Archivi tag: Fausto Paravidino

BROADWAY – deriva urbana tra i teatri italiani di New York [PT.2]

TRE SOLDI – RAI RADIO 3

ny1124

* * *

SECONDA TAPPA – Upper west and east side

Passando attraverso un luogo nevralgico della cultura a New York, come il Lincoln Center, e per l’Istituto italiano di cultura diretto da Giorgio van Straten, approfondiamo il progetto che intende esportare la drammaturgia italiana nella grande mela: l’Italian Playwrights Project, ideato da Valeria Orani, con Marco Calvani e Tommaso Spinelli. Partner nel progetto è la City University di New York, che con il Segal Center è uno dei punti nevralgici per lo studio e la diffusione della drammaturgia internazionale in America. E poi Eliza Bent, drammaturga e attrice attenta all’Italia, ci racconta la realtà dei teatri off della Grande Mela. Continua a leggere BROADWAY – deriva urbana tra i teatri italiani di New York [PT.2]

Annunci

BROADWAY – deriva urbana tra i teatri italiani di New York [PT.1]

TRE SOLDI – RAI RADIO 3

ny1193

* * *

PRIMA TAPPA – a nord di Harlem

Tagliare Mahattan da nord a sud percorrendo per intero Broadway, l’antico sentiero indiano che oggi è una delle più famose venue di New York. È questo il percorso della deriva urbana che cominciamo dai quartieri ispanici a nord di Harlem. Un viaggio per la via dei teatri attraverso le storie degli artisti italiani sbarcati nella grande mela. La prima che incontriamo è il Italian Playwrights project, che ha portato a New York drammaturghi come Lucia Calamaro e Fausto Paravidino, che sentiremo nel doc, ma anche Michele Santeramo e la coppia Deflorian e Antonio Tagliarini. Continua a leggere BROADWAY – deriva urbana tra i teatri italiani di New York [PT.1]

Il work in progress di Lucia Calamaro e il destino dell’editoria teatrale

calamaro - vita ferma

Di cosa parliamo quando parliamo di scrittura per il teatro? Negli ultimi decenni del secolo scorso una certa predominanza del teatro di regia, a cui ha fatto da contraltare una ricerca particolarmente “visionaria”, ha messo in un cono d’ombra la possibilità che ha il teatro di raccontare storie. Almeno in Italia e nell’Europa continentale. Negli U.S.A., invece – dove sono stato di recente per un progetto sulla traduzione di drammaturgie italiane intitolato “Italian Playwright Project” – il re è sempre stato l’autore e continua ad esserlo. Lì prevale un’idea funzionale di teatro – un testo è una storia, e quella storia se funziona può passare da Off Broadway a Broadway, trasformarsi da spettacolo a musical a film e scalare così la catena alimentare delle opere teatrali che vede in fondo il loro valore artistico e in cima il loro potenziale economico in qualità di “intrattenimento”.

Nella vecchia Europa del teatro pubblico (ancora per quanto?) le cose funzionano in modo un po’ diverso. Ma anche qui, con l’alba del nuovo secolo, il teatro ha ripreso a raccontare, o meglio: quella sua particolare forza espressiva sembra finalmente uscire dal cono d’ombra. Continua a leggere Il work in progress di Lucia Calamaro e il destino dell’editoria teatrale

Portare la crisi in scena. Una conversazione con Fausto Paravidino

ilariascarpa_faustoparavidino05
© ilariascarpa.wordpress.com

“Crisi” è una delle parole più frequentate dalla politica e dall’arte nell’ultimo quinquennio. E anche se a tutti noi è chiaro il contorno di questa parola, le sue coordinate economiche e i suoi effetti possibili sul futuro, quello che ancora è immerso nella nebbia è la sua sostanza, il modo cioè in cui i numeri della crisi si traducono nell’incandescente materia della vita, né intaccano le abitudini e le sicurezze e a poco a poco trasformano le relazioni, gli affetti, le dinamiche sociali e lavorative. Per questo Fausto Paravidino ha scelto di partire da questa parola per avviare il suo laboratorio di drammaturgia, che si sta tenendo in più fasi al Teatro Valle Occupato nel corso di questa stagione.

«Abbiamo scelto di partire dalla ‘Crisi’ perché ci sembrava un tema unificante – spiega Paravidino – Per due motivi: da un lato è un tema all’interno del quale tutti quanti si possono riconoscere, perché è quello che stiamo vivendo tutti. Dall’altro parlare di crisi significa parlare di teatro: una commedia inizia quando un ordine entra in crisi». Continua a leggere Portare la crisi in scena. Una conversazione con Fausto Paravidino

Dov’è finito l’occidente? incontri a Short Theatre 7

Dov’è finito l’Occidente? 
breve corso di orientamento per chi ha perso la bussola
nell’ambito di SHORT THEATRE 7 West End
5 > 8 settembre Teatro India
11 > 15 settembre La Pelanda
esterno bar | tutti i giorni ore 21.00 circa

Una domanda a cui risponderanno artisti, filosofi, scrittori, giornalisti, spettatori, in una conversazione in pillole quotidiane, tra spettacolo e spettacolo.

Una serie di brevi incontri di orientamento per chi non sa più ritrovare le coordinate. Piccole indicazioni, racconti, riflessioni, a metà tra grande storia e vicende personali, per ritrovarsi o per continuare a perdersi.

Il ciclo di incontri è coordinato da Graziano Graziani.

Continua a leggere Dov’è finito l’occidente? incontri a Short Theatre 7

Marinoni va in città

Il teatro può essere uno strumento per abbattere il capitalismo avanzato? La domanda è provocatoria, ma non estemporanea. Perché Fausto Paravidino, intervenuto come volto pubblico di teatro Valle e teatro Marinoni occupati a “Teatro Marinoni dappertutto”, l’iniziativa curata dall’occupazione veneziana nell’ambito della Biennale, ha parlato proprio di sistema economico. Di quanto sia aumentata violentemente la disparità tra ricchi e poveri e di come, a causa dello sfruttamento economico, il pianeta si stia facendo stretto e meno ospitale anche per piante e animali, non solo per gli umani. L’arte, dal Novecento in poi, ha spesso accarezzato l’idea di cambiare il mondo, ma in questo caso il punto è un altro: Paravidino ha proposto di considerare il sistema del teatro come una lente d’ingrandimento, uno sguardo privilegiato sull’individualismo dei singoli e il precariato del sistema, che sono i due cardini su cui poggia l’attuale crisi. È vero, il settore dello spettacolo è stata negli anni la fucina delle odierne politiche, perché in nessun altro settore lavorativo è facile trovare qualcuno disponibile a prendere il tuo posto per la metà del prezzo. Allora, il suggerimento degli occupanti, è di cominciare proprio dal teatro per immaginare nuove forme di coesistenza e di democrazia. Continua a leggere Marinoni va in città