Archivi tag: drammaturgia inglese

Laggiù qualcuno non ci ama

L’Accademia degli Artefatti porta in scena in questi giorni (di recente al Palladium di Roma, dal 18 al 21 febbraio al Teatro del Tempo di Parma) una trance consistente dei 17 pezzi di Mark Ravehill «Spara / Trova il tesoro /Ripeti», tutti ispirati nel titolo a opere classiche della letteratura o del cinema occidentali, e tutte legate dal tema della lotta al terrore che tiene in scacco il mondo dal 2001. Tra gli otto testi portati in scena «Delitto e castigo» spicca per l’affondo che il drammaturgo inglese realizza in questa piéce a due, una discesa chirurgica nella spirale di sentimenti, parole d’ordine e luoghi comuni che hanno accompagnato l’invasione americana dell’Iraq. Fabrizio Croci e Caterina Silva sono chiusi in una struttura con una parete a vetri, una sala da interrogatorio, i loro volti sono costantemente ripresi e riproiettati, le loro voci registrate e amplificate. Continua a leggere Laggiù qualcuno non ci ama

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La doppia morale di Berkoff

La voce interiore, quella che urla gli insulti che non siamo capaci neppure di sussurrare, quella che vomita la rabbia e la frustrazione nascosta dietro la cortesia e il sorriso stanco, forzato, su cui impostiamo i rapporti interpersonali con superiori, amici, parenti. Questo “piagnisteo” interiore, tanto più sibilante e maligno quanto meno si è in grado di confessarlo, è al centro di «Kvetch» – in yiddish appunto piagnisteo – di Steven Berkoff, che il giovane regista Tiziano Panici ha portato in scena di recente al teatro Argot di Roma. Sfruttando il classico meccanismo degli “a parte”, i cinque personaggi della storia mantengono conversazioni di facciata che sono diametralmente opposte alle angosce del loro io interiore, sempre pronto a vedere l’erba del vicino più verde della propria ma allo stesso tempo a sputare veleno sulle debolezze altrui. Continua a leggere La doppia morale di Berkoff

Parlare alla contemporaneità. Intervista a Fabrizio Arcuri

fabrizio-arcuriL’Accademia degli Artefatti torna con un nuovo lavoro sul drammaturgo inglese Martin Crimp, «Attentati alla vita di lei», che sarà a Roma durante la notte bianca, al museo di Trastevere. Una riflessione sul linguaggio, sulla contemporaneità e sul ruolo della comunicazione ai giorni nostri in cui – con l’avvento della guerra televisiva – è caduta la maschera del ruolo dell’immagine e del suo impiego retorico. Ne abbiamo parlato con il regista Fabrizio Arcuri.
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