Archivi tag: Elvira Frosini

Yes We Dead – lo zombi politico di Elvira Frosini e Daniele Timpano

Frosini-Timpano - zombitudine

Questo testo è stato usato come accompagnamento al programma di sala dello spettacolo Zombitudine, in programma al Romaeuropa Festival 2014, fino al 28 novembre al Teatro dell’Orologio di Roma. (La foto è di Sefora Delli Rocioli)

“Gli zombi siamo noi”, dicono Elvira Frosini e Daniele Timpano. Siamo noi i morti viventi che affollano gli uffici, le strade, i centri commerciali e persino i teatri. Portiamo visibili sul nostro corpo i segni del disfacimento da cui pure ci sentiamo braccati, assediati come il classico drappello di sopravvissuti degli zombie-movie, ultima sparuta minoranza umana in un mondo di morti. E se la nostra umanità fosse svanita? Se la linea di demarcazione tra il dentro e il fuori, peraltro già sottile, si fosse completamente dissolta? Se la barbara orda famelica e la minoranza che resiste non fossero altro che ruoli che ci scambiamo di volta in volta? Continua a leggere Yes We Dead – lo zombi politico di Elvira Frosini e Daniele Timpano

Daniele Timpano su Rai5 – Roma: la nuova drammaturgia

Frosimpano+Rai

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DANIELE TIMPANO – Con la sua “Storia cadaverica d’Italia” – trilogia di spettacoli a sfondo storico – Daniele Timpano ha esplorato le retoriche politiche a partire dai cadaveri eccellenti, cadaveri politici che hanno segnato diversi periodi della storia d’Italia: Mussolini, Mazzini, Moro. Eppure il teatro di Timpano è agli antipodi di qualunque genere storico o di narrazione: con la sua comicità grottesca e la sua presenza scenica stralunata, Daniele Timpano non fabbrica spettacoli a tesi, ma fa confliggere posizioni e ideologie lasciando che la detonazione sia l’oggetto dello spettacolo. Il tutto immerso nella lente dell’immaginario collettivo, punto di osservazione reale, per quanto distorto, da cui l’autore (e con lui la sua generazione) osserva il mondo. Che si parli di robot giapponesi o di zombi, la scrittura di Timpano – coadiuvata nelle ultime produzione dalla collaborazione con Elvira Frosini – è però sempre una deflagrante critica verso le retoriche politiche e artistiche dei nostri tempi. Continua a leggere Daniele Timpano su Rai5 – Roma: la nuova drammaturgia

DDB 39 – Giorno 15: “Bluemotion Petrolio Safari” e “Zombitudine 2 e 3”

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29. Bluemotion Petrolio Safari

Una commistione tra letteratura e teatro, tra audiovisivo e musica, tra la scena e la platea. L’allestimento di linguaggi diversi in un grande recital che attraversa il romanzo in compiuto di Pasolini, «Petrolio» – è questo il segno che di Bluemotion, compagnia residente all’Angelo Mai, invitata a trasportare il suo dispositivo scenico all’interno di Perdutamente. Già, perché Bluemotion Safari è esattamente questo: un meccanismo spettacolare, un recital-concerto che cerca di far cortocircuitare i tanti linguaggi utilizzati dagli artisti in un unico flusso comunicativo. Durante il mese di dicembre l’ensamble di artisti ha scelto di confrontarsi con il romanzo che forse, prima ancora che i letterati, ha influenzato profondamente il mondo dei teatranti, con la sua struttura non strutture, il suo flusso fiume di appunti e la sua non completezza, il suo essere fatto di crepe e non detti (non finti) che lasciano inevitabilmente spazio all’immaginazione e alla creazione. Da Mario Martone in poi, «Petrolio» sembra essere diventato un feticcio del teatro, l’oggetto pasoliniano per eccellenza, l’universo esploso dove è possibile guardare come attraverso un prisma. (Solo restando a Roma anche altre due compagnie, come CK Teatro e OlivieriRavelli, hanno sentito proprio in questi stessi anni l’esigenza di confrontarsi con il rebus di questo testo). Continua a leggere DDB 39 – Giorno 15: “Bluemotion Petrolio Safari” e “Zombitudine 2 e 3”

DDB 36 – Giorno 12: Tre piccoli “Divertimenti” e “Zombitudine 1”

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22. Tre piccoli “divertimenti”

Accanto al progetto più grande ideato da Federica Santoro assieme a Luca Tilli e Sebi Tramontana attorno al tema della perdita dell’amore, i tre performer hanno realizzato tre differenti performance in cui – ognuno nel suo specifico – proseguono la ricerca iniziata con «Divertimento». Tre assoli, per dare sfogo alla propria vena creativa prima di incontrare il linguaggio altrui e la sintesi scenica dello spettacolo. Nel caso di «Divertimento_minore», Luca Tilli propone un vero e proprio concerto breve, posizionando il suo violoncello al centro del salotto di divani rossi e tappeti creato nel mezzo del foyer. Quasi un’esecuzione da camera, se non fossimo nel mezzo di una navata d’archeologia industriale che ricorda un hangar: ed è questo attrito tra il grande spazio della sala e la dimensione raccolta del concerto a dare una delle temperature della performance. Che è una sapiente miscela d’improvvisazione e melodia, capacita di “attrarre” e “trattenere” all’ascolto e fuga verso l’inesplorato, l’improvviso; due anime che Luca Tilli sa accarezzare indistintamente e pizzicare assieme alla corde del suo violoncello. Continua a leggere DDB 36 – Giorno 12: Tre piccoli “Divertimenti” e “Zombitudine 1”

DDB 29 – Giorno 6: “Moby Dick” e “Seppur voleste colpire”

testata DDB India 29

10. Moby Dick (Teatro delle Apparizioni)

Una narrazione che si espande come un flusso d’acqua, come una corrente marina che prende forma grazie al racconto, alla recitazione, ma anche grazie alle immagini proiettate a pioggia sul palco, attorno alle quali si raduna il pubblico. Un pubblico contenuto, di 80/100 persone, che si accalca attorno al rettangolo della visione proiettata a terra, che visualizza di volta in volta il mare in tempesta, il profilo del Pequod (il vascello comandato dal capitano Achab), la sagoma inquietante della balena bianca. E da dentro l’immagine, a volte di lato a raccontare, a volte “fuso” con essa, Dario Garofalo dà voce a Ismaele, l’io narrante del classico di Herman Melville. Ma non c’è solo la cornice suggestiva di una dispositivo visivo che sembra quasi inglobare il pubblico, che guarda in basso come dentro un pozzo in cui prende corpo la storia; c’è anche la scelta, da parte di Fabrizio Pallara che ha ideato lo spettacolo, di lavorare attorno a un segno grafico non solo riconoscibile, ma gravido di una sua storia. Quella di Rockwell Kent, primo illustratore di «Moby Dick» e viaggiatore a sua volta, che diede alle stampe nel 1930 una storica edizione illustrata in bianco e nero. Continua a leggere DDB 29 – Giorno 6: “Moby Dick” e “Seppur voleste colpire”

DDB 01 – Uno spettro, anzi uno zombie, si aggira per l’India…

La parola corretta è “mandria”. Ce lo hanno spiegato in una delle serie tv più in voga del momento, The Walking Dead – che ha sancito il ritorno dell’horror e scalzato dal cuore degli appassionati del genere i vampiri (mostri eleganti, upperclass e forse un po’ snob) per fare spazio agli zombi (putrescenti e sgraziati, in pratica il sottoproletariato dell’immaginario collettivo). “Mandria”, come quella del bestiame, è un’orda di zombi famelici che si muovono in gruppo, claudicanti ma inarrestabili.

E proprio una mandria di zombi, oggi pomeriggio, hanno tagliato lo spazio del foyer dell’India, sotto lo sguardo divertito di chi stava lì a mangiare o parlare, per poi dirigersi verso la sala A, dove proseguiva il laboratorio di Daniele Timpano ed Elvira Frosini. Laboratorio sugli zombi, appunto. «Corpo morto» si intitola, non a caso – e il sottotitolo recita “seminario per attori non-risorti”. Va detto preventivamente che Timpano riflette da parecchio sul tema del cadavere insepolto e si appassiona di zombi da ben prima che tornassero di moda. Diversi dei suoi vecchi spettacoli abbondano di cavarei parlanti (un Mussolini morto e trafugato, la mummia di Mazzini…), anche se fina ad ora non era ancora capitato di vederli semovento. Sarà questo l’approdo del suo prossimo lavoro? Di certo è questo il tema caldo della riflessione dei Frosini-Timpano. Continua a leggere DDB 01 – Uno spettro, anzi uno zombie, si aggira per l’India…

L’ideologia del saluto di Valerio Malorni

Valerio Malorni è un performer di grande abilità, lo abbiamo visto collaborare con Barberio Corsetti, il Teatro delle Apparizioni, Daniele Timpano e altre realtà della scena contemporanea. Ma è anche un autore di monologhi surreali e visionari, che animano la scena off della capitale all’attenzione di un pubblico ristretto ma attento. Come quello che ha frequentato la rassegna «In questo stato», organizzata dallo spazio Kataklisma di Elvira Frosini, nel quartiere del Pigneto, dov’era inserito lo spettacolo.
Nel suo «Lo stato di saluto» Malorni si presenta dimesso e naif, avvolto in un cappotto troppo grande che lo trasforma in un personaggio dostoevskjiano, ma senza l’aura di tragedia che attornia i personaggi dello scrittore russo. Anche perché Malorni non racconta una storia, ma si rivolge direttamente al pubblico per avvolgerlo, invischiarlo anche contro la sua volontà nel suo “stato di saluto”, un salutarsi e uno scambio di effusioni istituito per legge che dovrebbe essere lo strumento per realizzare – come recita il sottotitolo dello spettacolo – una “fratellanza universale”. Continua a leggere L’ideologia del saluto di Valerio Malorni

Gli spazi per la danza non abitano a Roma

Il 2008 è l’anno della danza. O almeno così dovrebbe essere, a giudicare dai tanti interventi rivolti a sostegno di questa perenne “cenerentola” dello spettacolo dal vivo. Già a partire dal 2007, ma con una forte incidenza pratica sull’anno in corso, sono diverse le programmazioni, le rassegne, i concorsi che hanno per oggetto la valorizzazione della danza contemporanea e del teatro fisico – perché non si può racchiudere questa scena complessa e ricchissima nei confini del “ballo”, tuonano giustamente i suoi protagonisti. Continua a leggere Gli spazi per la danza non abitano a Roma