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Perdutamente. Diciotto compagnie disperse nel Teatro India

Un cantiere nel cantiere. Così è stato definito da Gabriele Lavia il progetto «Perdutamente», che riunisce diciotto compagnie romane all’interno del Teatro India di Roma, da ottobre a Natale. Una “factory” che produrrà seminari, laboratori, incontri – ma anche “atti, distrazioni, incidenti”, come recita il sottotitolo – e una parte spettacolare aperta al pubblico tutta concentrata nel mese di dicembre. Non si tratta dunque di nuove produzioni da creare e presentare – nonostante la commissione ci sia, ed è attorno al tema della “perdita” – ma di una residenza aperta, il cui obiettivo principale è quello di far abitare lo spazio di India (il più bel teatro romano dedicato al contemporaneo) da quelle compagnie del territorio che sono diretta espressione di questo segmento artistico – ricerca, nuove generazioni e nuovi linguaggi – che il più delle volte non solo non arrivano nei cartelloni degli stabili, ma non arrivano nemmeno ad avere un’interlocuzione coi direttori artistici.
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In difesa della parola

corsetti-py-epistolaÈ un testo dichiaratamente anti-moderno, e persino anti-teatrale se si prendono per parametro le ansie comunicative della ricerca odierna, questa «Epistola ai giovani attori» di Olivier Py, autore francese portato di recente in scena da Giorgio Barberio Corsetti al Teatro Colosseo di Roma e al Festival Prospettiva di Torino. Un lungo monologo (o quasi) che arringa in difesa della parola in questi tempi dove la comunicazione diffusa l’ha resa un vuoto simulacro, da diluire in dosi omeopatiche nel grande flusso dei media audio, video, e nella grande fiera – culturale – della performatività. Una posizione estrema, espressa direttamente e senza gli artifici di un racconto che la sostenga, da un attore abbigliato come un’attrice tragica dell’antica Grecia, maschera che guarda a un passato traboccante di significato ma conscia del suo essere oggi, così nuda su un palco, sostanzialmente ridicola, quando non patetica. La sua accorata difesa della parola è interrotta da una serie di guastafeste o di maestri di cerimonie della cultura, ministri e direttori, che quando non cercano di ridicolizzare il suo discorso, provano a stringerlo nell’angolo dell’inattualità. Continua a leggere In difesa della parola

Il teatro? Una questione sociale. Intervista a Giorgio Barberio Corsetti

Tra festival e autoproduzioni, negli ultimi venti anni si è andato consolidando un sistema che, pur in maniera deficitaria, supportava la produzione e l’offerta di teatro contemporaneo. Molte compagnie ad artisti emergenti, infatti, hanno trovato soprattutto nei festival estivi un’occasione non solo di visibilità ma di retribuzione del proprio lavoro. Il sistema sembrava rafforzarsi anche grazie a una nuova apertura di dialogo e di credito con le istituzioni pubbliche. Ma nell’ultimo anno il “sistema” mostra segni di indebolimento sempre più vistosi e in alcuni casi ha corso il rischio di sgretolarsi nel giro di pochi mesi.
Abbiamo incontrato Giorgio Barberio Corsetti per discutere con lui della situazione in cui versa la scena contemporanea e delle prospettive per le generazioni più giovani. Continua a leggere Il teatro? Una questione sociale. Intervista a Giorgio Barberio Corsetti

Il paradiso passa dall’inferno

corsetti-paradisoVisivamente epico, ma allo stesso tempo picaresco, il “Paradiso”, di Giorgio Barberio Corsetti, ripercorre in maniera convulsa e non lineare miti biblici e apocrifi, in una partitura aperta che oscilla tra il dolore per la “caduta”e una irrinunciabile ironia.
Lo spettacolo [al Teatro India di Roma fino al 26 settembre], prende spunto dal “Paradiso Perduto” di Milton, con la fuga dall’inferno di un Satana sbruffone, che intrattiene il pubblico e lo conduce – fisicamente – attraverso la porta di diamante che sigilla quel mondo, fino all’Eden. Da lì la drammaturgia – scritta con Edoardo Albinati e Raquel Silva – oscilla tra miti biblici [Lot e Tobia] e odierni, dagli angeli caduti all’Angelus Novus di Walter Benjamin, in fuga dai nazisti a Port Bou, che non è in grado di “ricomporre l’infranto” di quella “caduta” che è stato il nazismo per il mondo contemporaneo. Continua a leggere Il paradiso passa dall’inferno