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Il tempo interno. Il “diario” di Lucia Calamaro

diario del tempo - calamaro(Questo testo è uscito, in forma ridotta, per Minima&Moralia e in questa versione per i Quaderni del Teatro di Roma)

L’ambizione di Lucia Calamaro, è ormai chiaro, è quella di scrivere un romanzo teatrale. Ovvero un oggetto scenico che riesca a contenere dentro di sé il debordare dei flussi narrativi e dello scandaglio interiore che solo la lingua del romanzo ha il respiro sufficiente per contenere e assecondare. Mentre il teatro, che deve fare i conti con il tempo – quello che i teatranti chiedono agli spettatori assieme alla loro attenzione –, e dunque con il ritmo come elemento di fascinazione, solitamente non ha il respiro necessario. Almeno è ciò che generalmente si pensa. Lucia Calamaro è riuscita a incrinare questa convinzione con il suo precedente spettacolo, «L’origine del mondo», vincitore di tre premi Ubu, che è al contempo uno spettacolo colto e popolare, letterario e intimamente teatrale. Ci riprova con la sua nuova produzione, «Diario del tempo», che ha mosso i suoi primi passi in una mini- tournée umbra tra Spoleto, Gubbio, Amelia, Città di Castello (essendo sostenuto dal Teatro stabile regionale). E stavolta, alla sua prima uscita, il tentativo sembra ancora più radicale. Continua a leggere Il tempo interno. Il “diario” di Lucia Calamaro

Il tempo interno e la precarietà del mondo. La nuova produzione di Lucia Calamaro

calamaro_6-640x390L’ambizione di Lucia Calamaro, è ormai chiaro, è quella di scrivere un romanzo teatrale. Ovvero un oggetto scenico che riesca a contenere dentro di sé il debordare dei flussi narrativi e dello scandaglio interiore che solo la lingua del romanzo ha il respiro sufficiente per contenere e assecondare. Mentre il teatro, che deve fare i conti con il tempo – quello che i teatranti chiedono agli spettatori assieme alla loro attenzione –, e dunque con il ritmo come elemento di fascinazione, solitamente non ha il respiro necessario. Almeno è ciò che generalmente si pensa. Lucia Calamaro è riuscita a incrinare questa convinzione con il suo precedente spettacolo, «L’origine del mondo», vincitore di tre premi Ubu, che è al contempo uno spettacolo colto e popolare, letterario e intimamente teatrale. Ci riprova con la sua nuova produzione, «Diario del tempo», che sta muovendo i suoi primi passi in una mini-tournée umbra tra Spoleto, Gubbio, Amelia, Città di Castello (essendo sostenuto dal Teatro stabile regionale). E stavolta, alla sua prima uscita, il tentativo sembra ancora più radicale.

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DDB 36 – Giorno 12: Tre piccoli “Divertimenti” e “Zombitudine 1”

testata DDB India 36

22. Tre piccoli “divertimenti”

Accanto al progetto più grande ideato da Federica Santoro assieme a Luca Tilli e Sebi Tramontana attorno al tema della perdita dell’amore, i tre performer hanno realizzato tre differenti performance in cui – ognuno nel suo specifico – proseguono la ricerca iniziata con «Divertimento». Tre assoli, per dare sfogo alla propria vena creativa prima di incontrare il linguaggio altrui e la sintesi scenica dello spettacolo. Nel caso di «Divertimento_minore», Luca Tilli propone un vero e proprio concerto breve, posizionando il suo violoncello al centro del salotto di divani rossi e tappeti creato nel mezzo del foyer. Quasi un’esecuzione da camera, se non fossimo nel mezzo di una navata d’archeologia industriale che ricorda un hangar: ed è questo attrito tra il grande spazio della sala e la dimensione raccolta del concerto a dare una delle temperature della performance. Che è una sapiente miscela d’improvvisazione e melodia, capacita di “attrarre” e “trattenere” all’ascolto e fuga verso l’inesplorato, l’improvviso; due anime che Luca Tilli sa accarezzare indistintamente e pizzicare assieme alla corde del suo violoncello. Continua a leggere DDB 36 – Giorno 12: Tre piccoli “Divertimenti” e “Zombitudine 1”

Il teatro italiano trova il suo capolavoro. Tre Premi Ubu a Lucia Calamaro

Calamaro – Origine del mondo 1I presupposti c’erano tutti. Ritorno alla parola, artigianalità della scenografia, perfino la scelta di toccare un argomento che sui palchi contemporanei è più che tabù: la psicologia e addirittura la psicanalisi. Insomma, il teatro di Lucia Calamaro ce le aveva tutte, ma proprio tutte per essere considerato un oggetto fuori tempo massimo. E invece si è attestato, e giustamente, come una delle realtà più interessanti della scena teatrale contemporanea. Sancito qualche giorno fa con l’assegnazione di ben tre Premi Ubu, il riconoscimento più prestigioso del teatro italiano: miglior novità drammaturgica alla stessa Calamaro per la quadrilogia «L’Origine del mondo. Ritratto di un interno»; miglior attrice protagonista a Daria Deflorian (anche per lo spettacolo «Reality») e miglior attrice non protagonista a Federica Santoro. Un en plein, quindi, e per nulla scontato: perché Lucia Calamaro proviene da quel circuito di compagnie indipendenti romane che per anni hanno provato in sale occupate, senza altro sostegno se non quello della rete di artisti che ruota attorno al mondo del cosiddetto teatro di innovazione.

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DDB 32 – Giorno 9: “Divertimento” e “Bangalore”

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Passano i giorni e il clima cambia. E così fa Clima, la performance di MK, che porta nel nome questo dna che la spinge al cambiamento. Una performance “atmosferica”, più che un lavoro sull’atmosfera, dove l’aggregarsi dei vari corpi in scena si addensa come una nuvola per poi scaricarsi sul palco, in una danza di relazioni tra schegge impazzite che attraversano il palco senza collidere tra loro. Tutto questo era presente anche martedì 11 dicembre, ma l’apertura era affidata a due sole danzatrici in maglia rossa, che disegnavano rapidamente una coreografia fluida e frenetica, sul quale poi si sono innestati tutti gli altri “iscritti” all’ufficio del turismo performativo di MK. Sotto, le note della band inglese Archive, con il groove di “Bullets” – che l’atmosfera la dava, eccome. Poi la luce sfuma, i performer escono di scena, qualcuno nel buio solleva una metà del fondale nero: nel controluce appare Biago Caravano per una manciata di seconda, che danza una coreografia avvitata e furiosa. E di colpo la performance sfiora la poesia visiva e strappa immediatamente un applauso sentito. Continua a leggere DDB 32 – Giorno 9: “Divertimento” e “Bangalore”

DDB 31 – Giorno 8: “Bagni Rossi”, “Level” e premi Ubu

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Un fuori-programma molto divertente ha caratterizzato l’esordio dell’ottava giornata di Perdutamente. Giusto alla fine del ritratto di Veronica Cruciani che l’Accademia degli Artefatti ha allestito per il progetto Nollywood. Prima che la sala si svuotasse, una coda inaspettata ha collegato idealmente Roma e il Teatro India con Milano e il Piccolo Teatro – dove in quello stesso momento venivano presentati e assegnati i Premi Ubu. Si illuminano gli schermi (a Roma) e compare la scritta: Federica Santoro, Premio Ubu 2012 come miglio attrice non-protagonista. Fabrizio Arcuri, ancora rigorosamente in tenuta da riot-clown, felpa cappuccio e naso tondo, fa salire sul palco Federica per premiarla simbolicamente. Già, perché poco dopo va in scena «Divertimento», uno spettacolo per il quale Sebi Tramontana si è spostato dalla Sicilia e che era impossibile far slittare nel calendario. Così Federica Santoro è rimasta a Roma nel “presidio” di Perdutamente, al seguito del suo lavoro e degli artisti coinvolti, rinunciando alla “gloria” della passerella Milanese. E Roma, a suo modo, l’ha compensata festeggiandola in modo alternativo. Continua a leggere DDB 31 – Giorno 8: “Bagni Rossi”, “Level” e premi Ubu

DDB 28 – Giorno 5: “Nollywood, io non sono così” (puntate 1-5)

testata DDB India 28

9. Nollywood – io non sono così (in privato)

L’arte di “ritrattare” non è necessariamente quella di cambiare versione dei fatti. Ma può avere anche che fare con quella di tracciare le identità – identità plurali, magari, stratificate come lo sono tutte, ma forse ancor più complesse se, come in questo caso, si tratta delle identità degli artisti. Una distorsione del termine “ritrarre”. Così sembra averla intesa l’Accademia degli Artefatti con il progetto Nollywood, che tutti i giorni di Perdutamente propone una perfomance di durata variabile che “ritratta” di volta in volta un artista della Factory.

Fabrizio Arcuri e Matteo Angius hanno fatto una scelta complessa nel declinare la loro presenza al Teatro India. Coerentemente con l’idea di collaborazione con le altre compagnie il più allargata possibile, hanno proposto ai loro colleghi di essere gli protagonisti delle loro performance, intervistandoli e chiedendo loro di regalargli una parola importante per loro, una canzone e un’urgenza. Tutti materiali attorno ai quali vengono costruiti i 16 appuntamenti di Nollywood (con la geniale complicità di Magdalena Barile, che a partire da questi materiali immagina e scrive le drammaturgie). Gli ignari protagonisti, catapultati nel mezzo di una scena che non conoscono, non sanno nulla di quello che accadrà. Sembrerebbe un meccanismo autoreferenziale – le compagnie di Perdutamente che parlano della compagnie di Perdutamente – se non fosse che Arcuri, nel trattare i materiali delle interviste, li ha inseriti in un dispositivo che ne fa oggetti a sé, leggibili anche da chi non conosce da vicini le compagnie di India. Continua a leggere DDB 28 – Giorno 5: “Nollywood, io non sono così” (puntate 1-5)

Tre Soldi – Radio 3 :: Perdutamente (puntata n°3)

PERDUTAMENTE
La Factory del Teatro India

Puntata n°03 – Progetti (prima parte)

Diciotto compagnie della scena contemporanea sono state invitate dal direttore del Teatro di Roma, Gabriele Lavia, ad abitare il Teatro India per tre mesi, lavorando attorno al tema della perdita. Né è nata una factory attiva da ottobre, che ha rovesciato nei grandi edifici dell’ex fabbrica della Mira Lanza una quantità notevole di laboratori, incontri, tavoli teorici, prove aperte e chiuse, esperimenti di dialogo del teatro con altri campi artistici come la musica, il video, l’arte e la letteratura. “Perdutamente” aprirà al pubblico dal 3 al 21 dicembre, con l’ambizione di proporre alla città di Roma due forme inedite di spazio e di oggetto artistico.  Continua a leggere Tre Soldi – Radio 3 :: Perdutamente (puntata n°3)

Tre Soldi – Radio 3 :: Ritratti dal Teatro India (puntata n°1)

RITRATTI DAL TEATRO INDIA

Puntata n°01 – IL LAVORO DELL’ATTORE
Roberto Latini – Andrea Baracco – Federica Santoro – Biancofango

Diciotto compagnie teatrali stanno abitando il Teatro India di Roma per un progetto che ruota attorno al concetto di “perdita”. Prove, laboratori, tavoli di discussione, incontri tra artisti e pubblico si alternano in un’abitazione inedita di questo spazio, da molti considerato uno dei più belli d’Italia tra quelli destinati alla creazione contemporanea. La Factory di India raccoglie, a suo modo, uno spaccato coerente di quella che è la scena contemporanea italiana, concentrandosi su quella parte nata e cresciuta nel territorio della Capitale. Quasi tutti gli artisti coinvolti sono presenti in modo costante nei cartelloni dei principali festival di teatro contemporaneo e alcuni sono già proiettati nella scena internazionale. Continua a leggere Tre Soldi – Radio 3 :: Ritratti dal Teatro India (puntata n°1)

DDB 06 – L’attore e la biografia

Una delle ambizioni di «Perdutamente» è di creare non solo momenti performativi, ma anche momenti di riflessione. Uno di questi è il “tavolo dell’attore”, che in queste settimane ha radunato un gruppo eterogeneo di artisti che cercano di ragionare attorno all’arte del recitare e alla presenza scenica. Tra i partecipanti ci sono Manuela Cherubini e Luisa Merloni di Psicopompo Teatro, Diana Arbib dei Santasangre, Andrea Baracco, Francesca Macrì e Andrea Trapani di Biancofango, Federica Santoro, Fabrizio Pallara. Tante idee diverse di teatro, tanti approcci diversi che sono anche biografie artistiche diverse tra loro. Continua a leggere DDB 06 – L’attore e la biografia