltreVelocità, è stato inviato come contributo (“rilascio lento”) a «Potere senza Potere», la riflessione a margine del Festival di Santarcangelo 2008 e della crisi che attraversava. Il “rilascio lento” consisteva nella richiesta fatta a operatori e artisti di rispondere a uno dei tanti quesiti posti attorno alla forma festival. Questa lettera è una non risposta, che spiega perché, pur accettando di inviare un contributo, ho preferito evitare di rispondere alle domande formulate. L’intervento è andato in onda su Radio Gun Gun, la radio di piazza del festival: il file audio è on line su www.altrevelocita.it

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Cari amici di Altrevelocità,

quando voi, assieme alle altre realtà che hanno dato vita a «Potere senza potere», mi avete chiesto di dare un contributo alla riflessione sul senso della forma festival, proprio oggi che sembra entrare in crisi, ho accolto la proposta con curiosità. È anche grazie a questa iniziativa che l’anomalia che caratterizza l’edizione 2008 di Santarcengelo sta cambiando di segno, trasformando un’edizione “monca” in una dimensione di possibilità.
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L’ossessione del fare. Intervista a Massimo Paganelli

Tra festival e autoproduzioni, negli ultimi venti anni si è andato consolidando un sistema che, pur in maniera deficitaria, supportava la produzione e l’offerta di teatro contemporaneo. Molte compagnie ad artisti emergenti, infatti, hanno trovato soprattutto nei festival estivi un’occasione non solo di visibilità ma di retribuzione del proprio lavoro. Il sistema sembrava rafforzarsi anche grazie a una nuova apertura di dialogo e di credito con le istituzioni pubbliche. Ma nell’ultimo anno il “sistema” mostra segni di indebolimento sempre più vistosi e in alcuni casi ha corso il rischio di sgretolarsi nel giro di pochi mesi.
Abbiamo incontrato Massimo Paganelli – direttore di Armunia – per discutere con lui della situazione in cui versa la scena contemporanea e delle prospettive per le generazioni più giovani. Continua a leggere L’ossessione del fare. Intervista a Massimo Paganelli

Lavorare con cura. L’esperienza di Itinerario Stabile

Logo Itinerario08Venerdì scorso, 20 giugno, ha preso il via la quarta edizione di Itinerario Festival, manifestazione estiva di Cesena che fino al 29 giugno animerà la sponde del fiume Savio, che costeggia il centro storico della città romagnola e lo divide dalla prima cintura periferica. Come racconta il suo nome, Itinerario nasce quattro anni fa come un progetto mobile, un festival in bilico tra musica e arti visive che girò 15 piazze italiane prima di approdare a Cesena per la sua fase conclusiva, «Itinerario Stabile». Da allora, pur restando ancorato al territorio della città, Itinerario non ha perso la sua vocazione di mobilità e di indagine sui territori, e si anzi aperto a discipline come l’architettura e le scienze del paesaggio, che ne hanno influenzato le dinamiche progettuali. Nel frattempo performance e arti sceniche sono divenuti uno dei nodi centrali del festival. Continua a leggere Lavorare con cura. L’esperienza di Itinerario Stabile

Palazzi d’inverno e festival d’estate

Ma che vuol dire davvero “indipendente”? La domanda serpeggiava quasi beffarda tra i convenuti a «Indipendenz Dei 2», secondo incontro della nascente rete di spazi e festival della penisola dedicati alla scena indipendente (appunto…), che si è svolto lo scorso 15 dicembre al Palladium di Roma. Come la prima volta a Napoli – “riunione d’ottobre” su impulso del DAMM – l’incontro si è verificato in concomitanza con un evento istituzionale: il Festival Teatro Italia prima, il progetto Scenari Indipendenti della Provincia di Roma poi. Ecco, allora indipendente non vuol dire necessariamente “antagonista”, visto che in questo ventaglio di realtà da Milano a Catania ce ne sono diverse che campano a vario titolo grazie ai finanziamenti pubblici. Di cosa stiamo parlando, allora? Magari delle nuove avanguardie della scena che, armi in pugno, si preparano alla presa del palazzo d’Inverno? Continua a leggere Palazzi d’inverno e festival d’estate

L’intimo fascino del cinema coreano

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La Corea del Sud è uno dei paesi asiatici che più hanno assorbito l’influenza economica e culturale degli Stati uniti, subendo una vera e propria colonizzazione dell’immaginario dopo quella ben più brutale del Giappone, che occupò militarmente la penisola nel 1910 imponendo la propria cultura fino alla fine della seconda guerra mondiale. Tuttavia, mai come in questi ultimi anni la Corea ha avuto un ruolo di primo piano nella cinematografia asiatica e mondiale, testimoniato dalla forte presenza di pellicole coreane nei festival internazionali di tutto il mondo.
Per questo la quinta edizione del Samsung Korea Film Fest, in corso a Firenze fino al 30 marzo, ha scelto di incentrare l’edizione di quest’anno proprio sulla cultura coreana che resiste all’influsso giapponese prima e americano poi e sugli effetti dell’occidentalizzazione della società, ospitando una retrospettiva di uno dei più grandi cineasti coreani viventi, Im Kwon-taek.
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Santarcangelo 06. La scena e la realtà

santarcangelo06L’ultimo festival di Santarcangelo non è stato solo un’occasione per vedere cosa si muove nell’ambito del teatro di ricerca, ma anche un momento di confronto e discussione, per parlare di ciò che c’è attorno all’elaborazione dell’arte performativa, troppo spesso schiacciato nella dimensione espositiva, dell’«evento». Una riflessione stimolata dal festival e raccolta nel volume «Scritti sulla contemporaneità» [Fandango libri], curato dai direttori artistici Olivier Bouin e Paolo Ruffini.
Tanti protagonisti della scena e del pensiero filosofico-antropologico contemporaneo, da Jean Bodrillard a Rodrigo Garcìa, da Pippo Delbono a Massimo Canevacci, tracciano un flusso multiplo di riflessioni attorno all’idea di contemporanetà, arte e spettacolo, in un’epoca che ha visto tramontare la dialettica tra avanguardie [temine non a caso militare] e accademie, parallelamente al declino del mito della costruzionie di un’est-etica e una società alternative attraverso la presa del potere. Continua a leggere Santarcangelo 06. La scena e la realtà